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Librarp of the Museum OF COMPARATIVE ZOOLOGY,
AT HARVARD COLLEGE, CAMBRIDGE, MASS.
Founded bp pribate subscription, in 1861.
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SOCIETÀ MALACOLOGICA
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CRDIOE
TiserI NiccoLa — Cefalopodi, Pteropodi, Eteropodi viventi nel Mediterraneo, e fossili nel terreno. terziario italiano con aggiunte e correzioni :
Di MontEROsATO MarcH. Tommaso — Conchiglie della zona de- gli abissi J
De STEFANI CARLO — Una Zartetia italiana
PauLUCCI MARIANNA — Fauna italiana. Comunicazioni malaco- logiche: Articolo quinto. Rivista delle specie apparte- nenti ai generi Spherium Scopoli, Calyculina Clessin, Pisidium Pfeiffer e loro distribuzione geografica
TigeRI NiccoLa — I molluschi Nudibranchi del Mediterraneo
Di MonTEROsATO MaRrcH. Tommaso — Nota sopra alcune con- chiglie coralligene del Mediterraneo
STROBEL PeLLEGRINO — Lettera al Segretario della Società ma- lacologica italiana: aggiunte e rettifiche :
PANTANELLI DoTT. DANTE — Conchiglie plioceniche di Pietra- fitta in Provincia di Siena ; È 2
ELENCO DEI Soci della Società malacologica italiana per l’ an- no 1881
BruenonE (Giuseppe — Le conchiglie plioceniche delle vici- nanze di Caltanisetta
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159 182
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260
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CEFALOPODI, PTEROPODI, ETEROPODI
VIVENTI NEL MEDITERRANEO
E FOSSILI NEL TERRENO TERZIARIO ITALIANO
con aggiunte e correzioni
pel Dott. N. TIBERI
Casse I. Cefalopodi-Cephalopoda, Cuvier. Orp. I Dibranchiata (Dibranchia), Owen. Sez. I. Octopoda, Woodward.
FAM. ARGONAUTID/A, Wed
GEN. Argonauta, Linneo.
1. Argonauta Argo, Linneo.
Delle Chiaie Anim. Invert. del R. di Nap. Ed. II, Tav. 7, fio. 2 e 4 (fomina).
Verany Moll. Céphal. de la Médit., P1. 17, 18 (fomina).
Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 22, fig. 52 (1Mmas.).
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. II, fig. 1, 6 (formina).
È al presente risaputa la diversità dei sessi nell’ Argo- nauta. La femmina è sparsa quasi in ogni dove nel Medi- terraneo ed è soltanto munita della singolare sua chiocciola, che si vede in tutte le collezioni e che sembra destinata alla incubazione delle uova. L’ animale abitante in questa
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conchiglia possiede due braccia palmate, il cui ufficio è quello di costruirla e proteggerla.
Il maschio è rappresentato da un polipo nudo, privo del- la chiocciola, più piccolo della femmina e con braccia tutte simili, mancanti di espansione palmare: è stato conosciuto non più che da pochi anni, per la sua rarità dipendente da ciò che è più pelagico, più notturno e solito di abitare nelle grandi profondità, diversamente dalla femmina che per la sua più facile deposizione delle uova è sempre littorale e s'incontra più sovente.
Sulla fede del Prof. Ponzi frammenti fossili della con- chiglia dell’ A. Argo ben riconoscibili si trovano nelle marne del monte Vaticano, a Roma.
Specie fossili.
2. Argonauta Sismonde, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. I, fig. 1, a, b, c.
Argonauta Argo, Michelotti non Linneo.
Fossile nel Piemonte nelle sabbie azzurrognole delle col- line di Asti e nel pliocene di S. Stefano Roero (Michelotti, Bellardi e Sismonda).
3. Argonauta biarmata, Ponzi.
Ponzi Moll. del Monte Vatic. Tav. III, fig. 1, a, b.
Fossile nella marna del Monte Vaticano, a Roma (Ponzi).
Nora. — Alla cognizione dell’Argonauta si collegano que- stioni di alta importanza, tra cui precipuamente figurano: la riproduzione della specie per mezzo della ettocotiliza- zione, comune alla seguente Fam. Octopodida, il preteso parasitismo dell’ animale nella chiocciola e i rapporti di questa col suo abitatore; e ancora se lo studio della sua embriogenia abbia dimostrato la di lei formazione sin nei primordî dell’ uovo, e se le braccia palmate servano alla velificazione, come si è per lunga pezza falsamente creduto,
DI VR
ovvero sieno delegate ad ufficio diverso. Io non potrò, per cagione della natura del presente lavoro, trattar lungamente simili questioni, onde non farò che sfiorarle il più breve- mente possibile.
Sono degni dell’ attenzione del naturalista i caratteri di- stintivi dei sessi ed il modo straordinario di copularsi negli Ottopodi Dibranchiati, di cui sino al tempo a noi più vicino non si avevano che nozioni vaghe e confuse. I maschi e le femmine di questa Sezione, meno che nell’ Argonauta, so- gliono per lo più rassomigliarsi, e particolarmente nei ma- schi uno delle otto braccia ad un’ epoca determinata subisce una singolare trasformazione e si cangia in un organo co- pulatore da servire alla riproduzione della specie. Questo braccio, dopo essersi modificato e riempiuto di liquore se- minale, si distacca dal corpo del maschio ed in pari tempo si fissa, per mezzo delle sue ventose, sul corpo della fem- mina. Il primo che ebbe la felice occasione di osservare quest’ organo, fu il nostro compatriotta Stefano Delle Chiaie, che, nel 1825, considerandolo come un verme parassita, lo appellò Trichocephalus acetabularis. Nel 1829 Cuvier, ri- manendo nella stessa credenza, cambiò il suo nome in quello di Hectocotylus Octopodis. Finalmente il fu Prof. Costa ne fece il soggetto di una nuova descrizione pubblicata negli Annali delle Scienze Naturali, e per la prima volta riguardò l’ Ettocotilo, non più come un verme parassita avente una vita propria ed indipendente; ma come il vero maschio della specie o come lo Spermatoforo del Cefalopodo. Più tardi Verany, osservando a Nizza un Tremoctopus carena, rico- nobbe l’ Ettocotilo in uno delle sue braccia anormali e venne alla conchiusione che questo, tanto nell’ Argonauta che nel Tremoctopus, dovesse riguardarsi come un braccio meta- morfosato e caduco, da servire da organo maschile di copu- lazione. Il fatto è stato in seguito verificato nei Generi Octopus, Sceurgus, Eledone e Philonexis; ma le osserva- zioni mancano ancora negli altri Generi.
08 SI
Kolliker e Miller hanno negli ultimi tempi fatto più estese perquisizioni intorno al sesso e alla ettocotilizazione dei suddetti Cefalopodi; ma non han fatto per così dire avanzare la questione. Infine sembrerà strano che il fatto del braccio ettocotilizatore sia rimasto così lungo tempo ignorato da tanti naturalisti anteriori agli ultimi precitati: ed intanto questo stesso fatto sembra essere stato notato dalla. più alta antichità dall’ eminente Aristotile, in un pas- saggio, ove in verità, la menzione non sembra molto chiara.
Si è creduto lungamente che l’ abitante della chiocciola dell’ Argonauta sia un parassita, come il Pagurus che si impossessa delle conchiglie vuote di molti Gasteropodi per farne la propria dimora. L’ eminente naturalista Giuseppe Saverio Poli, studiando l’ embriogenia di questo Cefalopodo, dimostrò che la chiocciolina comincia a manifestarsi dal cominciamento della vita embriogenica, donde se ne deve conchiudere che l’ animale è il vero costruttore della sua chiocciola. Le esperienze relative a questo fatto furono ese- guite dal loro autore nella conserva di acqua marina al Granatello di Portici, sotto gli auspicî del re Ferdinando I Borbone.
La chiocciola appartiene al sesso femmineo dell’ Argo- nauta: per la sua chiglia bicarinata imita la forma di una navicella. Dessa non è in alcun modo modellata sulla forma dell’ animale e la sua destinazione è unicamente di servire alla incubazione delle uova, che, disposte a grappi, si tro- vano costantemente deposte nel fondo della sua spira. L’ ani- male è sempre piazzato in maniera da avere il sifone rivolto verso il lato aperto della carena, e mai verso il lato opposto, come qualche volta è stato figurato. Le braccia palmate si vedono invariabilmente applicate ai fianchi della chiocciola, . nel probabile scopo che ha l’ animale di conservarne la pos- sessione, potendo la chiocciola essergli tolta per la man- canza degli attacchi muscolari capaci di assicurarne l’ ade- renza. Il detto animale vedesi navigare con lo stesso pro-
CENE Io ARE
cedimento degli altri polipi, ossia a rinculoni, spingendo l’acqua a riprese con la sua borsa per via del sifone, con la spira innanti a modo di prora, ed indietro le sei braccia non palmate raccolte in fascio e distese in guisa da far l’uffizio di timone. Forse queste sei braccia non palmate potranno servire, come sì asserisce, anche al remigare; ma ciò non è stato sinora confermato dall’ osservazione. È certo però che quando l’ animale voglia sprofondarsi nel mare, allora le raccoglie e rinchiude entro la navicella, e toccato il fondo del mare, vi rampa e striscia con le ventose delle stesse braccia, capovolgendo in sopra la chiocciola e pro- gredendo alla maniera degli altri Gasteropodi, del pari for- niti di un guscio testaceo. E inoltre al presente risaputo che le divisate due braccia palmifere non rappresentano soltanto un organo di protezione di detta chiocciola, ma sono ancora destinate alla secrezione di granelli calcari inservienti alla sua costruzione e riparazione, onde alle me- desime è assegnato il doppio uffizio di protezione e costru- zione della chiocciola.
Fu intanto ben diversa la credenza degli antichi intorno all’ uso delle braccia palmate, e questa credenza di tutti i tempi è arrivata sino ai giorni nostri, in cui si credeva che allorchè 1 animale voleva navigare sulla superficie delle onde, elevasse e spiegasse le sue membrane al vento in modo da figurare le vele di un piccolo naviglio. Di là è venuta la favola della navigazione dell’ Argonauta, soggetto di predilezione dei poeti che in diversi tempi fornì il tema di incantevoli odi, in cui si è vantata l’ arte della naviga- zione creduta improntata dalla forma e costume di questo curioso Cefalopodo. Oggi però la scienza ha ridotto questa credenza a limiti più modesti e più reali. Che se infine volesse istituirsi un paragone tra il modo di navigare del- l Argonauta ed i modi inventati dall’ industria umana, po- tremmo con un recente scrittore riflettere, che questo ese- guendo la locomozione tutta per ragione dell’ impulso di
O (Q
una forza interna che spinge le acque in un senso opposto alla propulsione, dovrebbe il suo movimento assimilarsi più alla navigazione a vapore che non a quello che si opera per mezzo delle vele.
Fam. OctoPODIDA, d’ Orbigny. GEN. Octopus, Cuvier. (Sepia, L. — Polypus, Leach. — C'istopus, Gray).
1. Octopus vulgaris, Lamarck.
Delle Chiaie Anim. Invert. del R. di Nap. Ed. II, Tav. 1 (fig. ottima).
Verany Moll. Céphal. de la Médit., PI. 5, 6, 7.
Sepia octopus, L.
Polypus octopodia, Leach.
Comune nel Mediterraneo: è il più succulento dei polipi mangiativi. In Napoli è molto pregiato ed è conosciuto vol- garmente col nome di Purpo verace e di Purpîtiello de scoglio.
2. Octopus macropus, Risso.
Delle Chiaie Anim. Invert. del R. di Nap. Ed. II, Tav. 2, fio. 26.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 10.
Octopus macropodus, Sangiovanni.
Octopus longimanus, Férussac (inced.)
Molto sparso nel Mediterraneo, trovasi specialmente ven- dibile nei mercati di Genova, Nizza, Livorno, Taranto, Mes- sina e Napoli, ove comunemente vien detto Purpessa, e non è stimato come nutrimento.
5. Octopus Kellikeri, Verany.
Verany Catal. invert. del golfo di Gen. e Nizza, Tav. II, ex Sic., fig. 1.
Nello stretto di Messina (Verany).
= ia 4. Octopus Sallutii, Verany. Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 9. Del golfo di Genova e Nizza (Verany).
5. Octopus Alderi, Verany.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. Pl. 7 bis, fig. 3.
Nel golfo di Nizza, probabilmente di passaggio, perse- guitando le sardine (Verany).
6. Octopus De Filippii, Verany.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 2, fig. d, f.
Nel golfo di Genova e Nizza (Verany).
Nora. — Egli è singolare che Weinkauff nel suo Catalogo edito al 1873 (Catal. der europ. Meers-Conchyl. pag. 44) citi come vivente nel Mediterraneo l’ Octopus incectus di Targioni, quando questi nella descrizione dei Cefalopodi del Museo di Firenze (Bull. Malac. Ital. 1869, pag. 160) indi- ca questa specie come abitante l’ Oceano Indiano. Nello stesso lavoro Weinkauff ripete come mediterranei 1’ Octopus Cuvieri, d' Orb. e l Octopus Troscheli, Targioni. Quanto al primo Targioni fa comprendere trattarsi di una specie equivoca che crede raccorciata per l azione dell’ alcool entro cui era conservata, potendo riportarsi all’ Octopus macropus e dovendo probabilmente sopprimersi. Quanto al secondo che Verany ed altri pensano essere un grande esemplare dell’ Octopus vulgaris o del Philonexis tubercu- latus, noi lo crediamo ancora una specie dubbia, poichè non si è sinora studiato abbastanza lo sviluppo di queste grandi specie che debbono al certo essere variabilissime secondo la loro diversa età. Onde delle tre specie ritenute da Weinkauff come mediterranee, una è esclusivamente esotica e non europea e le due altre sono dubbiose.
— id
GEN. Sce@eurgus, Troschel. (Octopus, Delle Chiaie, Verany).
1. Scaeurgus tetracirrhus (Octopus), Delle Chiaie.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II. Tav. 4, fig. 1.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 7 et 7 bis.
Nel 1828 Delle Chiaie ne ebbe diversi esemplari del golfo di Napoli dai marinari che lo appellano Purpo ’ncammisato o Purpo de funnale. Si trova ancora nel golfo di Genova e Nizza (Verany).
2. Sceurgus unicirrhus (Octopus), Delle Chiaie (ms.)
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 12 et 12. bis (Octopus Cocco).
Verany Cat. invert. golfo di Gen. e Nizza, Tav. 4, fig. 1.
Octopus Cocco, Verany.
Il primo esemplare fu trovato da Delle Chiaie nel golfo di Napoli ed inviato a Férussac col nome manoscritto di Octopus unicirrhus, e pubblicato con questo stesso nome da Férussac e d’ Orbigny nella loro Histoire naturelle des Mollusques Cephalopodes, pl. 1. Non si comprende come Delle Chiaie, che fu il primo a nominare questa specie, non ne faccia poi menzione nella sua opera Animali Inverte- brati del Regno di Napoli. Indi fu trovata da Verany nel golfo di Genova e Nizza e pubblicata col nome di Octopus Cocco. Secondo il sig. Targioni dessa si trova ancora a Cagliari in Sardegna. Si noti che in questa specie non esiste la membrana interbranchiale della precedente.
GEN. Eledone, « Aristotile » Leach.
(Orzana, Rafinesque — Octopus, Lamk. aliique).
1. Eledone moscata (Octopus), Lamarck. Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 5, fig. 1. Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI, 4, 5, 6.
c pei
Orzena moschata, Rafinesque.
Sepia moschata, Bosc.
H. and A: Adams.The Gen. of rec. Moll. PI. I, fig 4.
Specie abbondante nel Mediterraneo e mangiata soltanto dal volgo pel nauseante odore di muschio di cui è infetta la sua carne. In Napoli viene comunemente appellata Purpo muscariello ed in Sicilia Purpo muscareddu.
2. Eledone Aldrovandi (Orzana), Rafinesque.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 6, fig. 5.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 2, 3.
Octopus leucoderma, Sangiovanni.
Eledone Aldrovandi et Genei, Verany.
Comune nel Mediterraneo come la precedente e mangiata egualmente dal volgo pel cattivo sapore che ha: differisce dall’ altra per volume maggiore e per mancanza di odore di muschio, essendo le braccia di entrambe munite di una sola serie di ventose. I Napolitani la distinguono col nome di Purpo sinisco.
Nora. — Verany creò una nuova specie, Eledone Genei; ma più tardi riconobbe che era il giovane della presente, che non può dirsi neanco una varietà.
FAM. PHILONEXIDA&, d’ Orbigny.
GEN. Philonexis, d’ Orbigny. (Parasira, Steenstrup).
l. Philonexis reticularis (Octopus), Petagna 1826.
Octopus tuberculatus, Delle Chiaie non Risso Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 3, fig. 1, 1841.
Octopus catenulatus, Férussac 1828.
Octopus catenulatus, Fér. in Verany Moll. Céphal. de la Medit. in Atti della seconda riun. degli sc. ital. a Tor. Tav. unica, fig. 9.
RI
Octopus Verany, Wagner 1828.
Octopus Ferussaci, Delle Chiaie (olim) 1829.
Philonexis tuberculatus, d' Orbigny non Risso.
Octopus tuberculatus, non Risso H. and A. Adams The Gen. Hof Tec:©MolloPlstofignd.
Rara nel golfo di Napoli, secondo Delle Chiaie, che si ingannò nel crederlo Octopus tuberculatus di Risso, che è specie diversa, come hanno dimostrato Verany e Vogt. Il suo vero nome è Octopus reticularis di Petagna che lo conobbe due anni prima di Férussac. Il Gen. Philonexis è di molto anteriore al Gen. Parasira e deve essere preferi- bilmente adottato.
2. Philonexis tuberculatus (Octopus), Risso 1826.
Verany Moll. Cépal. de la Médit. Pl. 14, fig. 2, 3, et PI. 14, fig. 1, 4.
Octopus et Tremoctopus carena, Verany.
Trovasi a Genova e Nizza e su le coste di Provenza (Verany). È specie a sessi distinti, in cui la copula succede pel fatto della ettocotilizazione. Risso conobbe soltanto la femmina ed in seguito Verany e Vogt scoprirono gli indi- vidui maschi su di cui verificarono l’ accoppiamento pel mezzo del braccio caduco maschile.
GEN. Tremoctopus, Delle Chiaie 1830. (Philonexis, d’Orbigny - Ocythoe, Risso = Fisoniscus, Rippel).
1. Tremoctopus violaceus, Delle Chiaie.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 8. Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 14, 18, 19. Octopus velifer, Férussac.
Octopus velatus, Rang.
Philonexis velifer, d’ Orbigny.
Ocythoe mygaro, Risso 1841.
= een
Fisoniscus velatus, Rippel (MS.).
Rarissimo nel golfo di Napoli. Al fu Delle Chiaie ne fu portato al 1828 unico esemplare, che non fu più rinvenuto negli anni consecutivi; fu però a lui assicurato da Kéolliker che nello stretto di Messina la specie era meno:rara che in Napoli. Trovasi del pari nel golfo di Genova e Nizza (Verany).
Sez. II. Decapoda, Leach.
Fam. LoLIGOPSIDA, Gray.
GEN. Loligopsis, Lamarck. (Leachia, Lesueur — Petrotris, Eschscholtz).
1. Loligopsis zigana, Verany.
Verany Catal. invert. go. di Gen. e Nizza, Tav. II, ex Sic. Mati
Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 25, fig. 59.
Nello stretto di Messina (Verany).
2. Loligopsis vermicularis, Rùppel. Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 25, fig. 57. Nello stretto di Messina (Riippel). Fam. CHIROTEUTHIDA, Gray. Gen. Chiroteuthis, d° Orbigny. (Loligopsis, Férussac). 1. Chiroteuthis Veranyi (Loligopsis), Férussac.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun. degli sc. ital. in Tor. Tav. un. fig. 19.
de fee Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 38, 39. Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 26, fig. 60. H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. II, fig. 2. Trovato nello stretto di Messina da Verany e mandato ‘a Férussac.
GEN. Histioteuthis, d’ Orbigny.
1. Histioteuthis Bonelliana (Cranchia), Férussac.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun. degli sc. itali@mTon* Fawn! fie:*20.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 19.
Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 26, fig. 61.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. II fig. 3.
Trovato da Verany nel golfo di Genova e Nizza al 1854 e mandato al barone di Férussac, con la condizione di de- dicarlo al Prof. Bonelli.
2. Histioteuthis Ruppelti, Verany.
Verany Catal. invert. go. di Gen. e Nizza Tav. 3.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 20, 21.
Trovato da Verany solamente nel golfo di Genova ove desso vive a 1000 metri di profondità.
FAM. ONICHOTEUTHIDA, Gray. GEN. Enoploteuthis, d’ Orbigny. (Onychia, partim Lesueur).
1. Enoploteuthis margaritifera, Rippel.
Rippel Intorno alc. Cefal. di Messina. Lett. al prof. Cocco, | pae, dava. dio
Nel mare di Messina (Riippel.
R. Enoploteuthis Veranyi, Rippel. Rippel Lett. al prof. Cocco, pag. 3, Tav. un. fig. 2. Nel mare di Messina (Rippel).
PERE (Ve 3. Enoploteuthis Qwenii, Verany. Verany Catal. invert. go. di Gen. e Nizza, Tav. 4, fig. 2, 3. Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 28, fig. 62. Nel golfo di Nizza sulla costa ovest, un solo esemplare (Verany).
GEN. Veranya, Krohn. (Octopoteuthis, Riippel).
1. Veranya sicula (Octopoteuthis), Rippel.
Riippel Lett. al prof. Cocco, pag. 6 (senza figura).
Verany Catal. invert. go. di Gen. e Nizza, Tav. 2, ex Sic. fig. 4.
Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 29, fig. 69.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. ill, fig. 3 (Octopoteuthis sicula).
Trovata nel mare di Messina da Riippel, il quale s° in- gannò, credendola fornita di otto braccia (Octopoteuthis), mentre ne ha dieci.
Gen. Ancistroteuthis, Gray. (Onychoteuthis, Férussac Verany).
1. Ancistroteuthis Krohnii (Onychoteuthis), Verany.
Verany Catal. invert. go. di Gen. e Nizza, Tav. II ex Sic. fig. 3.
Nel mare di Messina (Verany).
2. Ancistroteuthis Lictensteini (Onychoteuthis), Fèrussac. Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun. degli se. ital. a Tor. Tav. un. fig. 13. Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 29. Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 31, fig. 76. Bull. della Soc. Mal. It. Vol. VI, 2
EM
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. II, fig. 5. Scoverta da Verany a Nizza nel 1835 e mandata a Fé- russac con la figura.
GEN. Ommastrephes, Orbigny. (Cicria, Leach — Hyaloteuthis, Gray).
1. Ommastrephes todarus, Delle Chiaie nec Rafinesque.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. I, Tav. 10, fig. 1.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun® degli sessital.ba Tor. IWMawsundfia 2:
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 33.
Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 32, fig. 84.
Loligo magna, Seba.
Loligo harpago, Montfort.
Comune nel Mediterraneo, è duro e coriaceo a mangiare.
I marinari in Napoli lo chiamano Totaro e cercano di farlo passare agli inesperti pel vero Calamaro (Loligo vul garis), a fine di venderlo ad un prezzo più elevato. Le dif- ferenze intanto sono facili ad avvertirsi; poichè il Totaro ha l appendice natatoria corta e cordiforme, mentre che il Calamaro l’ ha più grande, più estesa e romboidale: il pri- mo inoltre ha l’ossicello svelto ed attenuato ed il secondo largo, aperto e carenato.
2. Ommastrephes sagittatus (Loligo), Lamarck.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 9, fig. 3.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun. degli sc. ital. a Tor. Tav. un. fig. 13.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. Pl. 31, 32.
Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 32, fig. 79 (pessima).
Loligo pelagica, Montfort.
Loligo todarus, Rafinesque.
Sua ir
Nel Mediterraneo meno comune del precedente ed egual- mente duro a mangiarsi. In Napoli lo addimandano Tota- riello e tentano parimente confonderlo con lo squisito Ca- lamaro.
Nora. — Delle Chiaie fu il primo nella sua Opera sugli Invertebrati del Regno di Napoli che suppose che il Loligo sagittatus fosse sinonimo del Loligo Bertheloti e Loligo Coindeti di Verany, specie rappresentate nel di costui Qua- dro de’ Cefalopodi esposto nel 1840 al Congresso degli Scien- ziati Italiani riuniti a Torino e segnate nelle figure 15 e 16 del medesimo. Indi Targioni nel menzionato suo lavoro sui Cefalopodi del Museo di Firenze, benchè dubitativamente, reputò sinonimi dello stesso Loligo sagittatus non solo il Loligo Coindeti ma ancora il Loligo Meneghinii e Loligo Bianconii, due specie di Sicilia che si trovano figurate nelle Tavole aggiunte all’ opuscolo di Verany tirato a parte dalla Guida di Genova del 1846, col titolo di: Catalogo degli Ani- mali invertebrati marini del golfo di Genova e Nizza. Infine Weinkauff nel suo Catalogo edito al 1873 toglie dal Genere Loligo il Loligo cequipoda di Rippel e i Loligo Coindeti e Loligo Pille di Verany per piazzarli nel Genere Ommastre- phes, considerandole tutte tre come specie distinte, non co- me sinonimi al modo di Delle Chiaie e Targioni. Noi opi- niamo al contrario che simili innovazioni sieno almeno pre- mature o mal fondate, tanto più che trattandosi di specie rare e vedute soltanto da’ loro scopritori, è miglior consìi- glio lasciarne il giudizio a loro medesimi. Crediamo inoltre che Verany e Riippel, giudici più competenti delle loro spe- cie, le abbiano ben collocate nel Gen. Loligo, e queste non rappresentino sinonimi, ma bensì specie genuine e distinte. Quanto poi al Loligo @quipoda piazzato da Weinkauff nel Gen. Ommastrephes, possiamo affermare che vi è errore; poichè le ventose o cupole di questo Genere sono dentate (vedi Delle Chiaie Ed. II,) e non semplici come dice Rippel (vedi la sua lettera al prof. Cocco). E riguardo al Loligo
lege Coindeti et Pilla, per la stessa ragione delle ventose, an- dranno meglio comprese nel Gen. Loligo che nel Gen. Om- mastrephes.
GEN. Thysanoteuthis, Troschel 1897.
1. Thysanoteuthis rhombus, Troschel. Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 32, fig. 84. Scoverto da Troschel nel mare di Messina in Sicilia.
2. Thysanoteuthis elegans, Troschel. Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 32, fig. 84 bis. Trovato egualmente da Troschel nel mare di Messina.
Fam. LoLIGIDA, d’ Orbigny. GEN. Loligo, Schneider. (Phteroteuthis, Blainville).
1. Loligo vulgaris, Lamarck.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 9, a R.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riuni dalia: Torflam. uno fio.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 34.
Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 33, fig. 86.
Loligo magna, Rondelet.
Sepia loligo, Linneo.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. IV, fig. 3 (Loligo magna).
Il Calaniaio è comune nel Mediterranneo, ed è il più delicato ed il più succolento di tutti i Cefalopodi mangiativi.
Nora. — Targioni nel sopra citato suo lavoro appella questa specie Loligo mediterranea per distinguerla da quella dell’ Atlantico, alla quale dà esclusivamente il nome di Lo-
ILE Re,
ligo vulgaris. In verità, per quanta cura egli prenda nel de- scrivere la specie del Mediterraneo, non risulta dal suo dire una differenza essenziale tra le due specie che egli vuole separare. Egli è vero che Linneo (Syst. Nat. Edit. XII, pag. 1096) assegna alla sua Sepia loligo un habitat pelagico « ha- bitat în pelago » ciò che significa l’ Atlantico; ma è vero altresì che il suo continuatore Gmelin abbia aggiunto ad alcune specie « et în mari mediterraneo, » come si può vedere per l’ habitat della Sepia officinalis, alla quale Lin- neo non aveva che egualmente dato per patria che l’ Oceano. È da supporsi che l habitat della Sepia loligo, citato da Linneo Gmelin, abbia indotto Targioni a separare queste sue due specie.
2. Loligo subulata, Lamarck.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 9, fig. 1.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun. degli sc. ital. a Tor. Tav. un. fig. 14.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 34.
Loligo parva, Rondelet.
Sepia media, Linneo.
Piccola specie comune nel Mediterraneo, molto delicata a mangiare, che in Napoli viene volgarmente appellata Ca- . lamariello.
8. Loligo Meneghinti, Verany.
Verany Catal. invert. go. di Gen. e Nizza, Tav. I ex Sic. fig. 1.
Nello stretto di Messina in Sicilia (Verany).
4. Loligo Alessandrinii, Verany.
Verany Catal. invert. go. di Gen. e Nizza, Tav. I ex Sic. fig. 2.
Nello stretto di Messina (Verany).
Pei I) IE 5. Loligo Bianconii, Verany. Verany Catal. invert. go. di Gen. e Nizza, Tav. I ex Sienfietà. Nello stretto di Messina (Verany).
6. Loligo cequipoda, Ruppel. Rippel Lett. al prof. Cocco, pag. 6 (senza figura). Nel mare di Messina in Sicilia (Rippel).
7. Loligo Marmore, Verany.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun. degli sc. ital. a Tor. Tav. un. fig. 17.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 37.
Nel golfo di Genova (Verany).
8. Loligo Bertheloti, Verany.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun. degli sc. ital. a Tor. Tav. un. fig. 15.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 36, fig. h-K.
Nel golfo di Genova (Verany).
9. Loligo Coindeti, Verany.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun: degli se. ital a Por STavun. fis
Nel golfo di Genova (Verany).
10. Loligo Pilla, Verany. Non ne conosciamo l’ opera e la figura. Probabilmente del golfo di Genova (Verany).
GEN. Sepioteuthis, Ferussac, Blainville. 1. Sepioteuthis sicula, Rippel.
Ne ignoriamo la pubblicazione e la figura. Non diversamente che nel mare di Messina (Rippel).
BESAI: Ca
GEN. Rossia, Gray, Owen.
1. Rossia macrosoma (Sepiola), Delle Chiaie.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 11, SET.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun. degli sc. ital. a Tor. Tav. un. fig. 22.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 23.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. IV, fig. 6.
Nel golfo di Napoli, ove i nostri marinari l’ appellano Purpo-seccia. (Delle Chiaie) e nel golfo di Genova e Nizza (Verany).
2. Rossia Pancerii, Targioni.
Targioni Bull. Malac. ital. 1869, pag. 231, Tav. VII, fig. 7.
Sarebbe questo il maschio della specie precedente?
Del golfo di Napoli. Inviato al Museo di Firenze dal fu Prof. Panceri sotto il nome di Rossia macrosoma.
3. Rossia dispar, Ruppel.
Giorn. del Gab. di Messina, 1845, Tav. 26.
Nel mare di Messina in Sicilia (Rippel).
Nora. — È un errore di Weinkauff (Catal. cit. pag. 47) di citare Verany come autore della ossia dispar, mentre che Riippel è realmente il creatore della specie. È del pari in errore nel dire che dessa appartiene alla zona celtica ; poichè la stessa appartiene alla zona mediterranea e par- ticolarmente al mare di Messina.
GEN. Sepiola, « Rondelet » Leach.
1. Sepiola vulgaris, Grant.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 12, fig. 30 (Loligo sepiola).
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda
RI: POR riun. degli sc. ital. a Tor. Tav. un. fig. 21 ((Sepiola Ronde- leti, non Cuv.).
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 22, fig. c, d (Se- piola Rondeleti, non Cuv).
Sepîa sepiola, Linneo.
È la più piccola delle specie mediterranee ed è meno comune della seguente: entrambe sono in Napoli conosciute dal volgo col nome di Seccetella e sì l'una che Y altra sogliono mangiarsi.
2. Sepiola Rondeleti, Gesner, Cuvier. Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 22, fig. a, b. Abbondantissima in tutto il Mediterraneo.
3. Sepiola major, Targioni.
Targioni Cefal. del Mus. di Fir. in Bull. malac. ital. 1869, pag. 230 (senza figura).
Da unico esemplare comprato nel mercato di Firenze, probabilmente proveniente dal mare di Livorno (Targioni).
Nora. — Non è ben certo che le tre divisate specie sieno tra loro veramente distinte, potendo avvenire che le poco notevoli differenze indicate dai moderni autori non andas- sero dovute che all’ età o al sesso di una sola e medesima specie, ed è facile il supporlo, poichè desse vivono sempre | nelle stesse località e promiscuamente. L’ argomento essendo dubbioso, invitiamo i Cefalopodisti a portarvi un esame più attento. Quanto a noi, senza pronunciarci sulla questione, abbiam seguita l’ opinione dei più recenti naturalisti.
Fam. PALEONTIDA, Chenu.
GEN. Scaptorrhyncus, Bellardi.
1. Scaptorrhyncus miocenicus, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. I, fig. 1 a, Db, c.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino, a Termo- Fourà, Bardassano e Resca (Ravasenda).
DINO, (190
FAM. SEPIADA, d’ Orbigny. GEN. Sepia, Linneo.
1. Sepia officinalis, Linneo.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 12, fig. 1.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. in Atti della seconda riun. degli sc. ital. a Tor. Tav. un. fig. 23.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. V, fig. 2.
Comunissima nel Mediterraneo e mangiativa è conosciuta in Napoli sotto il nome volgare di Seccia.
2. Sepia elegans, Blainville.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Napoli Ed. II, Tav. 15, fig. 2 (Sepia d’ Orbignyana, Fér.?)
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 26, fig. a-c.
Sepia d’ Orbignyana, Férussac.
Rara nel golfo di Napoli (Delle Chiaie) e rara nel mare ligure (Verany).
3. Sepia bisserialis, Montfort.
Verany Moll. Céphal. de la Médit. PI. 26, fig. F. K. Sepia elegans, Férussac nec Blainville.
Sepia rubens, Philippi.
Nel mare ligure (Verany) e nel golfo di Napoli (Philippi).
4. Sepia Hieredda, Rang. Dicesi appartenere al Mediterraneo, perchè trovata dal Dott. Mercier sulle coste di Africa nel Marocco.
Specie fossili.
5. Sepia Gastaldi, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. I, fig. 3.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino e nella valle dei Ceppi presso Chieri (Gastaldi).
22. ‘De, 6. Sepia Michelottii, Gastaldi. Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. I, fig. 4. Fossile nel Piemonte alle colline di Torino e nella valle dei Ceppi presso Chieri (Gastaldi).
7. Sepia verrucosa, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. I, fig. 5.
Fossile nel Piemonte al monte Capriolo presso Brà (Bellardi).
8. Sepia rugulosa, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lio. Tav. TEisAne
Fossile nel Piemonte al monte Capriolo presso Brà (Bel- lardi) e nell’ argilla del monte Vaticano a Roma (Ponzi).
9. Sepia granosa, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 2.
Fossile nella Liguria nelle marne azzurrognole presso Savona (Issel).
10. Sepia Craverii, Gastaldi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 3.
Fossile nel Piemonte presso Brà (signori Federico ed Ettore Craveri di Brà).
11. Sepîia stricta, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 4.
Fossile nel Piemonte nelle marne azzurrognole al monte Capriolo presso Brà (Fed. ed Ett. Craveri).
12. Sepia sepulta, Michelotti.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 5, a, b, c.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino e a Pino Torinese (Michelotti).
USbgoi 13. Sepia complanata, Bellardi. Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 6, a, Db, c. Fossile nel Piemonte nelle marne azzurrognole del monte Capriolo presso Brà (Fed. ed Ett. Cravari).
14. Sepia Isseli, Bellardi. Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 7, a, db.
Fossile in Liguria nelle marne azzurrognole presso Sa- vona (Issel).
Fam. SPIRULIDA, d’ Orbigny. GEN. Ammonia, Breyn. (Spirula, Lamarck.)
1. Ammonia prototypus, Péron.
Spirula Peronii, Lamarck.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. V, fig. 3, (Spirula prototypus).
Vivente sulle coste di Algeria (Mac Andrew, Weinkauff, Joly).
GEN. Spirulirostra, d° Orbigny.
1. Spirulirostra Bellardii, d’ Orbigny.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II’ fig. 8, a, b, c.
Fossile in Piemonte alle colline di Torino, a Rio della Batteria, Villa Forzano, Termo-Fourà, Pino Torinese e Bal- dissero (Michelotti e Sismonda).
ORD. II. Tetrabranchiata. Fam. NAUTILIDA, Owen. Gen. Nautilus, Linneo.
1. Nautilus Allionii, Michelotti.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 1, alby Coad
LIE Nautilus umbilicatus, Michelotti non Lamarck. Nautilus excavatus, Michelotti e Sismonda. Nautilus Bucklandi, Michelotti. Nautilus Michelottii, d’ Orbigny. Fossile nel Piemonte alle colline di Torino e a Termo- Fourà (Michelotti e Rovasenda).
2. Nautilus decipiens, Michelotti.
Michelotti Foss. mioc. infér. 1861, Tav. XIII, fig. 11.
Fossile in Piemonte a Gassino, Dego e Calcare (Miche- lotti e Rovasenda).
GEN. Rhyncolites, Faure-Biguet.
1. Ehyncolites Allionii, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 2, a, b, c.
Non sarebbe questo il becco del Nautilus Allionii qui sopra menzionato?
Fossile in Piemonte alle colline di Torino (Rovasenda).
Fam. CLYMENIDA, Edwards. GEN. Aturia, Bronn.
1. Aturia Aturi (Nautilus), Basterot.
Michelotti Foss. mioc. de 1’ Ital. septen. 1847, PI. XV, fig. 4. (Clymenia Morrisi).
Clymenia ziczac, Michelotti.
Nautilus pompilio, Michelotti non Linneo.
Nautilus diluvii, Sismonda in Michelotti.
Fossile in Piemonte alle colline di Torino ed in altre località (Michelotti, Sismonda e Rovasenda).
2. Aturia radiata, Bellardi. Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 3. Fossile in Piemonte alle colline di Torino (Michelotti).
SER CLasse Il. Pteropoda, Cuvier.
Sez. I. Muniti di conchiglia — Thecosomata, Gray. FAM. CAVOLINIADA. (Hyalide, d' Orbigny). GEN. Cavolinia (Cavolina), Gioeni 1783, Abildgaard 1792. (Caulina, Poli — Hyalea, Lamarck aliique).
1. Cavolinia tridentata (Anomia), Forskal 1775.
Cantraine Malac. Médit. et litt. PI. I, fig. 3.
Clio volitans, Cavolini.
Cavolina natans, Abildgaard.
Hyalwea tridentata, Lamarck aliique.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. Pl. VI, fig. 1 (Cavolina tridentata).
Specie pelagica e vagante come tutte le altre di questa classe; questa però è la più sparsa nel Mediterraneo. Dessa è stata trovata vivente la prima volta nel golfo di Napoli dall’ illustre Cavolini, nel mare di Sicilia presso Catania (Giceni) e a Palermo e Messina (Poli prima di Philippi e di altri). Si estende inoltre nel golfo di Genova (Verany), nel mare di Sardegna e di Malta (Cantraine), nel golfo di Nizza (Risso), nel mare di Corsica (Requien), in quello di Algeria (Tiberi) e nel mare Egeo (Forbes).
Fossile a Castellarquato nel Piacentino (Cantraine), nel- l'isola d’ Ischia e presso Pozzuoli (Scacchi e Philippi) presso Monteleone? in Calabria (Pilla in Philippi), presso Palermo (Philippi) e presso Messina (Seguenza).
2. Cavolinia gibbosa (Hyalea), Rang. Cantraine Malac. Médit. et litt. PI. I, fig. 5.
BEER o; DCS0I
Trovata sinora nel Mediterraneo soltanto nello stretto di Messina (Cantraine). Non crediamo sia quivi molto comune, come scrive l’ autore, che ne esibisce una cattiva figura priva dell’ animale.
5. Cavolinia inflexa (Hyalea), Lesueur.
Cantraine Malac. Médit. et litt. P1. I, fig. 6.
Hyalcea vaginella, Cantraine.
Hyalcea uncinata « Honinghaus » Philippi (olim) nec Rang.
Vive nel golfo di Genova e Nizza (Verany sotto il nome di Hyalea uncinata, secondo Jeffreys), nel golfo di Napoli (Costa junior e Tiberi), nel mare di Sicilia (Cantraine), nel mare di Corsica (Requien), su le coste di Algeria (Joly) e nel mare Egéo (Forbes sotto il nome di Hyalea vaginellina).
Fossile nell’ argilla presso Palermo in Sicilia (Ab. Bru- gnone secondo Allery) e nell’ argilla del monte Vaticano a Roma (Ponzi sotto il falso nome di Diacria trispinosa) (!).
Specie fossili.
4. Cavolinia grandis (Hyalea), Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 4.
Fossile nel Piemonte nelle colline di Torino presso Chieri (Bellardi).
5. Cavolinia gypsorum (Hyalea), Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 5, a, b.
Fossile nel Piemonte a Guarene presso Alba nella marna che accompagna il gesso (Bellardi).
6. Cavolinia aurita (Hyalaa), Bonelli. (1) Vedi Ponzi: / fossili del Monte Vaticano, pag. 23, Tav. III, fig. 4,
a, b. L’ispezione di queste figure dimostra chiaramente che qui si tratta della Cavolinia infleza, non mai della Diacria trispinosa.
LE Sica Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 6. Fossile nel Piemonte nelle colline di Torino e a Rio della Batteria nelle sabbie micacee (Bonelli e Sismonda).
7. Cavolinia interrupta (Hyalea), Bonelli.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 7, a, Db, c.
Fossile nel Piemonte nelle colline di Torino, a Rio della Batteria e a Sciolze (Bonelli, Sismonda, Michelotti e Ro- vasenda).
8. Cavolinia revoluta (Hyalea), Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fo:t8xa, Db, c.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino, a Termo- fourà e nella valle dei Ceppi (Rovasenda).
9. Cavolinia peraffinis (Hyalea) Seguenza.
Seguenza Pter. e Eter. terz. Messin. Tav. un. fig. 5, a, b, c.
Fossile nella provincia di Messina, a Trapani, Scoppo, Tremonte, Gravitelli e Valdina (Seguenza).
10. Cavolinia inflata (Hyalwea), Seguenza.
Seguenza Pter. e Eter. terz. Messin. Tav. un. fig. 6, a, Db, c.
Fossile nell’ argilla miocenica di Monforte e di Bianchi presso Messina (Seguenza).
GEN. Diacria, Gray.
1. Diacria trispinosa (Hyalaea), Lesueur.
Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 109, fig. 465.
Hyalea triacantha, Guidotti in Bronn.
Hyalea mucronata, d' Orbigny.
Hyalea depressa, Bivona senior.
H. and Adams The Gen. of rec. Moll. PI. VI, fig. 2, a.
Specie osservata sin oggi vivente nel golfo di Genova e Nizza (Verany sotto il nome di Hyalea depressa), nel mare
ALERT LA
di Sardegna (Tiberi) e di Sicilia (Cantraine). Trovasi ancora sulla costa di Spagna (Mac Andrew) e su quella di Algeria (Weinkauff).
Fossile nelle colline di Asti nel Piemonte (E. Sismonda), a Castellarquato nel Piacentino (Guidotti in Bronn), nei din- torni di Siena ed altre località italiane (Cantraine), al monte Mario a Roma (A. Conti), presso Palermo in Sicilia (Bivona senior) e a Pagliarino, Valdina, Scoppo, Trapani e S. Filippo presso Messina (Seguenza).
GEN. Gamopleura, Bellardi.
1. Gamopleura Taurinensis (Hyalcea), Sismonda.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 9; a, b, c.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino, a Termo- fourà, Rio della Batteria etc. (Bonelli, Sismonda e Michelotti).
GEN. Cleodora, Péron et Lesueur (').
1. Cleodora pyramidata (Clio), Linneo.
Costa Fauna del Reg. di Nap. Moll. Pter. Tav. IV, fig. 1.
Hyalea lanceolata, Lesueur.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. VI, fig. 3 (Clio pyramidata).
Trovata sinora vivente nel golfo di Napoli (Delle Chiaie ed altri), nel mare di Sicilia (Cantraine e Philippi), nel golfo di Nizza (Risso), in quello di Genova (Verany), nel mare Egéo (Forbes) ed in altre località del Mediterraneo visitate durante la spedizione del Porcupine (Jeffreys).
(') Alcuni recenti scrittori ai Generi Cleodora e Creseis sostituiscono l'antico Gen. CZ stabilito da Browne sin dal 1756; questo autore però usò un tal Genere indistintamente tanto pe’ Pteropodi nudi che per que- sti forniti di conchiglia; onde non lo crediamo adatto al bisogno. Il Gen. Clio d'altronde vien con più ragione da altri ristretto unicamente a Pteropodi nudi le cui branchie vedonsi sparse per tutto il derma, come sono Clo australis e Clio longicaudatus.
| |
È fa.
Fossile nel plioceno presso Asti e nel mioceno superiore di altre località del Piemonte (Cantraine, Michelotti e Si- smonda), nell’ argilla del monte Vaticano a Roma (Riccioli e Calandrelli col nome di Cleodora Vaticana), nel monte Mario egualmente a Roma (A. Conti), nel Modenese (Coppi da esemplare comunicato), nel mioceno presso Monteleone in Calabria (Scacchi sec. Philippi), in Sicilia presso Palermo (Philippi) e presso Melazzo e Messina (Aradas e Seguenza).
2. Cleodora cuspidata Hyalcea, Bosc.
Cantraine Malac. Médit. et litt. PI. I, fig. 8.
Raccolta vivente nel golfo di Genova e Nizza (Verany), sulle coste di Calabria (Delle Chiaie), nel mare di Sicilia (Maggiore secondo Philippi) e nel mare Egéo (Forbes).
Fossile in Sicilia presso Palermo (Aradas secondo Allery) e nel calcare pliocenico di S. Filippo inferiore presso Mes- sina (Seguenza).
Nora. — Cantraine descrive e figura questa specie senza parlare del suo habitat, che si deve supporre essere lo stretto di Messina.
Specie fossile.
3. Cleodora trigona, Seguenza. Seguenza Pter. e Eter. terz. Messin. Tav. un. fig. 9, a, b. Fossile nel calcare di Scoppo presso Messina (Seguenza).
GEN. Balantium, Leach. Specie fossili.
1. Balantium Ricciolii (Cleodora), Calandrelli. Calandrelli Scoperta di due Conchiglie. Estr. dall’ Album del 1844, Tav. un. fig. A, B. Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. ll (Balantium sinuosum). Bull. della Soc. Mal. It. Vol. VI. o)
SR Ponzi Moll. del monte Vaticano, Tav. III, fig. 5, a, b (optima). Fossile nell’ argilla del monte Vaticano a Roma (Ric- cioli) e nel Piemonte alle colline di Torino e a S. Grato presso Gassino (Rovasenda).
2. Balantium Pedemontanum (Cleodora), Mayer.
Mayer Descr. de Coq. foss. in Journ. de Conchyl. 1868, pag. 104, PI. Il, fig 2.
Cleodora Ricciolii, Michelotti non Calandrelli.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino (Michelotti) e nella marna a Pteropodi di Serravalle di. Scrivia e di Acqui (Mayer).
3. Balantium pulcherrimum (Cleodora), Mayer.
Mayer Deser. de Coq. foss. in Journ. de Conchyl. 1868, past 1052RLoIbinfio:to:
Fossile in Piemonte ai dintorni di Serravalle, di Scrivia e di Acqui (Mayer, museo di Zurigo).
Nora. — È probabile che la specie presente sia una va- rietà (pleurispirata) del Balantium Ricciolii, Calandr.
4. Balantium braidense, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 12.
Fossile nel Piemonte al monte Capriolo presso Brà (Bellardì).
Nora. — Riflettendo che di questa specie il Bellardi dice: rugce transversa obsolete, e queste invece di vere rughe possano riferirsi, siccome dalla figura si dimostrano, agli annuali accrescimenti della conchiglia, e guardando pure alla forma e costulazione della medesima, egli sembra che il Balantium braidense debba rientrare tra i sinonimi della Cleodora pyramidata.
5. Balantium multicostatum, Bellardi. Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 14.
SIRO 5 OR Fossile nel Piemonte nei colli Torinesi e Pino Torinese (Michelotti). Nora. — Questa specie sembra del pari una varietà della Cleodora pyramidata ed accettando il nome di Bellardi, potrebbe appellarsi var. multicostata.
6. Balantium sulcosum, Bonelli.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 15.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino e a Pino Torinese (Bonelli).
7. Balantium calix, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 16.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino e a Pino To- rinese (Michelotti).
Nora. — Egli è evidente che sì questa che la precedente specie altro non rappresentino che anomalie della ripetuta Cleodora pyramidata, ed è solo il genio di taluni autori che ad ogni costo vogliono moltiplicare le specie. In gene- rale sono poche le specie del Gen. Balantium che possano ragionevolmente sostenersi.
GEN. Cuvieria, Rang. Specie fossili.
1. Cuvieria Atesana, Rang.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 19.
Fossile nel Piemonte alle colline di Asti (Sismonda e Michelotti) e nell’ argilla del monte Vaticano a Roma (Ponzi).
2. Cuvieria intermedia, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III, fig. 20.
Fossile nel Piemonte alla marna grigia presso Mondovì (Bellardì).
s Bia 3. Cuvieria inflata (Vaginella) Bonelli. Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 21.
Fossile in Piemonte alle colline Biellesi e a Magnano (Bonelli).
GEN. Creseis, Rang.
1. Creseis acicula (Cleodora), Rang.
Costa Fauna del Reg. di Nap. Moll. Pter. Tav. IV, fig. 3, 4.
Creseis clava (juv.), Rang.
Hyalea aciculata, d’° Orbigny.
Creseis acus, Eschscholtz.
Creseis spiniformis, Benoit.
Vivente nel golfo di Napoli (Delle Chiaie), nel mare di Sicilia (Cantraine, Creseis clava) e nel mare Egéo (Forbes).
Fossile nell’ argilla del monte Vaticano a Roma (Ponzi sotto il nome di Vaginella acicula).
2. Creseis subulata (Cleodora), Quoy et Gaimard.
Cantraine Malac. Medit. et litt. PI. I, fig. 11.
Creseis spinigera, Rang.
Frequente nel golfo di Napoli (Costa jun. e Tiberi), nel mare di Sicilia (Cantraine e Maggiore secondo Philippi), nel mare Egéo (Forbes), sulle coste di Algeria (Joly) e su quelle di Tunisi (Mac Andrew).
Fossile presso Palermo in Sicilia (Allery) e nell’ argilla del monte Vaticano a Roma (Ponzi sotto il nome di Vagi- nella spinifera).
Nora. — Notiamo un errore di Weinkauff che cita Can- traine per la Creseis subulata fossile, con le località di Asti e di Siena. Leggendo Cantraine non vi si trova altra menzione che quella di Cuvieria Astesana, come fossile di Asti, ed è facile comprendere che il Gen. Cuvieria non ha nulla di comune col Gen. Creseis.
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3. Creseis striata, Rang.
Cantraine Malac. Médit. et litt. PI. I, fig. 10.
Creseis compressa, Eschscholtz.
Creseis sulcata et zonata, Delle Chiaie.
Creseiîs sulcata, Benoit.
Vive nel golfo di Napoli (Delle Chiaie), nel mare di Si- cilia (Cantraine), nell’ isola di Pantelleria (Mac Andrew) e nel mare Egéo (Forbes). |
Fossile nella marna giallastra di Trapani presso Messina (Seguenza).
4. Creseis conoidea (Cleodora), Costa junior. Costa Fauna del Reg. di Nap. Moll. Pter. Tav. IV, fig. 6. Creseis conica, Costa junior (antea) non Eschscholtz.
GEN. Vaginella, Daudin. Specie fossili.
1. Vaginella depressa, Daudin.
Basterot Mém. Bord. 1825, PI. IV, fig. 16.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino, a Rio della Batteria e a Baldissero (Sismonda e Michelotti) e nell’ ar- gilla del monte Vaticano a Roma (Ponzi).
2. Vaginella Calandrelli (Cleodora), Calandrelli.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. II, fig. 17.
Cleodora strangulata, Sismonda e Michelotti.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino, a Rio della Batteria, Baldissero, Termo-fourà e Pino Torinese (Miche- lotti) e nell’ argilla del monte Vaticano a Roma (Ponzi).
5. Vaginella testudinaria (Cleodora), Michelotti.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. HI, fig. 18.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino, Rio della Batteria e Baldissero (Michelotti).
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Fam. LimAcINIDAe, Gray. GEN. Spirialis, Eydoux et Souleyet. (Heterofusus, Fleming - Peracle, Forbes - Scaea, Philippi).
1. Spirialis retroversus (Fusus), Fleming.
Jeffreys Brit. Conch. V, PI. XCVIII, fig. 4.
Spirialis trochiformis, Souleyet.
Scaa stenogyra, Philippi.
Spirialis Flemingii, Forbes et Hanley.
Specie raccolta vivente sulle coste del Piemonte (Jeffreys sotto i nomi di Spirialis Flemingii, Jeffreysi e Mac Andre), nel golfo di Napoli (Tiberi), alle isole Eolie (Acton) e nel mar di Sicilia (Allery).
Fossile nell’ argilla del monte Vaticano a Roma (Ponzi sotto il nome di Limacina stenogyra), alle. Corrubbare presso Reggio in Calabria (Tiberi), a Pezzo nella stessa Calabria e in Sicilia presso Palermo (Philippi) e presso Messina e Melazzo (Seguenza).
2. Spirialis bulimoides, Eydoux et Souleyet.
Voyag. Bonit. II, PI. 13, fig. 35-42.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. VII, fig. 5 (Heterofusus bulimoides).
Sinora non è stato trovato nel Mediterraneo che in Si- cilia (Allery) e nel mare Egéo e in altre località citate nel viaggio del Porcupine (Jeffreys).
3. Spirialis recurvirostra, Costa junior.
Costa Fauna del Reg. di Nap. Moll. Pter. Tav. III, fig. 7.
Peracle physoides, Forbes.
Trovata sinora vivente nel Mediterraneo soltanto nel gol- fo di Napoli (Costa junior) e nel mare Egéo (Forbes). Il Prof. A. Costa fa bene osservare che questa specie è vicina
= Qi alla Spirialis clathrata, Souleyet, ma ne è distinta per la reticulazione esagonale e denticulata della superficie e pel prolungamento caudale della columella.
NotA. — A noi sembra che un semplice nome dato ad una specie accompagnato da una frase insufficiente non rappre- senti un valido diritto di priorità. È questo il caso della specie che ci occupa, che è stata descritta e figurata con chiarezza e precisione dal Prof. A. Costa, mentre che Forbes non ne diede che una semplice indicazione senza figura. Ci crediamo quindi autorizzati ad adottare di preferenza il nome dell’ autore napolitano (').
Specie fossile.
4. Spirialis globulosa, Seguenza.
Seguenza Pter. e Eter. terz. Messin. Tav. un. fig. 12.
Fossile nel calcare a Pagliarino e nella marna a Ro- metta, S. Filippo e Trapani presso Messina (Seguenza).
GEN. Protomedea, Costa senior 1861. (Embolus, Jeffreys 1869).
1. Protomedea rostralis (Spirialis), Souleyet.
Costa Fauna del Reg. di Nap. Moll. Pter. Tav. III fig. 5.
Protomedea elata, Costa senior.
Embolus rostralis, Jeffreys.
Raccolta sin oggi nel golfo di Napoli (Acton ed altri) e nel mare di Sicilia (Allery).
Fossile nell’ argilla presso Palermo in Sicilia (Allery e Tiberi) e nel Modenese (Coppi da un esemplare comunicato).
(') Peraclephysoides, sp. nov. P. testa ovata, alba, pellucida (epidermide? reticulata), cauda longa, arcuata, acutissima — Cyclades, Lycia — Forbes Rep. Ageansea Moll. 1843, pag. 186.
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Nora. — È un errore di Weinkauff l'avere inserito la Spi- rialis Jeffreysi, Forbes et Hanley tra i sinonimi della Spi- rialis rostralis, Souleyet; poichè Jeffreys riduce la Spirtalis Jeffreysi, del pari che la Spirialis Mac Andrea di Forbes et Hanley, a mere varietà della Spirialis retroversa, Fle- ming. Da questo errore ne è derivato l’ altro, che la Spirialis rostralis sia stata pescata sulle coste del Piemente, cosa che Jeffreys non ha mai asserito. |
Fam. CyMBuLIDA, Cantraine. GEN. Cymbulia, Péron et Lesueur..
1. Cymbulia proboscidea, Péron.
Costa, Fauna del Reg. di Nap. Moll. Pter. Tav. I, fig. 1-4.
Cymbulia Perontii, Cuvier.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. VI, fig. 7.
Pescata nel golfo di Nizza e di Genova (Risso e Verany), nel golfo di Napoli, ove i marinari chiamano la conchiglia piccola scarpa, Scarpetella (Cavolini prima di Macri e di Delle Chiaie) e nel mare di Sicilia e di Malta (Cantraine).
Nora. — Jeffreys non rinvenne questa specie su le coste del Piemonte: l’ avevano però quivi molto prima trovata Risso e Verany.
Sez. II. Mancanti di conchiglia — Pymnosomata, Gray. FAM. TIEDEMANNIDA. GEN. Tiedemannia, Delle Chiaie. 1. Tiedemannia hyalina, Delle Chiaie. Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 32,
fio. 4-7. Tiedemannia neapolitana, Van Beneden.
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Cymbulia proboscidea, Krohn nec Péron.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. PI. VII, fig. 2 (Tiedemannia neapolitana).
Comparisce ad intervalli nel golfo di Napoli, ove i ma- rinari hanno costume di appellarla Palomma di mare (Delle Chiaie) ed ancora nel mare di Sicilia (Krohn sotto il nome erroneo di Cymbulia proboscidea) (').
Nora. Weinkauff ha recentemente pubblicata questa spe- cie sotto il nome di Tiedemannia cordata, Forskal. Lascia- mo ad altri la cura di giudicare dell’ esattezza di questo nome. La specie differisce essenzialmente dalla Cymbulia per la mancanza della conchiglia e non può essere compresa nella Fam. Cymbulide, del pari che nella Sez. Thecosomata.
FAM. PNEUMODERMIDr. GEN. Pneumoderma (Pneumodermon), Cuvier.
1. Pneumoderma Peronii (Pneumodermon), Lamarck.
Costa Fauna del Reg. di Nap. Moll. Pter. Tav. V, fig. 1-3.
Sinora non è stata incontrata altrove che nel golfo di Napoli (Costa junior).
GEN. Trichocyclus, Eschscholtz.
1. Trichocyclus mediterraneus, Costa junior. Costa Fauna del Reg. di Nap. Moll. Pter. Tav. V, fig. 10.
(') Possediamo un piccolo opuscolo di quattro pagine con figura por- tante per titolo: Su di una nuova specie di Cymbulia, cenno di Augusto Krohn di Livonia, senza data e luogo di impressione; ma secondo un altro opuscolo che vi è annesso, si vede che è stato impresso in Sicilia verso I anno 1840. Nella descrizione e figura dell’ autore si riconosce chiara- mente la specie presente del Genere Tiedemannia e non si comprende perchè l’autore l’ha caratterizzato per una Cymbulia, perchè la dice spe- cie nuova e perchè ancora l’ appella Cymbulia proboscidea, nome che è stato già impiegato da Péron per la specie precedente,
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Sinora non è stata incontrata altrove che nel golfo di Napoli (Costa junior).
FAM. CLIONOPSIDZE. GEN. Clionopsis, Troschel.
1. Clionopsis Krohnii, Troschel.
Costa Fauna del Reg. di Nap. Moll. Pter. Tav. V, fig. 7-9.
Clione mediterranea, Gegenbaum.
Vive nel golfo di Napoli (Costa junior). Ignoriamo in quale altra località il secondo citato scrittore l’ abbia rin- contrata.
CLasse IN. Heteropoda, Lamarck.
(Nucleobranchiata, Blainville). Orp. I. Muniti di conchiglia.
Fam. JANTHINIDA, Deshayes.
GEN. Janthina, Bolten. (Amethystina, Schinz 1825 — Jodes, Leach 1847).
l. Janthina bicolor, Menke 1828 et Costa senior 1829.
Costa Fauna del Reg. di Nap. Gaster. Pectin. Tav. I, fig. 1.
? Helix Janthina, Linneo.
e Janthina communis, Lamarck.
Janthina penicephala, Péron.
Janthina fragilis; Swainson.
Questa specie pelagica non comparisce che raramente ed a lunghi intervalli nel golfo di Napoli. Nel 1840 si vide arrivare a torme, e dopo questa epoca a mala pena se n'è
RIT, (CEI
veduto qualche individuo. La prima volta nel 1609 fu rac- colta presso Torre Annunziata nel nostro golfo e pubblicata nel 1616 nel libro De Purpura edito a Roma (1 illustre Fabio Colonna Napolitano e dopo di lui Poli, Delle Chiaie, Costa ed altri), trovata del pari nell’ Adriatico e nel mare di Sicilia (Costa senior ed in seguito da Philippi) e nel golfo di Genova (Verany). Si trova ancora nel mare di Corsica (Payraudeau), in quello di Malta (Mamo-Carnana) e nel golfo di Nizza (Risso sotto il nome di Janthina fragilis).
Nota. — Non possiamo accettare per questa specie il no- me di Janthina rotundata, Leach (ms.), Dillwyn 1840, nome adottato dall’ eminente Jeffreys, e ciò non solamente per la ragione che il nome di Menke e di Costa sia di data anteriore, ma ancora perchè la qualificazione di rofundata si adatta meglio alla specie seguente o Janthina nitens, di cui i giri sono veramente rotondati, che a questa i di cui giri sono al contrario subcarenati. Convengo intanto intorno alla in- certezza in cui ci lasciano i nomi dati da Linneo e da La- marck, meno però per la specie di Linneo, di cui il carattere subrotunda obtusa la ravvicina alla Janthina bicolor.
Nora. — Weinkauff (Conch. des Mittelm.) non dice una parola del Gen. Janthina come se fosse assolutamente estra- neo al Mediterraneo.
2. Janthina nitens, Menke.
Philippi Fauna Moll. Sic. I, Tab. IX, fig. 15.
Janthina prolongata, Payrandeau non Blainville.
Janthina communis, Costa senior et Scacchi (an Lamarck?)
Vive nel golfo di Genova e di Nizza (Verany col nome di Janthina prolongata), nel golfo di Napoli (Costa senior e Scacchi col nome di Janthina communis), nell’ isola di Lipari, una delle Eolie (Tiberi), nel mare di Sicilia (Phi- lippi), nel mare di Corsica (Payradeau col nome di Janthina prolongata),in quello di Malta (Mama Carvana) e nel mare Egéo (Forbes).
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3. Janthina pallida, Harvey (teste Jeffreys).
Philippi Moll. utr. Sic. II, Tab. XXVII, fig. 14.
Janthina patula, Philippi.
Incontrata solamente nel golfo di Napoli (Scacchi e Phi- lippi, quest’ ultimo col nome di Janthina patula) e nel mare di Palermo (Allery).
Nota. — Weinkauff nella sua recente opericciuola (Catal. des europ. Meeres Conchyl. pag. 66) è in errore, attribuendo il nome di Janthina pallida a Philippi.
4. Janthina exiqua, Lamarck. Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 118, fig. 519. Trovasi sulle coste di Algeria (Joly).
Specie fossili.
5. Janthina primigenia, Seguenza. Seguenza Pter. e Eter. terz. Messin. Tav. un. fig. 1, a, b. Fossile nel calcare di Scirpi presso Messina (Seguenza).
6. Janthina delicata (Cyclostoma?), Philippi.
Philippi Moll. utr. Sic. II, pag. 222, Tav. XXVII, fig. 3.
Fossile nel territorio di Messina (Philippi che la rice- vette da Otto) e propriamente nel calcare della contrada Gra- vitelli e di Scoppo presso Messina (Seguenza).
Fam. ATLANTIDE, Rang.
GEN. Atlanta, Lesueur. N 1. Atlanta Peronii, Lesueur. Cantraine Malac. Médit. et litt. PI. I, fig. 1.
Atlanta Keraudreni, Quoy et Gaymard non Lesueur. Atlanta Costa, Piraino.
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Atlanta Peronii, mediterranea junior et Lamanonti, Costa senior.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. P]. LXIX, fig. 5.
Trovasi vivente nel golfo di Genova e Nizza (Verany), nel golfo di Napoli in giovani individui (Hepe su la fede di Costa senior col nome di Atlanta mediterranea), nel mare di Tropea in Calabria e presso Gallipoli nell’ Jonio (Acton), nel mare di Sicilia (Cantraine), in quello di Malta e alle coste di Tunisi (Mac Andrew) e nel mare Egéo (Forbes).
Fossile in esemplari giovani nella marna argillosa gialla di Notaresco nell’ Abruzzo Teramano (Costa senior sotto il nome di Aflanta Lamanonii).
Nora. — Fu un errore di Philippi il riportare l’ Atlanta Bivone, Pirajno come sinonimo dell’ Atlanta Peronii e del pari l Atlanta Coste dello stesso autore come sinonimo della specie seguente Allanta Keraudreni, mentre che in verità questi sinonimi debbono essere invertiti Weinkauff ha in seguito copiato ciecamente l’ errore di Philippi.
GEN. Oxygyrus, Benson. (Ladas, Cantraine — Helicophlegma, d’ Orbigny).
1. Oxygyrus Keraudreni (Atlanta), Lesueur.
Cantraine Malac. Médit. et litt. PI. I, fig. 2.
Atlanta Bivone, Pirajno.
H. and A. Adams The Gen. of rec. Moll. P1. LXIX, fig. 6.
Incontrata solamente nel mare di Sicilia (Cantraine), nel golfo di Genova e Nizza (Verany) e nel mar di Corsica (Requien).
Nora. — Ignoriamo perfettamente quale sia la Ladas pla- norbioides del mare Egéo di Forbes. Non sarebbe questa il giovane dell’ Atlanta Peronii o V Atlanta mediterranea di Costa?
— 4
FAM. CARINARIADA.
GEN. Carinaria, Lamarck. (Tithyonia, Cavolini).
1. Carinaria mediterranea, Peron et Lesueur.
Cavolini in Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 173 (ottima).
Argonauta vitreus, Gmelin.
Tithyonia conchacea, Cavolini.
Argonauta vitreus et Pterotrachea lophyra, Poli-Delle Chiaie (figure rovesciate) (').
Pterotrachea navigera, Macri.
Carinaria cymbium, Lamarck ed altri non Linneo.
Comparisce raramente nel golfo di Napoli (dapprima l'illustre Cavolini, di cui la descrizione e la bella Tavola rimasero lungo tempo senza pubblicarsi per incuria o cattiva volontà degli Accademici delle scienze di Napoli, indi Macri, Poli e Delle Chiaie), nel golfo di Nizza e di Genova (Risso, e Verany prima di Jeffreys), nel mare di Sicilia (Gemellaro senior e il Padre Campanella che la donarono a Philippi), nel mar di Corsica (Requien), sulle coste di Francia (Petit) e nel mare Egéo (Forbes).
Specie fossili.
2. Carinaria Hugardi, Bellardi.
Bellardi Moll. terz. del Piem. e Lig. Tav. III fig. 22.
Fossile nel Piemonte alle colline di Torino e a Rio della Batteria (Bellardi).
(') Nella grande opera di Poli e Delle Chiaie (Test. utr. Sic. III, pag. 26), all’ articolo Ary. vîtreus, questi autori citano inconsideratamente Linneo, che non fa affatto menzione di questa specie nel suo « Systema Natura », mentre che avrebbero dovuto citare Gmelin, che fu il primo a dare que- sto nome.
ca Wii 8. Carinaria Pareti, Mayer. Mayer Descr. de coq. foss. in Journal de Conchyl. 1868, pag. 105, PI. II, fig. 4. Fossile nel Piemonte a Serravalle di Scrivia (Mayer,
Museo di Zurigo) e a Roma nell’ argilla del monte Vaticano (Ponzi).
4. Carinaria Peloritana, Seguenza. Seguenza Pter. e Eter. terz. Messin. Tav. un. fig. 4. Fossile a Trapani presso Messina (Seguenza).
ORrp. II. Mancanti di conchiglia. FAM. PTEROTRACHEIDZA. GEN. Pterotrachea, Forskal 1775. (Firola, Bruguiéres 1792 — Mypterus, Rafinesque 1814)
1. Pterotrachea coronata, Forskal.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 64, fig. 12 (Pterotrachea umbilicata).
Pterotrachea hyalina (juv.), Forskal (teste Cantraine).
Pterophora hirudo, Cavolini.
Hypterus erythrogaster, Rafinesque.
Pterotrachea hyalina, coronata et umbilicata, Delle Chiaie.
Firola Cuviera, Lesueur.
Firola Edwardsiana, Deshayes (teste Delle Chiaie).
Trovasi nel golfo di Nizza e di Genova (Risso e Verany), di tempo in tempo nel golfo di Napoli ed il più spesso in primavera (Cavolini e Delle Chiaie), nel mare di Sicilia (prima Rafinesque indi Cantraine) e nel mare Egéo (Forbes sotto il nome di Firola hyalina).
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2. Pterotrachea Friderici (friderica), Lesueur.
Delle Chiaie Anim. Invert. R. di Nap. Ed. II, Tav. 65, fig. 3.
Hypterus appendiculatus, Rafinesque.
Pterotrachea Lesueuri, Risso.
Pterotrachea hippocampus et fredericia, Philippi.
Nel golfo di Genova (Verany), nel golfo di Napoli (Delle Chiaie) e nel mare di Sicilia (Rafinesque, indi Cantraine e Philippi). Si estende al golfo di Nizza (Risso) e al mare Egéo (Forbes).
Nora. — Weinkauff (Catal. europ. meers Conchyl. pag. 44), seguendo Philippi, senza esame critico, enumera la Ptero- trachea hippocampus di questo autore come distinta dalla Pterotrachea Friderici di Lesueur, mentre che lo stesso Philippi aveva già supposto che la sua specie poteva essere la stessa di quest’ ultima, ciò che è realmente. Per questa specie e per la precedente noi abbiamo citate le figure della seconda edizione dell’opera « Animali Invertebrati » di Delle Chiaie, che secondo l’ apprezzamento di Philippi, sono più corrette di quelle della prima edizione.
5. Pterotrachea mutica (Firola), Lesueur.
Lesueur Acad. I, PI. I (sic Cantraine).
Nel golfo di Genova e Nizza (Verany) e nel mare di Sicilia (Cantraine).
Nora. — Sarebbe forse questa la terza Firola del mare | Egéo segnalata da Forbes senza nome specifico?
Gen. Sagitta, Quoy et Gaymard.
1. Sagîtta bipunctata, Krohn.
Chenu Man. de Conchyl. I, pag. 124, fig. 540-542 (il solo capo).
? Sagitta mediterranea, Forbes.
Osservata sin aggi solamente a Messina in Sicilia (Krohm).
SESSI CY Esiste probabilmente anche nel mare Egéo (Forbes, o come Sagitta mediterranea, o come una seconda specie da lui menzionata senza nome).
Nora. — Questo Genere è stato totalmente omesso da Weinkauff nel suo recente Catalogo de’ Molluschi marini di Europa. Ciò per altro non deve sorprendere; poichè Woodward dice che, secondo Huxley, questo Genere appartiene a un Anellide. (Vedi Woodward Manuel de Conchyl. trad. par Humbert, pag. 354, in nota).
Fam. PHYLLIROIDz, d’ Orbigny. GEN. Phylliroe, Péron et Lesueur. (Eurydice, Eschscholtz — Phylirine, Menke). 1. Phylliroe bucephala, Péron et Lesueur. Chenu Man. de Gonchyl. I, pag. 128, fig. 550.
Osservata sinora soltanto nel golfo di Genova e Nizza (Verany) e a Messina in Sicilia (Cantraine).
Bull. della Soc. Mal. It. Vol. VI. 4
CONCHIGIEIE
DELLA ZONA, DEGLE A5ISSE
PEL
MARCHESE DI MONTEROSATO
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La presente nota di specie è tratta da alcuni miei ten- tativi di dragaggio fatti a grande profondità (circa 300 metri) tra Palermo ed Ustica.
Essa servirà a dimostrare la grande analogia di forme che esiste tra la fauna profonda del Mediterraneo e quella dei mari d’ Inghilterra e principalmente di Norvegia, come pure coi fossili di Monte Pellegrino e Ficarazzi di cui mi sono già occupato (').
Tutte le specie che sono comuni al Mediterraneo ed ai mari del settentrione sono state accuratamente co mparate, e tutta la moderna bibliografia delle conchiglie Britanniche e Scandinave mi è stata gentilmente favorita dagli autori. Io debbo ancora una parte d’ importante bibliografia ai Pro- fessori dell’ America del Nord, i quali spontaneamente mi hanno onorato della loro corrispondenza.
Palermo, Dicembre 1879. (!) Notizie intorno alle conchiglie fossili di M. Pell. e Fic., Palermo
1872, e Catalogo estratto dal Bollettino del R. Comitato Geologico, Roma 1877.
Bi =
C'onchifera.
1. Anomia aculeata, Mtg. (Britannica). Mediterranea, Atlantica e Nord-Atlantica. Fossile di Mon- te Pellegrino e Ficarazzi.
2. Pecten pes lutre, Lin.
P. septem-radiatus, Muùll. (Norvegiano).
P. Danicus, Chemn. (Danese).
P. (Pseudamussium) pes lutre, Mérch; Synop. Moll. Mar. Dania, Kjobonhavn 1871, pag. 65 (Donato dal- l’ autore).
Qualche frammento di esemplari adulti ed una valva giovine Foss. di Ficarazzi.
Abbastanza conosciuto come specie settentrionale, ma nuovo pel Mediterraneo e da non confondersi col P. inflexus, Poli (= P. Dumasti, Payr.). La differenza tra queste due forme è stata bene dimostrata da alcuni scrittori e confu- tata da altri. Io mi associo al numero dei primi. Aradas e Benoit hanno dato delle buone figure delle due forme (').
QUI
5. P. abyssorum, Lovén (Norvegiano).
G. O. Sars; Moll. Regionis Arctica Norvegia, Christia- nia 1878, pag. 22, tav. 2, fig. 6 (Donato dall’ autore).
Poche valve. Foss. di Fic.
Riguardato come var. del P. vitreus, Gm., dal quale può essere separato. I miei esemplari confrontano con quelli di Bergen avuti dal D Danielssen.
4. P. similis, Laskey (Britannico). = P. pullus, Cantr. (Med. e foss. Piacentino). = P. minimus, M. Sars (Norvegiano).
(1) Conch. viv. mar. della Sicilia, Catania 1870, tav. III, fig. 4e 5 (Donato dagli autori).
li Ana
Valve più grandi di quelle che ordinariamente si trovano nel Mediterraneo e precisamente della forma, grandezza e co- lorito usuale dei mari di Norvegia. Foss. di M. Pell. e Fic.
5. P. inequisculptus, Tiberi (Mediterraneo).
Descr. di alcuni nuovi Test. viv. nel Med., Napoli 1855, pag. 12, tav. 1, fig. 19-22 (Donato dall’ autore).
= PD. fenestratus, Forbes (la valva superiore); Rep. Eg. invert. 1843, pag. 192 (Mar Egéo).
=. P. concentricus, Forbes (la valva inferiore); l. c., pag. 192 (Mar Egéo).
Altri sinonimi.
Questo secondo nome appartiene tanto alla valva infe- riore di questa specie che a quella della specie seguente, che ha la medesima scultura. La stessa osservazione può farsi pel P. antiquatus, Ph. Questa nozione fu prima suggerita dal Rev. A. M. Norman (') ed in seguito da M. Jeffreys (?). Il nome dato dal D. Tiberi è il più adattato e quello che ora sembrami il più corretto.
Qualche valva nella zona profonda. Non raro nella zona coralligena. Anche delle coste del Portogallo. Foss. di Fic.
6. P. Hoskynsi, Forbes.
Rep. 4g. invert. pag. 192 (Mar Egéo). — G. Wyville Thomson; The depths of the Sea, London 1873, pag. 465, fig. 70 (Nord-Atl.). — G. O. Sars; l. c., pag. 20, tav. 2, fig. 11 (Norvegiano).
= P. fimbriatus, Ph. (la valva superiore); Moll. Sic, II, pag. 61, tav. XVI, fis. 5. (Foss. Calabrese).
= ? P. antiquatus, Ph. (la valva inferiore); l..c., pag. 61, tav. XVI, fig. 5 (Foss. Calabrese).
(!) The Moll. of the Fiords near Bergen, Leeds 1879, pag. 36 e 37 (Donato dall’autore).
(2) On the Moll. procured during “ Lighting” and “ Porcupine” Exped. 1868-70, in Proc. Zool. Soc., London 1879, pag. 56 (Donato dall’ autore).
I A = P. imbrifer, Lovén (Norvegiano). = P. mammillatus, M. Sars (Norvegiano). = P. pustulosus, Verrill (New-England) (').
Rarissimo a Palermo. Med. 55 fath. (Jeffreys); citato erro- neamente di Messina (Granata). Atl. Foss. di Fic.
Queste due specie appartengono al medesimo gruppo, perchè entrambe hanno le valve con una scultura diversa, ch’ è il loro principale carattere distintivo. Tanto l’ una che l’altra specie hanno dei raggi interni nella valva inferiore. Questo carattere, che si osserva più spiccatamente nel P. inequisculptus, li ha fatti classificare nel genere Pleuro- nectia (= Amusium o Amussium), che sembrami un nome riserbato ad alcuni grandi Pecten tropicali, lisci al di fuori e a ricca colorazione. Le due specie di cui ci occupiamo non hanno di comune con la Pleuronectia che i raggi in- terni indipendenti dalla scultura esterna, un carattere che sì osserva nelle due valve del P. hyalinus.
7. Limea subovata, Jeffr. (Med. Azzorre e Nord-Atl.). = Lima subovata, Jeffr.; Ann. and Mag. Nat. Hist.
1876, pag. 427 e Proc. Zool. Soc., 1879, pag. 563; tav: XLV, Ma?
Frammenti di esemplari grandi quanto quelli delle re- gioni settentrionali e poche valve piccole. Foss. di Fic.
Una piccola valva di Limea trovata nelle medesime con- dizioni è forse riferibile alla L. ovata, S. Wood, foss. del Crag e di M. Mario, vivente nei mari del Nord. Essa non è con certezza il giovine stato della L. crassa, Forbes (= L. Sarsti, Lovèn), la quale nei primordi è reticolata, nè di qualunque altra specie di Limea.
(1) Identificazione proposta da M. Jeffreys, ma il Prof. A. E. Verrill di New-Haven (Connecticut) nei suoi “Preliminary Check-list”? ecc., 1879, pag. 26 (donato dall’ autore), distingue le due specie.
PERE LARA 8. Dacrydium hyalinum, Monts. (il solo nome). = Mytilus (Dacrydium) vitreus, (non Holbòll, M6ll.) Monts., Nuova Rivista pag. 10 (Palermitano).
Scarso nella zona profonda. Non estremamente raro nella zona laminare.
Forse erroneamente identificato con la Modiola pygmea, Ph., il cui tipo è fossile, Cassel ('). Differisce dal D. vitreum, per la forma e per la dimensione. M." Jeffreys non aderisce alla separazione delle due forme viventi, ma i miei nume- rosi esemplari di varii punti del Mediterraneo presentano differenze notevoli per molti caratteri con quelli dello Spitzberg. Fra le conchiglie esiste più diversità di quanto ne esiste fra i loro due nomi, vitreum e hyalinum avendo lo stesso significato. Tale inconveniente si verifica però, senza alcun pregiudizio o confusione nel genere Pecten, dove esistono due specie ben conosciute e distinte una col nome di P. vitreus e l’ altra con quello di P. Ryalinus.
9. Nucula sulcata, Bronn (Foss. terziario Italiano). Specie dei mari Europei. Sviluppatissima nell’ Adriatico. Foss: di,M.Pell.,.e. Hic:
10. N. tumidula, Malm (Norvegiana).
= N. pumila, Lovèn ms. (Norvegiana).
= N. tumidula, G. O. Sars; l. c., pag. 33, tav. 4, fig. 5. Pochissime valve.
11. N. Rgeensis, Forbes.
Rep. 4g. invert. pag. 192 (Mar Egéo). = N. Macandrei, Hanley (Algeriana). = N. convexa, Jeffr. (Algeriana).
Specie Mediterranea. Foss. di Fic.
(') Beitràge Z. Kennt. d. Tert., Cassel 1844, pag. 15, tav. 2, fig. 14.
— 55 — La separazione di questa forma dalla N. tenvis, Mtg.,
che non è Mediterranea, è stata da me suggerita ed ora generalmente adottata.
12. Lembulus Messanensis, Seg. (Foss. di Messina). = Leda acuminata, (non Eichw.); Jeffr. Ann. and Mag. Nat. Hist. 1870, pag. 5 (Mediterranea). = Leda acuminata, Seg., Nuc. terz. Prov. Mérid., Atti della R. Acc. dei Lincei, Roma 1877, pag. 15, tav. III, fig. 15 (Donato dall’ autore).
Una valva. Atl. e Norvegiana.
Le tipiche specie di Zeda hanno un rostro più prodotto, che mostra internamente un piccolo e lineare deposito cal- careo, il quale serve per facilitare la divergenza dei due sifoni. Le specie del tipo Mediterraneo mancano invece di questo carattere ed io perciò ad istigazione del Prof. Bel- lardi (‘), ho voluto separarle in una apposita sezione per la quale ho adottato il nome di Lembulus, Leach, citato da Risso (*). Il Prof. Seguenza restringendo ancora il limite di questo genere propone il sottogenere Junonia, di cui la presente specie ne costituisce il tipo (5).
13. Yoldia tenvis, Ph. (Foss. Siciliano e Calabrese). Generalmente diffusa nel Mediterraneo e nelle regioni settentrionali. Foss. di Fic.
14. Y. producta, Monts. (Palermitana). = Leda (Yoldia) producta, Monts.; Nuova Rivista 1875, pag. 11 (il solo nome). = Y. striolata, Brugnone (ex typo foss. di Fic.);
(') Monogr. Nuculidi del Piemonte e della Liguria, Torino 1875. (Do- nato dall’ autore).
(@) Monts. — Poche note ecc., Pal. 1875, pag. 8.
(*) Nuculidi terz. ecc. pag. 15. <
= Go Misc. Malac., pars secunda, Palermo 1877, pag. 9, fig. 9 (Donato dall’ autore). = Y. abyssicola, (non Torell); Monts. Enum. e Sinon.
pag. 6.
Poche valve e qualche frammento. Anche Atl. e Nord-At].
Differente della Y. lenticula, M6ll. (= Y. abyssicola, Torell), che è Norvegiana e di tutta la regione artica.
15. Y. lucida, Lovén (Norvegiana). = Portlandia (') lucida, G. O. Sars; l. c., pag. 3, tav. 4,
fig. 8. Poche valve. Algeria (Porcup. Exped.). Atl. e Nord-Atl.
16. Y. frigida, Torell (Norvegiana). = Y. nana, M. Sars (Norvegiana). = Portlandia frigida, G. O. Sars; 1. c., pag. 29, tav. 4, fig. 11. Abbondante e ben sviluppata in Palermo soltanto.
17. Silicula tumidula, Monts. (Palermo e Sciacca). = Phaseolus tumidulus, Monts.; Nuova Rivista pag. 11 ed Enum. e Sinon. pag. 7 (il solo nome).
Pochissimi esemplari.
Piccolissima specie, liscia, lucida, trasparente, cornea, tumida con un lato subtroncato.
Il nome generico di Phaseolus, era stato precedentemente proposto da M." Jeffreys per questo nuovo tipo. Nella mia Nuova Rivista (pag. 4, in nota), io avevo fatto notare che questo nome era stato da gran tempo usato in Botanica. Recentemente M.” Jeffreys ha sostituito quello di Silicula (?), che con piacere adottiamo.
('Y Nome generico usato in Botanica. (°) Proc. Zool. Soc. 1879, pag. 578.
a pr
18. Arca pectunculoides, Sc., var. septentrionalis, Monts. G. O. Sars; l. c. pag. 43, tav. 4, fig. 2. (Norvegiana).
Numerose valve. Foss. di Fic.
Il nome di septentrionalis per questa forma, che si trova raramente nelle profondità del Mediterraneo e comune nei mari di Norvegia fu da me proposto al 1875 nella Nuova Rivista (pag. 12). In seguito è stato adottato dal Dott. G. O. Sars e da M." Jeffreys, ma nè l'uno nè l'altro scrittore fanno menzione della mia pubblicazione. Herr Friele (') l’ attribuisce al Dott. G. O. Sars. Questa forma si distingue dal tipo per essere più grande e più obliqua e per avere una scultura simile a quella dell’ A. obliqua, Ph. Il tipo, secondo Jeffreys, corrisponde all’ A. grenophia di Risso, ma questo autore parla di “ cotes noduleuses inégales” (*), che io non trovo nella specie di cui parliamo. Il nome di A. rari dentata, S. Wood, del Crag, è riconosciuto da tanto tempo come sinonimo della forma tipica.
19. Montacuta substriata, Mtg. (Britannica). = Kellia Spatangi, Brus. (Adriatica). Valve probabilmente trasportate dalle correnti, non es- sendo ordinariamente, con lo Spatangus, abitatrice di que- ste profondità. Atl. e Nord-Atl. Foss. di M. Pell. e Fic.
20. M. tumidula, Jeffr. (Britannica). Brit. Conch. V, tav. C, fig. 5 (non bene). Raramente qualche valva. Anche settentr. Foss. di Fic.
21. Tellimya ferruginosa, Mtg. (Britannica). = Montacuta ferruginosa, Jeffr.; Brit. Conch. II, pag. 210.
(4) Catalog der auf der norvegischen Nordmeeresped. bei Spitzbergen gefunden Mollusken, Frankfurt 1879, pag. 266 (Donato dall’ autore). {?) Europe Mér. IV, pag. 313. i
I ROS = Erycina? anodon, Ph. (ex typo, Mus. Berolini). = Thracia elongata, Ph.; Moll. Sic. II, pag. 18 (Foss. Palermitano). = M. tenella, Lovén (Norvegiana).
Scarsa. Med. e Adr.; Atl. e Nord-Atl. Foss. di M. Pell. e Fic.
La M. maxima, Brugnone (foss. di Fic.) mi sembra una grande forma della stessa specie, malgrado le differenze assegnate dall’ autore.
Tellimya e Montacuta sono sinonimi, ma il primo di questi due nomi è stato usato dal Dott. G. O. Sars (I. c. pag. 70) per indicare una differenza generica fra la pre- sente specie e le altre Montacuta. Il genere Ducipula, Jeffr., ha un tipo, che offre molta analogia con la 7. fer- ruginosa.
22. Aoxinus Eumyarius, M. Sars (Norvegiano).
G..0. Sars; .L. (c., pas:62,itava 1049:
Abbondante ma più piccolo del tipo Norvegiano e con le impressioni meno visibili. Foss. di Fic.
\
23. A. intermedius, Monts. (Palermitano).
Nuova Rivista pag. 14 ed Enum. e Sinon. pag. 9 (il solo nome).
Soltanto a Palermo a varie profondità. Foss. di Fic.
Differisce dal precedente per la sua forma ovale, equi- laterale, per essere più tenue, depresso e per le impressioni. L'A. Eumyarius è più. tumido, subtrigono, leggermente transverso e col margine ventrale troncato.
24. A. oblongus, Monts. (Palermitano).
Nuova Rivista pag. 14 ed Enum. e Sinon. pag. 9 (il solo nome).
Scarso e non conosciuto di altri punti. Foss. di Fic.
Da non confondersi col giovine stato dell’ A. ferrugino- |
DE
sus, il quale nei primordi è obliquo. La nostra specie manca in tutte le età dell’ epiderme ferruginosa.
25. A. ferruginosus, Forbes (Mar Egéo). Specie abbondante e conosciuta del Mediterraneo e dei mari del Nord. Foss. di Fic.
26. Kelliella miliaris, Ph. = Venus? miliaris, Ph.; Moll. Sic. II (1844), pag. 36, tav. XIV, fig. 15 (Foss. Palermitano). = Kellia abyssicola, Forbes; Rep. Ag. invert. (1848) pag. 192 (Mar Egéo). = Kelliella abyssicola, M. Sars (Norvegiana). = Kelliella miliaris, G. O. Sars; l. c., pag. 65, tav. 19, fig. 13 (Norvegiana). Abbondante nel Mediterraneo in tutti i punti a varie profondità. Anche più sviluppato nei mari di Norvegia. Foss. di Fic.
27. Cardium minimum, Ph. (Palermitano).
= C. Suecicum, Lovén (Norvegiano).
Valve sottilissime e di una grande fragilità. Si trova abbondante, più piccolo e solido ad una minore profondità. Gli esemplari ora dragati uguagliano in grandezza e negli ornamenti quelli dei mari di Norvegia e i fossili di Fica- razzi. Anche di M. Pellegrino.
28. Tellina Oudardi, Payr. (Corsica). Moll. Corse (1826), pag. 40, tav. 1, fig. 16-18 (ex typo). = T. compressa, Brocc. 1814 (Foss. subapp.). = T. striatula, Cale. 1840 (Foss. di Fic.). = T. strigilata, Ph. (Anche foss. di Fic.); Moll. Sic. II (1844), pag. 23, tav. XIV, fig. 6 (male). Un frammento. Altre località Mediterranee sono: Figari, S. Giulia e Favone in Corsica (Payraudeau); Rinaldo ’s Chair (Porcurp. Exped.); Alger (Joly). Anche Atlantica.
eo
Io ho recentemente esaminato il tipo di Payraudeau (una valva), per l' amabilità di M." Victor Bertin (') al Jardin des Plantes. Il nome dato da Brocchi è strettamente pre- feribile, giudicando dal tipo da me osservato al Museo Gi- vico di Milano, perchè è più antico, ma quello di Payrau- deau è fondato sopra una conchiglia vivente.
29. Ervilia castanea, Mtg. (Britannica). = Erycina pusilla, Ph. (Foss. Palermit.). = Amphidesma castaneum, Jeffr. Valve giovani. Trovata adulta in altri punti. Atl. e Nord-Atl. Foss. di M. Pell. e Fic.
30. Syndosmya longicallis, Sc. (Foss. Calabrese). = Ligula profundissima, Forbes (Mar Egéo). = Abra longicallis, G. O. Sars; l. c., pag. 74, tav. 20, fig. 4 (Norvegiana). Specie delle profondità. Foss. di Fic.
31. Lyonsia Norvegica, Chemn. (Norvegiana).
= Mya striata, Mtg. (Britannica).
= Pandora equivalvis, Ph. (Foss. di M. Pell.). Moderatamente diffusa nel Mediterraneo. Foss. di Fic.
32. Lyonsiella insculpta, Jeffr. (Algeria). = Pecchiola insculpta, Jeffr.; Rep. Brit. Assoc. 1873, pag. 112 (il nome soltanto).
Valve ed un esemplare intiero con 1’ animale. Foss. di Messina (Seguenza, primo col nome di Verticordia ecostata e poi con quello di V. ‘nsculpta). Nei mari di Norvegia è rimpiazzata dalla L. abyssicola, M. Sars. La conchiglia allo
(') M. V. Bertin è l’ autore di una rivista delle Tellizidae pubblicata nei Nouvelles Archives du Museum d’ Hist. Nat. Paris 1878 (Comunicato dall’ autore),
ES GI stato perfetto è coperta di uno strato di fango finissimo e glutinoso.
33. L. trapezoidea, Seguenza (Foss. di Messina). = Verticordia trapezoidea, Seg.; Reale Acc. Scienze fis. e matem. Napoli 1876, pag. 7 (Donato dall’ autore).
Raramente qualche valva. Nel mar Egéo (Cap. Spratt, fide Jeffreys, come Verticordia granulata, Seg.) (!). Foss. Wii Fic.
Il genere Zyonsiella tu istituito dal Prof. M. Sars, per una specie consimile e quasi intermedia alle due nominate. Il Prof. Seguenza propose per lo stesso genere di forme il nome di Levicordia (1. c., pag. 7). M* Jeffreys preferisce quello di Pecchiolia, il quale ha per tipo la Chama argen- tea o arietina, fossile subappennino. Io non ho mai potuto trovare una grande analogia tra la Chama argentea e le due piccole specie viventi e recentemente Herr Friele (I. c., pag. 268 e 269), ha dato una soddisfacente esposizione sul posto del genere Pecchiolia nella classificazione.
34. Cochlodesma Parlatoris, Cale. = Anatina Parlatoris, Calc.; Giornale L’ Occhio n.° 143 (anno?) e Cenno Moll. viv. e foss. Sic., Pal. 1845, pag. 10 (Foss. di Fic.). Valve ed esemplari intieri viventi con l’ interno argen- tato e col cucchiaio caratteristico del genere nella cerniera. Sifoni lunghi e separati.
35. Poromya granulata, Nyst e Westen. (Foss. d’Anversa).
Non Corbula granulata, Ph., specie di MNeaera (Foss. di Germania). = Poromya anatinoides, Forbes (Mar Egéo).
(1) Japanese Shells, in Giornale « Nature », 1869 (Dall’ autore).
nen (Gna = Embla Koreni, Lovén; Ind. Moll. Scand., pag. 46, figurata nel testo (Norvegiana). = Cumingia Parthenopea, Tib. (Golfo di Napoli). Med. Atl. e Nord-Atl. Foss. di M. Pell. e Fic.
36. Neaera abbreviata, Forbes (Mar Egéo). = N. vitrea, Lovén (Norvegiana). Scarsa. Med. e Nord-Atl. come la precedente. Foss. di Fic.
57. N. lamellosa, M. Sars (Norvegiana). = N. jugosa, S. Wood (Foss. del Crag). = N jugosa, G0Sars: 1 lc.) pae! savio) (Norvegiana). Rarissima. Confronta con gli esemplari di Norvegia.
38. N. costellata, Desh. (Algeriana). = Anatina radiata, Calc. (Foss. di Fic.) = N. sulcata, Lovén (Norvegiana). Ed altri sinonimi. A varie profondità; abbondante nel Mediterraneo e nei mari del Nord. Anche foss. di M. Pell.
89. Pholadomya Loveni, Jeffr. (Med. e Atl.). Rep. Brit. Assoc. 1873, pag. 112 (il solo nome). = ? Thracia pholadomyoides, Forbes; Rep. 4g. invert. 1843, pag. 191 (Mar Egéo). Frammenti a 300 metri. Algeria a 1456 fath. (Porcup. . Exped.). Anche Atl. Foss. di Fic. (Monts. e coll. Brugnone).
40. Saxicavella plicata, Mtg. (Britannica). = Panopea plicata, Jeffr. (Brit.). — Saxicava? plicata, Monts.; Enum. e Sinon. pag. 15. (Palermitana). = Saxicavella plicata, Fischer (Atl.). = Arcinella plicata, G. O. Sars; l. c., pag. 93, tav. 20, fig. 6 (Norvegiana).
se goa
Valve. Med., Atl. e Nord-Atl. Foss. di Fic., e general- mente distribuita come fossile terziario.
41. S. angulata, S. Wood (Foss. del Crag). = Arcinella carinata, Ph. (Foss. Palermitano); Moll. Sic. II, pag. 54, tav. XVI, fig. 10, alludendo al Mytilus ca- rinatus, Brocc. = Saxicava angulata, Monts.; Enum. e Sinon. pag. 15 (Palermitana).
Scarsa e conosciuta di pochissime località. Foss. di Fic.
M." Jeffreys la riunisce alla precedente, ma nella mia collezione trovo delle differenze costanti di forme e pro- porzioni.
Saxicavella, è stato recentemente proposto dal D. Fi- scher (') per la prima di queste due specie. Io rinvio il lettore al mio articolo del Journal de Conchyliologie (1874, pag. 255) in quanto alla incompetenza del genere Arcinella, Ph., in questo caso. Arcinella, Schum., ch’ è più antico, è sinonimo di Chama.
42. Xylophaga dorsalis, Turt. (Britannica).
Piccolissimi esemplari, tre volte più piccoli di quelli dei mari di Norvegia, particolarmente descritti e figurati da MEF A. Verkruzen (3).
Un' altra specie di questo genere trovata nel filo tele-
grafico sottomarino nel Mediterraneo, è la X. Andersoni, Jeffr., ms. (Sir James Anderson).
(') Brachiop. et Moll. du littoral Océanique de la France. Paris 1878, pag. 9, Extr. des Actes de la Soc. Linn. de Bordeaux, tom. XXXII (Do- nato dall'autore).
(£) Norwegen seine fjorde und naturwunder, Cassel 1872, pag. 35 e 38 (Donato dall’ autore).
20N 2.) DAR
Solenoconchia.
43. Dentalium agile, M. Sars (Norvegiano). = D. fusticulus, Brugnone; Miscel. Malac. 1878, pag. 21, fig. 31 (Foss. di Fic.). = Antalis agilis, G. O. Sars; l. c., pag. 102, tav. 20, fig. 9.
Esemplari giovani viventi e frammenti di adulti. Tro- vato anche nelle coste di Provenza (') a 350 metri (A. Marion); Mar Egéo (Cap. Nares); Banco dell’ Avventura (Porcup. Exped.).
44. Siphodentalium Lofotense, M. Sars (Norvegiano). = Siphonentalis Lofotensis, G.O. Sars; l. c., pag. 104, tav lO 11: i Raramente la forma tipica. Nel Mediterraneo predomina una forma più piccola. Foss. di Fic.
45. Entalina tetragona, Brocc. (Foss. subap.) = Dentalium quinquangulare, Forbes (Mar Egéo). = Siphonodentalium pentagonum, M. Sars (Nor- vegiano). = Siphonentalis tetragona, G. O. Sars; 1. c., pag. 105, lav./20, 6 da: Comune e ben sviluppato. Atl. e Nord-Atl. Foss. di Fic. Il genere Entalina fu da me proposto ed ha per tipo questa specie (?).
46. Helonyx Jeffreysi, Monts. Nuova Rivista pag. 20 ed Enum. e Sinon. pag. 17, (Pa- lermitano).
(‘) Draguages profonds au large de Marseille; Extr. de la Revue des Sciences Naturelles, Montpellier 1876, pag. 2 (Donato dall’autore). (£) Not. conch. foss. M. Pell. e Fic. 1872, pag. 27.
Le a = Cadulus subfusiformis, (non M. Sars) Jeffr.; Brit. Conch. V, pag. 196, tav. 8, fig. 1 e tav. 101, fig. 3 (Bri- tannico).
Pochi esemplari ad una minore profondità delle specie seguenti. Med. in diverse stazioni. Atlantico.
M. Jeffreys ha accettato questa emendazione, che è pure avvalorata dall’ opinione del Rev. A. M. Norman (l. c., pag. 49 e 50). Il Rev. R. Boog Watson, stabilì una somiglianza tra queste specie ed il suo Cadulus simillimus di Cap York (').
Apertura anteriore obliquamente troncata; base o aper- tura posteriore compressa, le@germente intaccata a cia- scun lato.
47. H. propinquus, G. O. Sars. = H. subfusiformis, (non M. Sars) Monts.; Nuova Rivista, pag. 20 ed Enum. e Sinon. pag. 17 (Palermitano). = Cadulus propinquus, G. O. Sars; l. c., pag. 106, tav. 20, fig. 15 (Norvegiano). Rarissimo a Palermo. Comparato col tipo Norvegiano. Più piccolo, meno gibboso del precedente; apertura an- teriore troncata; apertura posteriore non compressa, circo- lare e non intaccata.
48. H. subfusiformis, M. Sars (Norvegiano). = H. subfusiformis, var. abyssicola, Monts.; Nuova Rivista, pag. 21 (Palermitano). = H. abyssicola, Monts.; Enum. e Sinon. pag. 17. = Cadulus subfusiformis, G. O. Sars; l. c., pag. 106, tav. 20, fig. 21. Palermo a grande profondità, raramente. Piccolissimo abbenchè adulto, anche più cilindrico del precedente; aperture entrambe circolari.
(!) Moll. of the H. M. S. “ Challenger” Exped. part. I, II e III, London 1879 (Donato dall’autore).
Bull. della Soc. Mal. It. Vol. VI. 5)
LE RR Gastropoda.
49. Acanthopleura Hanleyi, Bean (Britannica).
= Hanleyia debilis, Gray; Guide to Brit. Mus. 1877, pag. 186.
= AH. debilis, Dall; Scient. results of the Explor. of Alaska, in Bull. U. S. Nat. Hist., Art. IV, pag. 101 (Do- nato dall’ autore).
= A. Hanleyi, Monts.; Enum. e Sinon., parte seconda, Chitonidi, pag. 19 e 20.
= Chiton Hanleyi, G. O. Sars; 1. c., pag. 109, tav. 7, fig. 5 (Norvegiano).
Raramente valve separate. Alle località date nella mia monografia dei Chitonidi si aggiunga: Puntebianche nel- l’ Adriatico (Klecak). Atl. e Nord-Atl. Nord-America. Foss. di Ficarazzi.
50. Propilidium tenue, Jeffr. ms.
Enum. e Sinon. pag. 19 (Palermitano).
Tre soli esemplari. Anche Atlantico.
Piccola specie, fragilissima e prossima al P. ancyloides, Forbes, ma non reticolata e meno elevata.
51. Cyclostrema conspicuum, Monts. (Palermitano).
Nuova Rivista, pag. 23. — Enum. e Sinon. pag. 20 (il nome soltanto).
A grande profondità in discreto numero di esemplari.
Somiglia per la forma e dimensione al C. bdasistriatum, Jeffr., che è Norvegiano, ma intieramente liscio invece di striato e con la sotura più profonda.
52. C. bithynoides, Jeffr. ms.
= Trochus bithynoides, Jeffr., in litt. (Atl. e Nord-Atl.). Rarissimo. Somiglia al C. trochoides, Jeffr., che è Norvegiano e
deri delle coste del Portogallo, ma è più globulare ed ha l’ ombe- lico più stretto.
53. C. depressum, Monts. (Palermitano).
Enum. e Sinon. pag. 20 (il solo nome).
Palermo soltanto a grande profondità, assieme alle due specie precedenti ed anche raro.
Somiglia al C. mitens, Ph., ma è più depresso, con la bocca tagliata a sbieco e con l ombelico più aperto.
54. Hela tenella, Jeffr. = Lacuna tenella, Jeffr.; Brit. Conch. V, pag. 204, tav. 101, fig. 7 (Britannica). = H. tenella, Jeffr.; Ann. and Mag. Nat. Hist. July 1870, pag. 12 (Mediterranea). Pochi esemplari e numerosi frammenti.
55. H. glabella, Monts. (Palermitana).
Nuova Rivista, pag. 25. — Enum. e Sinon. pag. 28 (il solo nome).
Pochissimi esemplari. Non conosciuta di altre località.
Differisce per la forma più globulare e per l’ assenza della linea spirale rilevata, che cinge la periferia negli esem- plari giovani della specie precedente. I segni di accresci- mento sono più obliqui e cospicui; l’ombelico è più stretto.
56. H. inflata, Monts. = Jeffreysia inflata, Monts.; Not. Conch. Med. 1872, pag. 38. — Nuova Rivista, pag. 29 — Enum. e Sinon. pag. 27 (il solo nome).
Un solo esemplare. Pal., Trap. S. Vito (Monts.); Messina (Granata); Alessandria (Terquem); Med. 310 fath. (Cap. Na- res, f. Jeffreys).
Questa specie non appartiene alla zona degli abissi dove si trova per caso ma vive nella zona laminare e coralligena.
DO: GIRI. Il suo posto nel genere Hela, mi è stato suggerito da MY
Jeffreys. L’ ombelico ha la forma di quello della Nazica in- tricata, Donov.
57. ltissoa cimicoides, Forbes (Mar Egéo).
= . sculpta, Ph. (Foss. Calabrese).
= kh. intermedia, Arad. (Foss. di Messina). Med., Atl. e Nord-Atl. Foss. di. M. Pell. e Ficarazzi.
58. . Testo, Arad. e Magg. (Foss. di Biedl = k. abyssicola, var. conformis, Jefîr.; Ann. and Mag. Nat. Hist., July 1870, pag. 13 (Med.).
Generalmente diffusa. Atl. — Cap Breton (Fischer).
La forma tipica inglese della ’. abyssicola, è figurata nella Brit. Conch. (V, tav. 66, fig. 9). Essa ha una più fina reticolazione, è più panciuta ed ha spesso una stria subso- turale. Questa forma è anche Palermitana. La forma comune (R. Testa), ha l’apice acuto e sovente rotto. La colorazione è gialliccia con una fascia poco apparente o albina.
59. R. elegantissima, Seguenza ms. (Foss. di Messina). = R. abyssicola, var. obtusa, Jeffr.; Ann. and Mag. Nat. Hist. 1870, pag. 13 (Med.). = Alvania abyssicola, G. O. Sars; I. c., pag. 176, tav. 10, fig. 10 (Norvegiana). Apice ottuso e liscio. Numero delle coste e reticolazione diversa; colorazione opalina. Var. major, Monts.; Nuova Rivista, pag. 27. — Enum. e Sinon. pag. 25 (Palermitana). Pochissimi esemplari soltanto a Palermo.
60. R. dilecta, Monts. (Palermitana).
Nuova Rivista pag. 27. — Enum. e Sinon. pag. 25 (il solo nome).
Rarissima. Med. a 300 fath. (Cap. Nares, f. Jeffreys, come R. subsoluta, Aradas).
— 09
61. Setia macilenta, Monts. (Palermitana).
Enum. e Sinon. pag. 27 (il solo nome).
Pochi esemplari. Napoli (Acton).
Somiglia alla S. obtusa, Cantr., ma non è striata, è più conica, acuta e con la sotura più profonda. Labbro tagliente invece d’ ingrossato.
62. Scalaria geniculata, Brocc. (Foss. subapp.).
Due piccoli esemplari. Atl., nelle coste del Portogallo (Porcup. Exped.); Baja di Biscaglia (De Folin). Foss. di Fic.
Specie di transito tra la Scalaria e l Acirsa, ma non appartenente a quest’ ultimo genere per le sue coste e per le varici.
63. S. striatissima, Monts.
Journ. Conchyl. 1878, pag. 151 (Palermo). — Enum. e Sinon. pag. 30.
Un frammento. Anche di S. Vito. Alger nella zona co- ralligena un bellissimo esemplare con l’opercolo (Lothelle- rie). Canarie a S. Cruz (M’' Andrew, in British Museum).
64. Aclis Walleri, Jeffr. (Britannica). Pochi esemplari. Med., Atl. e Nord-Atl. Foss. di Fic.
65. A. exigua, G. O. Sars. G. O. Sars; l. c., pag. 196, tav. 22, fig. 8 (Norvegiana). Un esemplare. Forse var. minor della precedente specie.
66. Hemiaclis inflata, Monts. (nov. sp.). = Aclis ventrosa, Jeffr. (in litt.). = A. ventrosa, Monts.; Enum. e Sin. pag. 30 (Pa- lermitana). Non A. ventrosa, G. O. Sars; 1. c., pag. 197 (Norvegiana). Un esemplare. Il genere Hemiaclis, è di G. O. Sars (I. c.).
PO e
67. Pyramidella minuscula, Monts. (Palermitana). = P. leviuscula, Jeffr. (non S. Wood); Ann. and Mag. Nat. Hist. July 1870, pag. 15 (Med.).
= P. minuscula, Monts.; Journ. Conchyl. 1874, pag. 3
265 (S. Vito). Pochissimi frammenti. Atlantico.
68. Odostomia fallax, Monts. (Palermitana).
Nuova Rivista pag. 31. — Enum. e Sin. pag. 81 (il no- me soltanto).
Numerosi esemplari. Banco dell’ Avventura (Porcup. Exped.).
69. O. clavula, Lovén (Norvegiana). = 0. clavula, Jeffr.; Brit. Conch. IV, pas fsiisgene tav. 63, fig. 1 (Britannica). = 0. pistillus, Brugnone; Misc. Malac. 1873, pag. 9, fig. 13 e O. pistilliformis, 1. c., 1876, pag. 24 (dal tipo foss. di M. Pellegrino). Non Syrnola pistillum, A. Adams (Giapponese). = O. Brugnoni, Monts.; Journ. Conchyl. 1874, pag. 266 (S. Vito). = Liostomia clavula, G. O. Sars; 1. c., pag. 207, tav. II, fig. 13 (Norvegiana).
Rara a gran profondità. Meno rara da 60 a 150 metri. Smirne (Terquem); Alger (Joly); Messina (Granata); coste del Piemonte (Jeffreys).
L’ Ab. Brugnone si esprime così: « Haec species typis « a me edita fuit ut O. pistillus. Deinde in nonnullis editis « exemplaribus mutavi calamo pistillus in pistilliformis, eo « quod aderet Syrnola pistillum, A. Adams, ut comperi ex Monterosato. Revera pistillus classice est mortarii appen- dix et pistillum a Linnaei tempore imprimis ucusque est organum sexus foeminei plantarum. Utrumque nomen igitur est satis diversum, sed ego perspicuitati et secu- ritatis causa prius nomen mutari malui ».
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ENER li Ammesso ciò, io domando all’ Ab. Brugnone se col nome di pistilliformis egli intenda parlare del pestone o del pi- stillo, il genitivo dei due vocaboli pistillum e pistillus aven- do la medesima desinenza.
Sect. Pyrgulina, A. Adams =? Parthenia, Lowe.
70. O. flexuosa, Jeffr. (Med. e Atl.). Rep. Brit. Assoc. 1873, pag. 112 (il solo nome). Scarsa. Anche di S. Vito.
71. O. sigmoîdea, Monts. (nov. sp.).
Un frammento. Alger, quattro esemplari (Joly e mio ga- binetto); Baja di Tangeri (Porcup. Exped.).
Nuova forma acuminata ma con l'apice bruscamente troncato a sottilissime strie spirali e a coste sigmoidee.
72. O. fenestrata, Forbes (Britannica). Non Parthenia fenestrata, A. Adams (Giapponese). = Turbonilla Weinkauffi, Dunker (Algeriana). = Chemnitzia Rigacci, Conti (Foss. di M. Mario). Pochi esemplari di una squisita scultura. Piuttosto co- ralligena che abissicola in numerose località Mediterranee e Adriatiche. Atl. e Nord-Atl. Foss. di M. Pell. e Ficarazzi.
Sect. Turbonilla, Leach.
73. 0. micans, Monts.
Nuova Rivista pag. 33. — Enum. e Sinon. pag. 34 (il solo nome).
Scarsa. Non conosciuta di altri punti.
74. 0. amana, Monts. = 0. (Turbonilla) venusta, Monts.; Nuova Rivista, pag. 83 (il solo nome).
da Tel a Non 7. venusta, Issel (Mar Rosso) ('). = 0. amana, Monts.; Enum. e Sinon. pag. 34 (Pa- lermitana). I Pochi esemplari. Anche di Algeria a 586. fath. (Porcup. Exped.).
Sect. Eulimella, Forbes = Syrnola, A. Adams (Anfratti piani).
75. O. superflua, Monts. Nuova Rivista, pag. 33 (Palermitana) — Enum. e Sinon. pag. 34.
76. O. perangusta, Monts. (Palermitana). = O. (Eulimella) angusta, var. perangusta, Monts.; Nuova Rivista, pag. 34 (il solo nome). Non Turbonilla angusta, Gabb (Foss. di S.. Domingo). = 0. perangusta. Monts.; Enum. e Sinon. pag. 84. Frammenti. Solamente conosciuta di Palermo.
77. 0. minuta, H. Adams. = Syrnola minuta, H. Adams; Proc. Zool. Soc., Lon- don, April 1869, pag. 274, tav. XIX, fig. 10 [Canarie — Orotava (M° Andrew)]. i Frammenti. Meno scarsa nella zona coralligena di Pa- lermo e di S. Vito. Corsica (Jeffreys).
Sect. Anisocycla, Monts. (nov.) = Aciculina, Desh., 1864, foss. di Parigi (Anfratti rotondati).
Non Aciculina, H. e A. Adams (1853), genere della fa- miglia Nassida.
78. O. ventricosa, Forbes (Mar Egéo). — ? Hulima affinis, Ph. (Foss. di, M. Pell).
(4) Malac. del Mar Rosso, pag. 175, Pisa 1869 (Donato. dall’ autore).
QU OR = Eulima turritellata, Req. (Corsica). = Eulimella gracilis, (olim) Jeffr. (Britannica). = Eulimella ventricosa, G. O. Sars (Norvegiana); l. c., pag. 209, tav. 11, fig. 19 e tav. 22, fig. 16 (ottima). Rarissima a gran profondità. Meno rara e più diffusa da 60 a 150 metri in tutto il Mediterraneo. Foss. di Fic. Var. minima. La stessa ma diminuita di un terzo, tutta
proporzionatamente. Anche di S. Vito. Sect. Doliella, Monts. (nov.).
79. O. nitens, Jeffr.
Ann. and Mag. Nat. Hist., July 1870, pag. 15 (Mar Egéo).
Due esemplari. Nuova per Palermo. Atl. e Nord-Atl.
Questa specie forma il tipo di una nuova sezione per la quale propongo il nome di Doliella. Il peristoma è intiero come nel mio genere Peringiella (') e la conchiglia è do- lioliforme. L’ apice è immerso come nella Pyrgulina.
80. Eulima distorta, auct. = E. Philippti, Rayn. e Ponzi, 1854 (Foss. di M. Mario). = E. Philippii, Weink., 1868 (Med.). Un esemplare forse trasportato Sla correnti. Atl. e Nord-Atl. Foss. di M. Pell.
81. Haliella stenostoma, Jeffr. = Eulima stenostoma, Jeffr.; Brit. Conch. IV, pag. 207 e V, pag. 215, tav. 77, fig. 6 (Britannica). Due perfetti esemplari. Mod a gran profondità (Spratt, f. Jeffreys. Nord-Atl. e Norvegia.
(1) Enum. e Sinon. pag. 54 in nota. Perimgiella, è probabilmente sino- nimo di Plagiostyla, Fischer, di cui possiedo il tipo (P. Asturiana), pub- blicato nella Faune Conchyl. de la Gironde, 2.° suppl. 1874, pag. 203 ale autore).
O e Haliella, fu da me proposta (Enum. e Sinon. pag. 35), come una sezione di Elma, perchè tanto l’ apice, che l’apertura ed i segni di accrescimento sono differenti. L'or- ganizzazione dell’ animale è pure diversa, essendo sprovvisto di occhi (Brit. Conch. IV, pag. 208).
82. Chenopus Serresianus, Mich. (Med.).
Scarso. Più abbondante nella zona coralligena. Anche Norvegiano. Foss. di Ficarazzi.
L’ Aporrhais Macandree, Jeffr., dei mari d’ Inghilterra, è una forma nana, ha una più delicata contestura ed ha meno e più rotondati anfratti. Le digitazioni sono anche più corte. Una differenza di forma si osserva pure tra il C. pes-pelecani del Mediterraneo e quello dei mari del Nord ('). Il Rev. A. M. Norman fa notare (1. c., pag. 54), che gli esemplari da lui ottenuti nei mari di Norvegia, non appartengono alla forma nana dei mari d’ Inghilterra e pre- cisamente dello Shetland, ma invece alla forma mediterra- nea a lunghe digitazioni. i
83. Trophon vaginatus, De Crist. e Jan (Foss. plioc.). = Murex carinatus, Biv. pat. (Foss. di Fic.). = M. calcar, Sc. (Foss. Calabrese). = Fusus echinatus, Kien. (Med.). Piccoli esemplari a lamelle taglienti e trasparenti come il vetro. Più sviluppato in Corsica e nelle coste di Provenza.
84. T. Barvicensis, Jonsth. (Britannico). Esemplari piccoli e trasparenti. Anche Norvegiano. Foss. di Ficarazzi. 85. Taranis cirrata, Brugnone (Foss. di Fic.). = Pleurotoma cirratum, Brug.; Mem. Pleur. foss. ecc., Palermo 1862, pag. 17, fig. 9 (Dall autore).
(') Not. Conch. di Civitavecchia, in Ann. Mus. Civ. di Genova 1876-77, pag. 16 e 17,
at Non P. cirrata, Bell. (Foss. Piemontese).
= Trophon Mòorchii, Malm; Gotheb. Veten. Lamball, Handling 1863, pag. 130, tav. 2, fig. 15 (Danese).
= Bela demersa, Tiberi; Journ. Conchyl. 1868, pag. 179 (Corsica).
= Taranis Mòrchi, Jeffr. (Norvegiano); Norwegian Moll.; Ann. and Mag. Nat. Hist., 1870, pag. 10 (Dall autore).
= P. Mòrchii, Monts.; Journ. Conchy1. 1874, pag. 360 (S. Vito).
= Taranis cirrata, Monts.; Enum. e Sinon. pag. 41. = Taranis Mòrchii, G. O. Sars; l. c., pag. 220, tav. ide. S.
La forma Norvegiana, che è più corta e più tarchiata. Atl. e Nord-Atlantico.
Questa specie è il tipo del genere Taranis, proposto da M- Jeffreys sulla idea che questa conchiglia è priva di oper- colo, che non ha intacco alla sotura come le Pleurotomae e che ha l’apice consimile a quello del Trophon. M. Jeffreys ne fa un membro della famiglia Muricide, ma sarebbe il primo caso di un Muricide inopercolato. Egli classifica pure il genere Lachesis nelle Muricide, ciò che non è da tutti consentito. È erronea la classificazione di questa specie nel genere Bela, appunto perchè manca di opercolo, la cui pre- senza è il distintivo della Bela dalle altre piccole Pleu- rotoma inopercolate.
86. 7. levisculpta, Monts. = T. cirrata, var. levisculpta, Monts.; Enum. e Sinon. pag. 41 (Palermo). Cinque soli esemplari in varie riprese. Si distingue per essere più piccola, spira discendente, apice più grosso, assenza di carena e scultura finissima senza elementi sporgenti.
87. Pleurotoma modiola, Jan (Foss. plioc.).
cuci gi = P. carinata, (non Lk.) Biv. fil. (Palermo). = P. acuta, Bellardi (Foss. Piemontese). = P. carinata, Jeffr. (Britannica). = Spirotropis carinata, G. O. Sars; 1, c., pag. 242, tav. 17, fig. 5 (Norvegiana). Scarsa in varie occasioni (Monts.); Med. 310 fath. (Spratt).
88. P. emendata, Monts. (Viv. di Palermo e foss. di Fic.). = P. Renieri, (non Sc.) Ph. (Foss. Calabrese). Qualche frammento. Non rara nella zona coralligena assieme alla P. Loprestiana, Calc. Atlantico.
89. P. torquata, Ph. (Foss. Calabrese).
= bela recondita, Tib. (Sardegna).
Frammenti e qualche volta soltanto Vl apice che è fina- mente craticolato. Ottenuta anche in esemplari intieri a varie profondità a Palermo e S. Vito. Med. 50-100 fath. (Jeffreys, come P. galerita, Ph., ex speci).
Sect. Homotoma, Bellardi.
90. P. gibbera, Jeftr. (Algeriana). = Defrancia gibbera, Jeffr.; Rep. Brit. Assoc., Lon- don 1873, pag. 12 (il solo nome). Pochi e fragilissimi esemplari. Anche in altre località.
91. Nassa limata, Chemn. (Med.?). =? N. intermedia, Forbes (Mar Egéo). Una minuta forma propria delle regioni profonde. Gene- ralmente ed abbondantemente distribuita nel Mediterraneo. Foss. di Ficarazzi.
92. Ringicula leptocheila, Brugnone. Misc. Malac. 1873, pag. 11, fig. 18 (Foss. di Fic.). = È. ventricosa, (non J. Sow.; foss. del Crag) Jeffr.; Ann. and Mag. Nat. Hist., July 1870, pag. 20 (Med.).
2g i —= R. leptocheila, Morlet; Mon. gen. Ringicula, Extr.
Journ. Conchyl. pag. 55 (Donato dall’ autore).
Numerosi frammenti e pochi esemplari intieri. Atl. e Nord-Atlantico.
Questa specie forma il tipo di una nuova sezione di Ringicula ad elementi spirali, punteggiati e ad apertura non “ grimacante. ”
98. Cylichna nitidula, Lovén (Norvegiana). = Utriculus nitidulus, G. O. Sars; l. c., pag. 286, tav. 26, fig. 3. Non rara. Coralligena ed abissicola. Med., Atl. e Nord-Atl. Foss. di Ficarazzi.
94. Amphisphyra expansa, Jeffr., 1864 (Britannica). =? Bulla globosa, Cantr.; Malac. Med. 1840, pag. 8 (Sardegna). | Scarsa. Varie località Mediterranee. Atl. e Nord-Atl. Foss. di Ficarazzi.
95. Acteon exilis, Jeffr. (Med.).
Ann. and Mag. Nat. Hist. 1870, pag. 21 (descritto sopra un esemplare incompleto).
Raramente. Anche in altre località. Atlantico.
96. Bulla subrotunda, Jeffr. (Algeriana e Atlantica). Rep. Brit. Assoc., London 1873, pag. 13 (il nome soltanto). Pochi esemplari e frammenti. Foss. di Ficarazzi.
97. Scaphander librarius, Lovén 1846 (Norvegiano). = Bulla puncto-striata, Migh. e Adams, 1841 (Nord- America. !). = S. puncto-striatus, G. O. Sars; l. c., pag. 292, tav. 18, fig. 6. Un piccolo e rotto esemplare. Mari d'Inghilterra (Jeffreys).
nl Mg 98. Philine membranacea, Monts. = P. flexuosa, (non M. Sars, ex typo) Monts.; Nuova Rivista, pag. 48 — Enum. e Sinon. pag. 52 (Palermitana).
Pochi esemplari. Ottenuta anche a minore profondità. Golfo di Napoli (Acton).
99. Gastropteron Meckelii, Kosse (Med.).
= Clio Amati, Delle Chiaje (Napoletano).
Varii esemplari, più piccoli ma più coloriti di quelli che si trovano ordinariamente nella zona laminare.
La nozione che questa specie contiene una conchiglia fu conosciuta da Delle Chiaje, il quale la descrisse incomple- tamente. Più tardi Krohn diede una completa descrizione e fivura di questa fragilissima conchiglia ('). Essa mi era in- tieramente sconosciuta sino a quando M. Vayssière della « Faculté des Sciences » di Marsiglia, volle gentilmente co- municarmela ed istruirmi su quanto era stato pubblicato su di essa. Cantraine dice: « coquille nulle ». Essa ha un giro di spira e si continua con una espansione membranacea con- siderevole, come nel genere Cardiopoda, D’ Orb., e si com- pone di due parti, cioè, di una cuticola iridiscente e di una parte calcarea trasparente come il vetro.
Hieteropoda.
100. Oxygyrus Keraudreni, Lesueur (Med. e Ail.). = Ladas Keraudrenti, Ph. (Messina). = Atlanta Bivone, Piraino (Messina). = O. Keraudreni, Tib.; Moll. Marins d’Italie, Extr. des Ann. de la Soc. Malac. de Belgique, Bruxelles 1879, pag. 34 (Comunicato da M Colbeau). Esemplari giovani.
(') Uber die Schale die Larven des Gasteropteron Meckelii, in Arch. fur Naturg. 1860, pag. 64-68, tav. 111, fig. 2 e 3.
SIAE CES 101. Aflanta Peronii, Lesueur (Med. e Atl.). = A. Coste, Piraino (Messina). Numerosi esemplari per lo più morti.
102. A. rosea, Lesueur. Voyage Bonite II, pag. 377, tav. 19, fig. 16-20 (Atlantica). Scarsa. Med. e Mar Egéo (Jeffreys); Pal. e S. Vito!
103. A. fusca, Lesueur (Atlantica).
L. c., pag. 389, tav. 21, fig. 15-29.
Pochi esemplari. Più abbondante in zone meno profonde. Napoli (Acton); S. Vito!
104. A. Lesueurii, (non d’Orb.) Eyd. e Soul. (Atlantica).
l. c., pag. 380, tav. 20, fig. 1-8. — A. Mediterranea, O. G. Costa (Napoli, Hope A.
f. Costa).
Esemplari giovani. Trovata anche in altre occasioni a Palermo, S. Vito e Sciacca.
Queste tre ultime specie da me notate sono escluse dal D. Tiberi dal numero delle specie Italiane.
105. Carinaria Mediterranea, Lk. (Med.). Numerosi embrioni, i quali sono eliciformi e qualche frammento di esemplari adulti. Anche Atlantica.
Pteropoda.
106. Embolus rostralis, Soul. (Med.). — Bellerophina? minuta, Forbes (Mar Egéo). = Protomedea elata, O. G. Costa (Algeria). Non £. elatus, Seguenza (Foss. Messinese). Abbondante. Atl. Menzionata da M." Jeffreys come una specie dello stretto di Korea! Foss. di M. Pell. e Ficarazzi,
Me
Il genere Protomedea, 0. G. Costa, è più antico di Embo- lus, Jeffr., ma è stato usato per altri animali (').
107. Spirialis retroversus, Flem. (Britannico). = Atlanta trochiformis, D’ Orb. (Atlantico). = Scaea stenogyra, Ph. (Foss. Palermitano e Ca- labrese). Abbondante la forma tipica assieme ad esemplari che confrontano con le forme S. Macandrei e Jeffreysi degli inglesi. Atl. Foss. di M. Pell. e Ficarazzi.
108. S. bulimoides, Eyd. e Soul. (Atlantico). Scarso. Mar Egéo (Jeffreys).
109. S. contorta, Monts. (Palermo). Nuova Rivista pag. 50 — Enum. e Sinon. pag. 55 (il solo nome).
Seguenza; Moll. del plioc. dei mari profondi, in Boll. Malac. Ital. 1876, pag. 46 (Foss. Messinese).
Raramente. Anche del Golfo di Napoli e dello stretto di Messina (Granata). Esclusa dal D." Tiberi (L. c.), dal numero delle specie Italiane viventi e fossili.
110. Peracle reticulata, D' Orb. (Atlantica).
= P. physoides, Forbes (Mar Egéo).
= Spirialis clathrata, Eyd. e Soul. (Atl.).
= $. recurvirostra, A. Costa (Golfo di Napoli). Moderatamente, per lo più in esemplari rotti.
111. P. diversa, Monts. = Spirialis diversa, Monts.; Nuova Rivista; pag. 50, (Palermitana) ed Enum. e Sin. pag. 55.
(') Protomodea, Blainville 1834 (Acalepha). Protomedeia, Kròyer 1842 (Crustacea).
— gi — = $. diversa, Seg.; l. c., pag. 46 (Foss. Messinese).
Raramente. Esemplari quasi sempre rotti. Esclusa dal D." Tiberi dalle specie Italiane viventi e fossili.
Peracle, Forbes (Rep. Ag. invert. pag. 186), fu proposto per la specie precedente, che si distingue dalle vere Spi- rialis per avere l’ epiderme reticolata, la spira discendente, e l’ apertura prolungata in una punta ricurva. La columella mostra ancora una differenza non essendo perpendicolare. La P. diversa, è quasi grande quanto la precedente, ma la sua spira è meno elevata ed ha la sotura squisitamente den- tellata.
112. Hyalea tridentata, Forshal (Med.). Esemplari morti. Foss. di M. Pell. e Ficarazzi.
113. H. gibbosa, Rang. (Atl.). Frammenti. Anche in altre località Mediterranee.
114. H. inflexa, Lesueur (Atl.). = H. vaginella, Cantr. (Med.). Abbondante. Med. e Adr. Foss. di Ficarazzi.
Sect. Diacria, Gray.
115. H. trispinosa, Lesueur (Atl.). = H. depressa, Biv. pat. (Foss. di Fic.). Raramente. Anche Foss. di M. Pellegrino.
116. Cleodora pyramidata, Lin. Abbondante. Med. e Adr. Atl. Foss. di Ficarazzi.
117. C. cuspidata, Lamk. (Atl.). Frammenti. Med. e Adriatico.
118. Creseis subulata, Quoy e Gaym. (Atl.). a C. spinifera, Rang (Atl. Abbondante. Med. e Adr. Foss. di Ficarazzi. Bull. della Soc. Mal. It. Vol. VI. 6
su RO ita 119. C. conoidea, A. Costa, ms. (Golfo di Napoli). Tiberi; l. c., pag. 28. = C. conica, A. Costa (non Esch.). Anche abbondante. Trovata in altre località Mediterranee.
120. C. acicula, Rang (Atl). = C. spiniformis, Benoit (Messina). a Cl. clava, (Rang) Cantr. (Med.). Numerosi esemplari. Anche Adriatica.
121. Balantium striatum, Rang (Atl.). = Cleodora zonata, Delle Chiaje (Napoli). = Creseis sulcata, Benoit (Messina).
Raramente. LIRE ERRATA CORRIGE pag. 54 lin. 7 fossile, Cassel fossile di Cassel «58 « 13 Ducipula Decipula
«59 « 15 sviluppato sviluppata
CARLO DE STEFANI
Una LARTETIA italiana
JLartetia cornucopia sp. n.
Testa minima, tenuis, nitida, pellucida, turriculata, elongata, rimata: apex parum acutus. Anfractus 5 */, re- gulariter crescentes; unusquisque primorun quatuor, alti- tudinem antecedentis fere tertia ex parte superans; con- veri, suturis profundis, praecipue ultimi, divisi; longitu- dinaliter lineis tenuibus incrementi, in ultimo anfractu prope aperturam validioribus, signati. Anfractus ultimus convexiusculus, sutura profundissima divisus, procipue prope ab apertura fere divaricatus, quartam totius lon- gitudinis partem superans. Apertura rotundata vel fere tetragona, superne parum magis recta, incisa et canalicu- lata, exterius obtuse angulata; peristoma continuum, ab anfractu contiguo solutum, rimam parvam abscondens; margo inferior parum antice rectus; margo esterior ar- cuatus, parum expansus ad instar auriculoe, superne non longe ab insertione concavus et incisione vel fere canali culo parvo preditus.
979
Lunghezza circa 2°” Larghezza circa 1
Il Bonelli raccolse questa specie nei rigetti del fiume Arbia presso Siena. Essa quindi abita nel Chianti.
DE RAI
Pel margine inferiore poco espanso appetto al superiore, pella sutura profonda che rende alquanto divaricato Il’ ultimo giro, nonchè per tutti gli altri caratteri, questa specie è diversa dalle altre 5 finora conosciute viventi in Francia. (Vedi Bourguignat, Catalogue des mollusques terrestres et fluv. diluv. des environs de Paris pag. 15, 1869: in Bel- grand, Le Bassin parisien aux ages préhistoriques: Pa- ladilhe, Nouvelles miscellanées malacologiques pag. 137, 1869, fasc. 4). Il Bourguignat cita parecchie Lartetia fossili che presso di noi non sono ancora state trovate.
Le specie odierne di questo genere Lartetia Bourgui- gnat, insieme coi generi Paladilivia, Moitesseria, Coelestele, Nenia rappresentano probabilmente i resti di una fauna la quale aveva maggiore estensione in Europa nelle passate epoche geologiche. Piccoli resti di questa medesima fauna sono egualmente gli odierni rappresentanti europei dei ge- neri Melanopsis, Emmericia, Litoglyphus, Melania (di Malta) Belgrandia, Glandina, Dreissena ed alcuni altri. La sup- posizione che ho fatta pei primi generi nominati può essere corroborata dalla estesa distribuzione geografica odierna di alcuni di essi, dei quali sono rimasti quà e là isolati pochi rappresentanti. Ad esempio, secondo il Bourguignat le Nenie sì trovano in Spagna ed in America, le Coelestele nell Eu- ropa occidentale, in Egitto, in Arabia e nelle Indie; le Pa- ladilhice europee pure hanno analogia soltanto con alcune forme palustri del Lago Baikal studiate recentemente dal Dybowski.
an PENNE SE
LE CONCHIGLIE PLIOCENICHE
DELLE VICINANZE DI CALTANISETTA
PER
L’ AB. GIUSEPPE BRUGNONE
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PREFAZIONE
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Sebbene io abbia da gran tempo studiato le specie vive dei molluschi siciliani sì marini che estramarini, pure mi son sempre occupato a preferenza delle specie fossili ter- ziarie della nostra isola. I dintorni di Caltanisetta mia pa- tria sono un campo discretamente ferace per la paleonto- logia, e iì ho frugato molte volte in parecchi anni, onde metter su un sufficiente materiale di fossili pel presente catalogo. Pria però di presentarlo, siccome ogni lavoro pa- leontologico non può nè deve andar disgiunto dal relativo studio stratigrafico, mi par pregio dell’ opera dir qualche cosa sui terreni, che ho visitato.
La città di Caltanisetta, non lontana dall’ antica Nissa e capoluogo della provincia del suo nome, è situata nella parte centrale della Sicilia sopra una collina poco erta ed agevole, cui quasi al Nord sta a cavaliere il Monte delle Croci, che può dirsi un seguito del Monte S. Giuliano. I principali terreni conchigliferi, che la circondano, e de’ quali
La MO e
mi sono occupato, van compresi in una stretta zona, e sono rapporto alla città: al Nord il Monte S. Giuliano, e progre- dendo un poco ad Est il Monte Croci e la sua continua- zione detta S. Anna; al Nord-Est la valle profonda o va- langhe di S. Elmo, e la discesa dello Scopatore; all’ Est i Monti Sabbucina e Capodarso; al Sud-Est il colle del Signore della città chiamato Pietracucca; al Sud il Tondo, e la di- scesa della Madonna della catena o di S. Margherita, colle loro adiacenze; al Sud-Ovest il Pantano ed il Giannettello; un po’ più all’ Ovest i Dammusi e la Portella dell’ arena; ed all’ Ovest Babbaurra. Diamo un breve dettaglio di queste località.
La collina della città alta metri 587 sul livello del mare è costituita in massima parte di sabbia gialla più o meno disgregata o cementata talvolta dal calcare, e sotto di essa qua e là di marne turchine e di argille. Non vi s’ incon- trano fossili, per quanto io ne sappia, tranne che vicino al Tondo; e per fortuna nessun deposito franoso sensibile.
Il Monte S. Giuliano alto metri 727 sul livello del mare ed il Monte Croci e S. Anna alto metri 699, guardandosi da Caltanisetta, sono sormontati da un grosso banco di sabbia e di arenaria alquanto compatta con pochissime tracce di conchiglie. Questo banco sabbionoso riposa sopra uno strato conchiglifero formato in massima parte da gusci del- l Ostrea lamellosa, Brocc., coi quali non di raro son misti esemplari del Pecten varius, L. e qualche individuo della Panopaea Faujasii, Mén. Una marna dura calcareo-sab- biosa cementa questi testacei, e lo strato, che ne risulta, percorre orizzontalmente i due monti ma con vario spessore ed andamento. Giacchè a principio nel Monte S. Giuliano è alto più d’ un metro, ma va poi, specialmente in Monte Croci e S. Anna, mano mano assottigliandosi frastagliandosi e diramandosi in tanti strati più piccoli e più o meno ri- moti tra loro. Il resto dei due monti guardato sempre da Caltanisetta, cioè quasi tutto il loro versante del. Sud è
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composto di marne sabbiose coltivabili, le quali superior- mente son disposte a larghi strati. Queste marne non sono molto scarse di conchiglie, benchè fragilissime, e le strati- ficazioni seenatamente di Monte Croci furono esplorate per tanti anni dal Priore Cassinese P. Barnaba La Via, perchè in esse abbasso esiste il Monastero dei Benedettini da lui abitato e la selva, detti amendue di S. Flavia ('). Non si osservano però nella parte inferiore di questi monti marne ed argille grigiastre! Nella base a Sud-Est di Monte S. Giu- liano e propriamente nel podere di S. Rava vicino al tor- rente, che è lungo la strada vicinale, si scavò nel 1867, anno di siccità, un pozzo, che poi si riempì. Il materiale messo fuora era una marna turchina argillosa, che conte- neva delle conchiglie. Questa località è ormai perduta. In- tanto il lungo traforo della ferrovia presso la stazione di
(1) Giova far qui alcune osservazioni. — 1.° L’ Ostrea lamellosa è una specie comunissima presso Caltanisetta. Guardandosi poi Monte S. Giu- liano dalla città, si osserva, che quell’angolo ottuso nella sinistra del suo profilo non molto distante dalla sommità è dovuto all’ ammasso di quest’ ostriche ivi esistenti, il quale ha grandemente resistito alla corro- sione delle acque piovane e agli altri agenti atmosferici. — 2.° Tra le marne sabbiose dei due monti si trovano, benchè di raro, certi depositi circoscritti, come tanti blocchi o rognoni più o meno grandi di arenaria gialla ocracea, abbondanti di conchiglie, le quali però non si possono estrarre che in frantumi. Il più grande di questi depositi, i quali saran da noi notati in altri luoghi, è quello di Monte Croci vicino la strada sottostante ad Ovest, nel quale si trova scavata una grotta. — 3.° I ter- reni sabbionosi dei due monti s’ incontrano spesso in altre contrade, di cui appresso. Or questi sabbioni vengono talvolta interrotti da strati durissimi di sabbia cementata dal calcare, strati che sono di vario spes- sore, ora semplici ed isolati ed ora addossati gli uni agli altri, ma quasi sempre internamente bluastri. Non di rado i sabbioni riposano con di- versa profondità sopra enormi banchi ed irregolari della stessa roccia siliceo-calcare. Oltre delle adiacenze di Monte S. Giuliano ne abbondano Babbaurra e contrade.vicine. Diconsi pietra forte o pietra serena o ma- cigno per la loro immensa durezza, e si usano per le fabbriche e per selciare le strade. Credo, che la loro formazione ed il colore bluastro in- terno sien dovuti al fango argilloso marino più o meno stratificato, il quale, avendoli resi impermeabili, arrestò in parte il calcare sciolto nelle acque, e fe’ cementare le sabbie.
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Caltanisetta fu praticato sotto il versante Sud-Ovest dello stesso monte, e l'immensa quantità di marne grigie, che se ne estrasse, non presentò nessun vestigio di testacei. — Non ho osservato marne ed argille, che devono sottostare alle sabbie di Monte Croci, se non sotto la Chiesa di Pie- digrotta lungo la scarpata della via consolare prima del Calvario. Ma, al pari delle marne copiose del monte anzi- detto, non vi ho incontrato nessun fossile importante. — Le marne azzurre del Monte S. Anna son quelle delle Valanghe di S. Elmo, di cui vo a parlare.
Il nome Valanghe è tratto dagli enormi scoscendimenti e precipizi, che presenta quest’ alto deposito, il quale giace sotto il pubblico stradale a piè del monte suddetto, e dista dall’ abitato mezzo chilometro circa. La sua parte superiore risulta di marne sabbiose, che fan seguito a quelle della costa dello stesso Monte S. Anna, e sono piuttosto povere di conchiglie. Ma tra queste marne s’ incontra qualche ro- gnone di arenaria ocracea e conchiglifera, come notammo nei terreni antecedenti (pag. 87 nota). Tali depositi ocracei però sono inaccessibili al naturalista, e solo può frugarsi qualche loro masso caduto dall’ alto e giacente nel basso dei burroni. Verso la metà delle scoscese alle sabbionose tengono dietro le marne bluastre, che giungono fino al basso, ove havvi un piccolo torrente. Le marne quivi vicine mi han dato una piccola quantità di specie mal conservate, uguali a quelle di Pietracucca, di cui appresso. In sul finir della valle verso Est si trova un grande ammasso di ar- gilla biancastra detta dei fulloni, priva affatto di residui organici.
Progredendo più oltre nella stessa linea Nord-Est del- l'orizzonte ma accostandosi più all’ Est, e lasciando lo stra- dale pocanzi detto là dove sorgeva l’antica chiesa della Madonna del soccorso, si entra in una via o discesa vici nale, che dalla chiesa porta alla valle dello Scopatore. Nel fondo di questa valle alta sul livello del. mare. metri
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471, scorre il torrente di Zibbili, distante da Caltanisetta due chilometri circa. Or presso a poco un terzo di chilome- tro da questo torrente si osservano marne sabbiose a sini- stra ed un piccolo sabbione tenero a destra della discesa con alquante conchiglie, che non raramente si raccolgono intere.
Il Monte Sabbucina alto metri 517 sul livello del mare comincia a chilometri 5 da Caltanisetta, e si estende sino al Fiume Salso, là dove è fabbricato il Ponte Capodarso, che dista chilometri 11 *; dalla città. La lunga sommità di questo monte, adombrando quella dei monti S. Giuliano e Croci, è formata da molti strati ben solidi di calcaria arenacea giallo-rossastra più o meno interrotti, e de’ quali i più sviluppati sono tre, che distano dalla città: il primo chilometri 6 ‘/; l’altro chilometri 8, sotto il quale è fab- bricato il casino di S. Benintende proprietario della mon- tagna; ed il terzo, che è ampiamente suddiviso in più altri, giusto alla sponda destra del fiume Salso, ove è appoggiato da un lato lo stesso Ponte Capodarso. La roccia di questi stra- tiè composta di sabbia grossolana cementata da molto cal- care unito ad ocra gialla e, secondo La Via, a sufficiente quantità di carbonato di magnesia e di allumina. Quindi sarebbe inetta all’ industria della calce, ma è acconcia alle opere d’ intaglio nei fabbricati. Vi si vedono disseminate raramente alcune conchiglie delle più grossolane e comuni del Mediterraneo, nessuna delle quali ho voluto conservare. Fan seguito a questi strati massicci le solite marne sab- biose, che son quasi prive di conchiglie. Nelle falde del monte, che guardano il Sud-Est. lungo lo stradale pubblico sì scorgono di quando in quando sotto le sabbie diversi de- positi di marne, che sono generalmente di nessun interesse paleontologico. Un solo fra questi depositi poco lontano dal detto casino offre un gran numero di sole piccole ostriche (Ostrea Sabbucine, m.): e di più vicino al ponte nel taglio dello stradale s’ incontrano alcuni straticelli conchigliacei, simili a quei del vicinissimo monte di Capodarso,
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Questo monte maestoso alto sul livello del mare metri 555 e ricco di miniere di solfo sta tutto quanto sulla sini- stra del fiume Salso, e nella sommità è formato da un alto strato di calcaria arenacea, uguale a quella del monte an- tecedente. Tale sommità offre un esteso piano inclinato da Est ad Ovest coverto di bell’ oliveto, e discende sino al si- nistro lato dell’ anzidetto ponte, formando ivi enormi strati analoghi a quelli del lato opposto del Monte Sabbucina. Or giusto sotto la roccia contigua al lato del ponte, a fior dello stradale, che vi passa di sopra, sì scoprono grossi lembi di marne oscure compatte con argille cerulee sotto- stanti, le une e le altre ricche di conchiglie. Ma disgrazia- tamente questi gusci vanno in frantumi, come si tenta estrarli dalla roccia, ed appena alcune volte dànno l’agio di riconoscerne le specie. Poco al di là del ponte nella scarpata dello stradale a sinistra si osservano altre marne bluastre, ma senza fossili.
La chiesa del Signore della città è posta sul limite Sud- Est di Caltanisetta, e, salvo che in un punto, ove è attaccata alla città, è cinta ovunque da pendii e da scoscese, che vanno sotto il nome di Pietracucca. Il loro versante Sud-Est (in fondo al quale esiste un torrente) contiene stratificazioni simili a quelle di S. Elmo, cioè sabbie, marne ed argille bluastre figuline, intercalate quest’ ultime talvolta coll’ ar- gilla dei fulloni. Le argille ed il sabbione son quasi prive di conchiglie, ma le marne argillose ne contengono alquante, sebbene generalmente in cattivo stato. Le specie di coteste conchiglie son quasi la riproduzione di quelle di S. Elmo, e mostrano anche da questo lato la precisa contemporaneità della formazione di amendue i sedimenti. |
L’ estremità australe di Caltanisetta, ove attualmente è costruito il Palazzo provinciale cioè proprio in faccia all’ in- gresso della Villa pubblica, chiamasi tuttora Tondo, perchè colà esisteva una breve discesa coronata da un belvedere o sedile semicircolare, La discesa o quel che ne resta, è
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composta dalla sommità alla base di sabbie gialle disgre- gate, sotto alle quali giace un gran deposito di marne az- zurre e di argilla figulina. Le sabbie son quasi prive di conchiglie, ma le marne ne abbondano. Questa località però attualmente è inesplorabile, perchè occupata. dal palazzo anzidetto. Dal Tondo per mezzo dello stradale, che è sotto la chiesa di S. Giuseppe, si va alla via dello Stazzone, lungo la quale si osserva un piccolo ruscello, che dopo breve tratto devia e va a perdersi al basso. Il fondo del ruscello e qualche altro punto della strada sono sabbionosi ocracei, e contengono delle conchiglie fragili al pari di quelle di simili depositi. Il burrone, ove va a perdersi il ruscello, è marnoso grigio, senz’ altro. Anche la selva dei Cappuccini, ove ultimamente fu edificata la polveriera della guarnigione, può considerarsi come una dipendenza del Tondo. Giacchè nello scavo delle sue fondamenta s' incon- trarono al di sopra nude sabbie, e al di sotto marne argillose con conchiglie uguali a quelle del Tondo.
Al Sud-Ovest del piano, che fiancheggia la Villa pub- blica, comincia una discesa d’ un terzo di chilometro circa, che arriva quasi al Bevaio nuovo. Questa chiamasi della Madonna della catena, per una chiesuola di tal nome ivi costruita in alto, ma più comunemente di S. Margherita. Tutta la discesa è di marna sabbiosa intercalata talvolta con marna azzurra, ed in singolar modo dal punto sotto la chiesa in giù abbonda di conchiglie, quasi tutte friabili ed in cattivo stato. Sul finir della discesa a sinistra e un poco più sopra a destra si osservano i soliti piccoli depositi o rognoni di duro sabbione ocraceo carichi di conchiglie, delle quali non una si può estrarre intera. Le adiacenze superiori alla discesa di S. Margherita sino alla via e con- trada della Strammella sono superiormente di marne sab- biose, e inferiormente sul finire e nello sbocco della strada di marne azzurre. Quest’ ultime di preferenza son con- chiglifere,
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Dal Bevaio nuovo se si avanza uno a Sud-Ovest, dopo una via piana di quasi un chilometro si trova alla Porta ed alla pianura del Pantano alta metri 467 sul livello del mare. Il La Via (Osserv. sopra due pezzi di difesa foss. ecc., pag. 209, 2.8 Ediz. Mulè) osservò in questa pianura non poche conchiglie; e nella stessa, ma non so in qual punto preciso, furono scavati quasi a fior di terra i due pezzi di difesa di Mastodonte, che egli descrive nella citata memoria. Io al contrario non ho potuto scoprirvi terreni conchigliacei di sorta. Però immediatamente prima di arrivare alla Porta del Pantano ho incontrato alla diritta di chi va, un alto ed alquanto lungo banco di marne sabbiose con alcuni lembi sottostanti di marne grigie, ed in ambe queste marne ho trovato poche specie e non in buone condizioni.
Tirando più oltre nella stessa direzione Sud-Ovest, dopo un poco più di 5 chilometri da Caltanisetta si giunge age- volmente al ponte del Giannettello, contrada dell’ ex-feudo di Nixima ed alta metri 415 sul livello del mare. La marna sabbiosa giallastra, che sta proprio allato ed a destra del ponte, là dove è praticata la via vicinale, sembra a prima giunta povera di avanzi organici. Ma se si esamina atten- tamente, vi si trovano molte specie di molluschi per lo più minute ed in gran parte mal condizionate. Giusto dopo il ponte nella sponda destra del torrente, la quale è tagliata a picco, sì scorgono delle marne azzurre sottostanti all’anzi- detto deposito. Contengono dei fossili, ma per essere a me inaccessibili, non ne trassi vantaggio alcuno. I contorni più o meno vicini a questo ponte non presentano che una certa copia dell’inevitabile Ostrea lamellosa e raramente qualche altra specie.
Accostandosi all’ Ovest, o meglio portandosi avanti nella ferrovia dalla stazione di Caltanisetta alla volta di S. Cataldo per due terzi di chilometro circa, si arriva ad una contra- da detta dei Dammusi. Quivi sotto il casino una volta del S. Mazza ed oggi del S. Benintende nelle due scarpate op-
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poste della trincea esiste una marna cerulea, che sta sotto ad un alto deposito di marne sabbiose. La marna cerulea è divisa in alti strati, e in essa e nei contigui lembi sab- biosi si trovano molte conchiglie, ma di rado intere, ancor- chè sieno in sito.
Facendo via nella stessa linea verso S. Cataldo, a 4 chi- lometri circa dalla stessa stazione di Caltanisetta s' incontra la Portella dell’arena, che prende il nome dagli enormi sabbioni gialli che contiene, ora quasi disgregati e sciolti ed ora alquanto coerenti. Questi sabbioni giacciono qua e là quasi a livello della ferrovia sopra marne uguali a quelle dei Dammusi. Le sabbie presentano poche bivalvi e in buono stato, le marne quasi gli stessi fossili dei Dammusi, ma in minor copia. La Portella dell’arena è vicina aila contrada di Babbaurra, e i suoi terreni sono in corrispondenza con quei della medesima.
In questa contrada di Babbaurra havvi a chilometri 4 // da Caltanisetta e contiguamente e a sinistra della via con- solare che va a S. Cataldo, havvi, io dico, un podere sab- bioso, che ora appartiene al S. Labretoigne. Ivi l’anno 1879, mentre io dimorava in patria, fu scavato un pozzo molto profondo. Nello scavo sotto un possente strato di sabbie si trovò un alto sedimento di marne e di argilla ricco di con- chiglie, specialmente a metri 17 di profondità, ove abbon- davano le marne. Le sabbie rarissimamente ne contenevano qualcuna. Questo materiale conchiglifero tra breve andrà disperso.
Son questi i depositi più o meno importanti, che ho esplorato per la compilazione del presente lavoro. La mi- nuziosità nell’esporli verrà compatita, ponendo mente, che essi saran continuamente nominati nel catalogo, e che la loro precisa indicazione potrebbe invogliare qualche mio concittadino a seguir le mie tracce. In una zona più estesa si troverebbero certamente altre località, da visitar con buon successo.
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Raccogliendo i sommari risultati sulla natura geologica dei descritti terreni può dirsi in poche parole, che essi ri- sultano di sabbie, marne sabbiose ed arenarie; di marne argillose e di argille. Al pari di quel che avviene d’ ordi- nario nel continente italiano, le sabbie e le loro modifica- zioni sono nell’ orizzonte superiore, e quasi in ognuna delle esposte località le marne argillose e le argille nell’oriz- zonte inferiore. Questi due orizzonti sedimentari sono da noi molto sviluppati; e sì litologicamente, cioè per la loro co- stituzione geologica, come paleontologicamente, vale a dire per la natura dei fossili in essi contenuti e da noi registrati nel catalogo, formano il Pliocene inferiore ed il Pliocene superiore (').
Intanto è un fatto notevole, che ciascuna località non presenta comunemente che un solo piano conchiglifero im- portante. Soltanto il Monte S. Giuliano, e potrei aggiungervi anche i Dammusi e Babbaurra, vi fanno qualche rara ecce- zione. Di tal modo appartengono al pliocene inferiore i se- dimenti conchigliferi delle località: Sabbucina, Capodarso, S. Elmo, Pietracucca, Tondo, Strammella, Dammusi, Bab- baurra: fan parte del pliocene superiore gli strati fossiliferi delle località: S. Giuliano, Croci e S. Anna, Stazzone, S. Mar- gherita, Pantano, Giannettello, Portella dell’ arena. Laonde, per evitare nel nostro catalogo le continue ripetizioni di pliocene inferiore e superiore, i nomi delle semplici loca- lità, come stanno qui scritte, aggiunti immediatamente a quei delle specie, faran conoscere l’ uno o l’ altro dei due piani pliocenici, a cui le singole specie appartengono. Le eccezioni di S. Giuliano, dei Dammusi e di Babbaurra ver- ran notate e distinte con parentesi. Per essere pure più
(') Il Dott. De Stefani (Sedim. sottomar. postplioc. ecc.) li riferisce al postpliocene, per la ragione di trovarsi in essi specie di quel periodo e a preferenza (a detta del Philippi) la Cypriza Islandica, L. La presenza di questa Cyprina sarebbe una debole prova per l’assunto, ma poi essa non si trova vicino Caltanisetta, come vedremo appresso.
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breve, ho voluto sfrondare nel catalogo i nomi locali dalle parole Monte, Ponte, Valanghe, Porta; così ad es. S. Giu- liano equivarrà a Monte S. Giuliano, e via via.
Pria di terminare la sommaria esposizione dei nostri terreni, mi par giusto fare osservare, che essi esistono nella zona solfifera di Sicilia, la quale abbonda di formazioni mioceniche. Per tal ragione quei terreni sono contigui o vicini ai miocenici superiori, i quali, come insegnano i geo- logi, si formarono negli stagni e nelle paludi salmastre e si presentano nell’ epoca attuale sotto la forma di varie rocce, come: calcare, travertino, gesso, alabastro, salgemma, rocce solfifere, e che so io. Non diciamo di vantaggio su di ciò, il volerne dire di più varcherebbe i limiti del nostro proposito.
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Facciamoci ora più da presso a tessere il catalogo. E pria di tutto quale è in generale il contenuto paleontologico dei suddetti piani? Gli esseri organizzati, che grandemente vi predominano, sono le spoglie dei molluschi. Vi sì trovano poi in sparute proporzioni i resti di alcuni Crostacei ed Echinodermi, qualche specie di Cirripedi, pochi Annelidi, alquanti Corallarii e non pochi Foraminiferi. I pesci sono rappresentati da copiosi Ictyoliti trovati da me special- mente al Giannettello e a Babbaurra, e, a detta del La Via (Geognost. osserv., 2.* ediz. Mulè, pag. 204) allorchè si scavavano le fondamenta delle mura della Villa pubblica. I raccolti da me somigliano in buona parte a quelli del postpliocene Panormitano.
Le conchiglie dei molluschi, onde mi occupo esclusiva- mente in queste pagine, sono in massima parte uguali alle viventi nei mari attuali, e due volte e mezzo maggiori di numero delle estinte. Esse inoltre sono rare in generale e soltanto un poco abbondanti, sia pel numero degli individui come per quello delle specie, alle Croci, al Giannettello e sopratutto a Babbaurra.
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In taluni banchi di marne compatte calcareo-argillose non si ottengono che concomorfiti ed impronte, cementate e conglomerate fortemente dal calcare. Nelle marne tenere e friabili la maggior parte delle conchiglie, e di preferenza le bivalvi, sono calcinate fragili e rotte; in esse un buono esemplare è una rarità. A produrre queste alterazioni e questo disfacimento ha contribuito la pressione terrestre, e sopra ogni altro il sal marino, onde abbondano le sabbie e le marne, il quale ha convertito in parte il calcare di que- sti testacei in cloruro di calcio.
È cosa degna anche di osservazione, che giammai fra le marine ho trovato alcuna specie di molluschi terrestri e di acqua dolce. Se ciò colle ulteriori ricerche sarà un fatto constatato, dimostrerà, che nessuna corrente d’acqua delle terre emerse vicine metteva capo nel mare dei nostri mol- luschi. Queste correnti sogliono trasportare conchiglie ter- restri e fluviatili nel seno dei mari; e Monte Mario presso Roma, taluni terreni subappennini della Toscana, i depositi terziarii recenti di Palermo, e che so io, non di rado ci dànno unite alle marine le conchiglie estramarine.
Adesso devo premettere poche avvertenze, pria d’ esor- dire l enumerazione dettagliata delle specie. Gli autori; che han parlato dei nostri fossili, sono il Benedettino P. Bar- naba La Via, ed il Prussiano Rodolfo Philippi. Non fo men- zione del Prof. Sebastiano Mottura, che ha enumerato al- cune poche specie plioceniche nei suoi lavori sulla zona solfifera di Sicilia; sì perchè egli non indica località, e sì perchè talune di esse non sono certamente di Caltanisetta. Or il P. La Via ne cita un certo numero quasi tutte delle Croci in due suoi lavori ristampati dal S. G. Mulè Bertolo nella bell’opera (Caltanisetta e i suoi dintorni, Caltan. 1877), della quale edizione io mi servirò sempre, citando soltanto la pagina e nulla più. I due opuscoli del La Via. sono: 1.° Geognostiche osservazioni ecc. a pag. 199; 2.° Sopra due pezzi di difesa fossili ecc. a pag. 209. Il Philippi fa
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cenno delle specie di Caltanisetta nei suoi due volumi del- l Enumeratio molluscorum Sicilia ete., allorchè alla spic- ciolata dopo le viventi fa la rassegna delle specie fossili colle loro località generali. Alla fine poi del Vol. II, pag. . 257 riporta le nostre specie da lui osservate, ma riunite a quelle di altri luoghi. Fattone lo spoglio, il loro numero ascende a 35, cifra in vero sparutissima, e che anche si deve ridurre un poco, come vedremo nel decorso del cata- logo. Le determinazioni del Philippi sono generalmente esatte e le sue denominazioni rispettate, sebbene pel pro- gresso dei lumi abbiano ricevuto in seguito grandi modifi- cazioni e cambiamenti. Me ne servirò alcune volte con pro- fitto nelle seguenti pagine. La nomenclatura però del La Via, secondo l'edizione sopradetta del Mulè, è imperfetta ed antiquata, servendosi egli quasi sempre dell’ opera del Brocchi, e non citando quasi mai i nomi degli autori. Io mì sono ingegnato nel catalogo di ridurla sempre all’attuale, ma talvolta ho dubitato dell’ esatta interpretazione di talune specie, che egli cita.
Il materiale del presente catalogo risulta delle specie, che ho raccolto quasi tutte io stesso; di alcune pochissime e comuni, che ho ricevuto in dono da qualche mio amico, cui rendo le dovute grazie; e di qualcuna, che io non ho incontrato, ma che è registrata negli opuscoli summento- vati del La Via. In verità io ho rinvenuto la massima parte delle specie, che egli indica delle Croci e di qualche altra località. Quanto a quelle, che non ho potuto constatare, mi son valso della norma, di far buon viso e dar luogo nel catalogo ad alcune esattamente interpretabili, e di non far che poco o nessun conto delle dubbie ed erronee.
Il numero dei generi e delle specie verrà dato alla. fine del catalogo. Io son sicuro, che questi numeri, massime quello delle specie, potrebbero essere accresciuti mercè l’opera di ulteriori ricerche e di nuove osservazioni. Giac- chè non son tornato mai sulle stesse località, senza che sia
Bull. della Soc. Mal. it. Vol. VI, 7
GE
incorso in qualcosa inosservata per l’innanzi. Ma se ciò accadesse, colle novelle specie, che si andassero raccoglien- do, si potrebbe fare un’ appendice a quelle, che qui com- pariranno.
Talvolta do conto nel catalogo del numero degli esem- plari da me trovati. Allorchè dico però, che la specie è in generale frequente o rara, si deve sottintendere, che io de-
sumo la sua frequenza o rarità dagli individui, che ne ho .
raccolto.
Poche specie e varietà credute da me nuove saranno descritte nel corpo del catalogo ed illustrate alla fine con figure. Sarò pertanto contentissimo, se taluno le sappia ri- durre meglio di me alle forme conosciute.
Adotto la classificazione di Woodward, che va dai mol- luschi più perfetti ai meno perfetti, e che è ricevuta oggi dai dotti con molto plauso, ma mi servo anche delle mo- dificazioni introdottevi dall’ avanzamento delle cognizioni. So, che havvi la classificazione dei SS. Carus e Gerstaecker più recente (1875) di quella di Woodward (2.* ediz. 1871); ma siccome essa non è ancora ben conosciuta nè perciò generalmente accolta, non ho curato di acquistarla, per tener dietro alle sue divisioni. Solo farò tesoro di alcuni generi più recenti di quest’ opera, che vedo oggi seguita dai SS. De Stefani e Pantanelli nel bel lavoro testè pub- blicato (Mollus. plioc. dei dintor. di Siena). Del resto son persuaso, che bisogna dare un’ importanza secondaria a qual- siasi classazione.
Darò quasi sempre i nomi delle specie senza sinoni- mi, tranne i disusati del La Via e qualcuno del Phi- lippi, i quali scrittori solamente, come ho detto avanti, sì occuparono dei nostri fossili. Ai nomi dei generi ag- giungerò quelli dei sottogeneri, ponendoli, come è uso, entro parentesi. I sottogeneri ben fondati analizzano e dilucidano le forme generiche, e presentano il progresso delle cognizioni in malacologia e paleontologia. Frattanto
iaia Leali
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io osservo, che le partizioni generiche da altri son prese per sottogeneri e da altri per altrettanti nuovi generi. In tal partito non vi ha regola*certa, che possa frenare la mente umana. Io amo meglio riguardar comunemente que- ste divisioni come sottogeneri, tranne che nella famiglia delle Pleurotomidae, ‘ove la massima parte delle sezioni, fatte non ha guari dal Bellardi, mi paion veramente tanti nuovi generi.
Dietro tuttociò, se il presente lavoretto incontrerà l'in- dulgenza delle persone colte ed intelligenti, crederò di aver raggiunto la meta dei miei voti, e di aver coronato con buon successo tante mie cure e fatiche.
CATALOGO DELLE CONCHIGLIE
Classe Gasteropoda.
Ordine Prosobranchiata. Fam. Strombidae.
STROMBUS CoRONATUS, Defr. = S. fasciatus, Brocc. (non L.), Jun. = S$. costatus, Brocc. (fide La Viae, Croci, pag. 204),
Son dolente di dovere annunziare l esistenza di questa prima specie sull’autorità altrui. Essa per altro è così di- stinta, da non potersi confondere con nessun'altra. Simili casì non si ripeteranno appresso, che rare volte.
Fam. Muricidae.
* TyPHIS FISTULOSUS, Brocc. Raro fossile di Pietracucca. Anche nel Parmigiano e nel Piacentino si raccoglie nelle sole marne grigie plioceniche.
MuUREx (RHYNOCANTHA) BRANDARIS, L., et Var. MUTICA. Il tipo spinoso a Babbaurra, la forma nodosa o Var. mu- tica al Tondo, alla Polveriera e a Babbaurra. L'una e 1’ altra
AVVERTENZA. -- Appartengono al pliocene inferiore le località con- chiglifere: Sabbucina, Capodarso, S. Elmo, Pietracucca, Tondo, Stram- mella, Dammusi, Babbaurra.
Appartengono al pliocene superiore le località conchiglifere: S. Giu- liano, Croci e S. Anna, Stazzone, S. Margherita, Pantano, Giannettello, Portella dell’arena.
Le specie e varietà precedute dal segno * sono estinte.
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— Mili
forma sono rare, e difficilmente se ne ottengono esemplari completi.
MurEX (PAYLLONOTUS) CRISTATUS, Broce., Var. INER- MIS, Phil.
A Babbaurra due individui adulti e due giovani della varietà. In uno degli adulti si osservano le tracce del co- lorito dei viventi.
* MuREXx (PHYLLONOTUS) conGLOBATUS, Micht.
S. Giuliano, S. Anna, Tondo, Polveriera, Strammella, Pantano, Dammusi, Babbaurra; comune, variabile, e vicino al M. trunculus, L.; il maggiore esemplare, che ho trovato, è del Pantano.
* MurEx (PaAyLLONOTUS) PeccHIoLIANUS, D’Anc. = M. trunculus, La Via (non L.) (Croci, pag. 203).
Croci, Polveriera, S. Margherita, Strammella. Questa specie e l’antecedente sono affini tra loro: i pochi esem- lari, che ho raccolto della presente, sono più piccoli di quei dell’ altra, hanno la spira meno elevata e le suture più superficiali.
MUREX (TROPHON) VAGINATUS, Jan. Qualche specimen giovane a Babbaurra.
MuREXx (TRoPHoN) MurIcaTUS, Mont. Meno raro dell’ antecedente. L’ ho raccolto in pochi esem- plaretti ben custoditi al Giannettello e a Babbaurra.
* MUREX (OCENEBRA) POLYMORPHUS, Brocc.
Tre buoni esemplari e pochi frammenti a Babbaurra. Se meglio si potesse esplorare questa località, son sicuro, che se ne incontrerebbero tanti altri; conciossiachè ove si pre- senta questa specie, suole abbondare in esemplari.
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MuUREX (OCENEBRA) CRATICULATUS, (Rén.) Brocc.
Nel solo Giannettello e raramente. Ho in altro luogo (Bull. Soc. Malac. Ital, Vol. III, pag. 29) citato Brocchi e non Linneo come autore della specie presente, a causa della grande difficoltà d’interpretare la forma Linneana. Ora ag- giungo, che migliori indagini han fatto ascrivere il vero Murex craticulatus, L. al genere Turbinella o a quello di Latirus: vedi (Born, Mus. Vind., pag. 319), (Lamarck, 2.4 ediz., Tom. 9, pag. 389), e (Chenu, Man. Conch., I, 1859, fig. 909). In tal caso, siccome la forma del Linneo non appar- tiene alle Muricidi, quella del (Rénier) Brocchi, che ne fa parte, può a dirittura e senza tema d’ equivoco portare la denominazione di Murex craticulatus.
MUREX (OCENEBRA) CORALLINUS, Scacc. Alquanti ‘esemplari conservatissimi e di vario sviluppo a Babbaurra.
* MUREX (OCENEBRA) SCALARIS, Brocc.
I due individui, che ne ho, sono del Giannettello e so- migliano a quei di Altavilla (plioc. super.). Nel continente italiano la specie esiste a preferenza nelle marne turchine. La forma Mediterranea, che da taluni a torto sì è confusa colla presente, è il M. (Coralliophila) Meyendorffii, Cal- cara, il cui esemplare tipico si trova nella mia collezione.
FUSUS. ROSTRATUS, Olivi. Pochi esemplari pulli e giovani a Babbaurra.
* Fusus SYRACOSIOIDES, m. (Tav. I, Fig. 1).
Due esemplari adulti e in buona conservazione, uno ai Dammusi e un altro a Babbaurra;ne possiedo altri due si- milissimi di Militello. Questa forma è affine al F. Syracu- sanus, L., ma distinta per le note: conchiglia di minor
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volume e più solida; anfratti meno angolati superiormente ; coste crasse, ed in minor numero, 12 circa (nel F. Syra- cusanus 16 circa). La mancanza di varici negli anfratti e tutti gli altri caratteri del genere Fusus, che vi si osser- vano, non permettono di rapportare al genere Murex le due specie, che testè ho paragonato.
POLLIA PLICATA, Brocc.
Specie rara di Babbaurra. Considero almanco qual sua varietà il Buccinum d’ Orbignyi Payr., tanto comune nei nostri mari.
EUTHRIA CORNEA, (Murex) L. (La Via, Croci, pag. 203). Un eccellente individuo alle Croci, e frammenti striati a Babbaurra.
Fam. Tritonidae.
TRITON NODIFERUS, Lamk. A Pietracucca qualche raro esemplare e monco.
* TRITON AFFINIS, Desh.
Fossile rarissimo di Babbaurra. Questo tritone nello stato giovane fu chiamato dal Brocchi Murex intermedius. In vero tal denominazione avrebbe il diritto di priorità, ma
LS
quella del Deshayes è stata adottata più generalmente. Fam. GCancellaridae.
* CANCELBARIA HIRTA, Brocc. = Cl. La Viae, Hoffman (La Via, Croci, pag. 203), et Var. 1, PARVA, Var. 2, oBSo- LETA, m. (Tav. I, Fig. 2).
Non è rara, e ne ho trovato esemplari ben conservati
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in varie parti, come: Croci, S. Elmo, Tondo, Polveriera, Strammella, Dammusi. Vi ho riconosciuto due varietà, che chiamo Var. parva (Tondo, Babbaurra), e Var. obsoleta (un individuo assai adulto alle Croci). La prima non ha nulla di particolare, fuorchè le dimensioni, che sono la metà circa di quelle degli esemplari ordinari. La Var. obsoleta si scosta dalla forma comune pei caratteri: Conchiglia grande, ovato- allungata, lunga mm. 50, larga mm. 26, poco aspra: an fratti molto convessi ed obliqui, col canale alle suture stretto: coste trasversali crasse, ottuse; coste longitudinali numerose, quasi distanti tra loro quanto le trasverse; punte scagliose poco irte e quasi obliterate nella interse- zione delle coste: ombelico quasi chiuso. Questa è l’ unica cancellaria dei nostri depositi, e mi è parso più sicuro chia- marla ©. hirta, anzichè C. nodulosa, Lamk., come pretende il Bellardi. Il Prof. Federico Hoffman, avendola creduta una specie inedita, dedicolla alla memoria del suo amico La Via.
Fam. Buccinidae.
NASSA SEMISTRIATA, Brocc., et VARIETATES.
Una delle specie plioceniche più comuni, che da noi può raccogliersi specialmente nelle marne azzurre. Ho trovato la forma tipica del Brocchi a S. Giuliano (plioc. infer.), S. Elmo, Pietracucca, Dammusi e raramente a Babbaurra: la Var. integrostriata, Sism. a Capodarso, Tondo, Giannet- tello e copiosamente a Babbaurra: una Var. nana nella stessa Babbaurra: ed una varietà rara a S. Giuliano (plioc. infer.), che chiamo plicata; perchè è caratterizzata da co- stoline o pieghe oblique nella parte superiore degli an- fratti, quasi obliterate nel dorso dell’ ultimo, ma ben pro- nunziate vicino il risalto del labbro destro, ed ivi estese sino alla base.
NASSA MUTABILIS, (Buccinum) L. (La Via, S. Elmo, pag. 202).
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Pochi esemplari al Tondo, un solo allo Scopatore ed un altro a Babbaurra, tutti in buona conservazione. Quello dello Scopatore, richiama l'idea della N. conglobatissima, P. Da Costa, per essere molto sviluppato, ed avere una for- ma assai obliqua, ed una spira alquanto allungata.
NASSA RETICULATA, L.
Rara a Pietracucca e a Babbaurra. Tutti gli esemplari pliocenici di questa specie, che conservo, sì di questi che di altri punti di Sicilia e del continente, hanno la spira più corta di quella dei viventi, e perciò una forma ovale più rigonfia e tozza.
NASSA INCRASSATA, Mull. Non frequente al Giannettello e non rara a Babbaurra; è difficile però a trovarsi in esemplari completi.
NASSA PYGMAEA, Lamk.
Due esemplari intatti delle Croci e altri due pure intatti di Babbaurra convengono in tutto coi recenti di questa spe- cie e coì fossili della medesima, che possiedo di Militello, chiamati dal Philippi Buccinum granulatum.
NASSA PRISMATICA, Brocc.
Rappresentata da un esemplare perfetto e da un altro leso di Babbaurra. Questa forma pliocenica è stata identi- ficata non di raro colla N. limata, Chemn. Ma se quest’ ul- tima è quella, che oggi vive con qualche abbondanza nel Mediterraneo, e che si raccoglie copiosamente nel postplio- cene di Palermo, allora essa mi pare non poco diversa dalla pliocenica N. prismatica, Brocc. sì nella forma che nella scultura. Di questa Nassa del Brocchi non si è trovato nel
Mediterraneo che qualche rarissimo esemplare.
* NASSA CLATHRATA, Born. L' ho incontrata in sufficiente numero di buoni esemplari
— 106 — nel luoghi: Croci, Capodarso, S. Elmo, Pantano, Babbaurra. Il Philippi (Enum. etc., Vol. I, pag. 226, et Vol. II, pag. 191 et 258) prese tali esemplari pel Buccinum serratum, Broce. Però sotto un tal nome non intese egli la vera specie del Brocchi, sibbene la Nassa dastecostata, m. (ms.), tanto fre- quente nel Palermitano e non esistente vicino Caltanisetta.
* NASSA SERRATICOSTA, Bronn.
Scarsi esemplari a Babbaurra identici a quei del Paler- mitano. La specie si ritiene da molti essere uguale al Buc- cinum pusillum, Phil., abbondantissimo presso Palermo, dove sono gli esemplari tipici della forma del Philippi. Io ho seguito il loro esempio, ma non con piena sicurezza; perchè se non altro la figura data dall’ Hornes della specie del Bronn, uguale secondo lui a quella del Philippi, (Die foss.
etc. von Wien, I Bd. Taf. 12, f. 15 a-c); non'fcorrispondeb
al suddetti esemplari.
* NASSA PLANISTRIA, m. (Tav. I, Fig. 3).
Ne ho trovato due esemplari allo Scopatore uguali ai molti, che ne ho di Altavilla, ed’ eccone i caratteri: Con- chiglia piccola, ovato-conica, lunga nell’ esemplare figu- rato mm. T */,, larga mm. 4 '/,;, finissimamente striata per lungo sotto il microscopio: anfratti per lo più $, poco convessi, e con suture poco profonde, i primi 3 lisci, gli altri costati longitudinalmente e striati trasversalmente; coste o pieghe più o meno sottili, rette negli anfratti della spira, spesso flessuose verso la base dell’ ultimo, rotondate, di raro varicose, 14-16 nell'ultimo giro, con intervalli assai più larghi; strie o cingoli trasversi piatti, perlati nel- l intersezione colle coste, ora più stretti ora uguali ai loro interstizi, 10 circa nell’ ultimo anfratto, 6 circa nel pe- nultimo: apertura ovato-rotondata, superiormente ango- lata; canaletto largo; labbro destro esternamente ingros- sato, internamente solcato; labbro sinistro tenue, liscio,
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concavo. Ho ricevuto questa specie da vari corrispondenti del continente sempre sotto il nome di N. serraticosta Bronn. Il Seguenza anche la ritiene per una modificazione di que- st ultima.
* Nassa Lripassu, De Stef. et Pantan.
A Capodarso due esemplaretti uguali ai numerosi, che conservo di Altavilla. Presentai anni fa quest’ ultimi esem- plari al Doderlein, ed ei vi riconobbe subito la sua N. to- mentosa. Avendoli anch'io paragonati con quelli della sua raccolta, che portano un tal nome, li trovai identici ad essi. La denominazione però del Doderlein è di semplice catalogo.
NASSA COSTULATA, Rén. = Buccinum Cuvieri, Payr. Un esemplare adulto ed un altro giovane trovati a Bab- baurra sono similissimi ai viventi di questa specie.
* NASSA ANGULATA, Brocc., Var. SCABRELLA, M.
Croci, Capodarso, Giannettello, Babbaurra; piuttosto fre- quente ed in esemplari di tutte l’età e di sufficiente conser- vazione, come quelli, che si raccolgono in Altavilla. La for- ma presente concorda nell’ insieme colla descrizione e colla figura del Brocchi (T. XV, fig. 18), ha però l'apice acuto, le coste più sottili, e le strie o cingoletti trasversi meno continui e meno addensati di quelli, che si vedono nella citata figura; dai quali caratteri ne risulta una superficie più ruvida. Non so piegarmi all’ opinione del Philippi (Enumer. etc. Vol. I, pag. 221) nel riguardare la N. angu- lata come la Var. 8 media del suo Buccinum variabile = N. costulata Rén.; poichè, a tacere di varie altre diffe- renze, nella forma del Philippi il labbretto o labbro sini- stro è sempre disteso e adnato, e in quella del Brocchi è distinto e limitato.
* NASSA MINUTISSIMA, m. (Tav. I, Fig. 4). Specie piuttosto ovvia al Giannettello e di preferenza a
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Babbaurra. I suoi caratteri sono: Conchiglia assai piccola, lunga nell’esemplare figurato mm. 5, larga mm. 2 */, di for- ma ovale alquanto acuta: anfratti 6-7, i primi 3 embrionali lisci, gli altri poco convessi, costati per lungo e striati per traverso; coste parallele all'asse della conchiglia, elevate grossette, ottuse, spesso più strette dei loro intervalli, qual- cuna tra esse varicosa, 10-12 circa nell’ ultimo giro; strie 0 cingoletti piatti con piccoli intervalli attraversanti le co- ste, 5 circa nel penultimo anfratto: apertura ovale, supe- riormente angolata e talvolta sottilmente uniplicata; labbro destro al di fuori varicoso, al di dentro con 5 denti circa; labbretto o labbro sinistro liscio, distinto, non disteso € adnato. Principalmente questi ultimi caratteri del labbretto, come ho fatto osservare nella specie precedente, distinguono la N. minutissima dalla N. costulata, Rén.
Nassa (EIONE) GIBBOSULA, L. = Buccinum gibbosum, La Via (Croci, pag. 203).
Ne ho raccolto interpellatamente in diversi anni parecchi individui conservatissimi nel Tondo e nelle adiacenze supe- riori di S. Margherita. Ora però son difficilissimi a procu- rarsi, perchè quei luoghi sono stati trasformati dalla mano dell’ uomo.
* RINGICULA BUCCINEA, Brocc.
AI Giannettello molti esemplari di media grandezza, ed ivi e allo Scopatore altri più piccoli. Pare, che non esista allo stato vivente, e quella, che da taluni si è creduta tale, si è la A. auriculata, Mén. non rara a trovarsi nel postplio- cene di Palermo.
* RIincIicuLa BroccHI, See. = Voluta buccinata, La Via (non Rén.) (Croci, pag. 203), et Var. = R. GAUDRYANA, Mor],
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La specie alle Croci, Capodarso e Babbaurra; la varietà a S. Giuliano (plioc. infer.), Croci, Giannettello e Babbaurra. Vi ha, chi considera con esagerazione la R. Gaudriana qual sinonima della AR. duccinea, Brocc.
COLUMBELLA (MITRELLA) SCRIPTA, L. . Specie rara al Giannettello, avendone ivi trovato un solo individuo.
COLUMBELLA (MITRELLA) MINOR, Scacc. Meno rara dell’ antecedente al Giannettello e a Babbaurra.
Fam. Gassidae.
CaAssIis CRUMENA, Brug. = Buccinum plicatum, Brocc. - (non L.) (fide La Viae, Croci, pag. 203).
Giammai ho trovato questa specie nei nostri depositi. Essa non è rara altrove nel pliocene, ed è così caratteri- stica, che non può cader nessun dubbio su qualche equivoco del La Via. Secondo il Reeve vive tuttora nelle Indie occi- dentali.
CAssis sAaBURON, Brug., * Var. = C. LARVIGATA, Defr. = Buccinum areola, Brocc. (non L.) (La Via, Croci, pag. 208).
Frammenti ed un bell’ esemplare nelle stesse stratifica- zioni delle Croci. Pare, che sia certa l’ identificazione del Buccinum areola, Brocc. (non E.) colla GC. laevigata, Defr. Di più non vi sono valide ragioni di credere indipendente questa forma dalla C. saburon, e di elevarla ad una specie particolare. Essa sembra essere estinta.
CASSIDARIA ECHINOPHORA, L., et Var. = Buccinum Tyr- rhenum, (L.) Brocc. (non Chemn.) (La Via, Croci, pag. 203).
adi Le forme echinate al Tondo al Giannettello e a Bab- baurra; la varietà grande e mutica, secondo il La Via, alle Croci. — Il Buccinum Tyrrhenum, (L.) Brocc. corrisponde a questa varietà (Vedi Bonann., Recreat. etc., 3, fig. 160, citata dal Brocchi), varietà, che è ben diversa dalla C. Tyr- rhena, (Bucc.) Chemn., dietro gli schiarimenti del Tiberi.
Fam. Gonidae.
Conus MEDITERRANEUS, Brug. (La Via, Croci, pag. 203). Io soltanto ne ho tratto pochi individui giovani dalle marne di Babbaurra.
* CONUS ANTEDILUVIANUS, Brug. (La Via, Croci, pag. 203).
Un esemplare giovane nella stessa località delle Croci.
N. B. Il La Via nella medesima pagina 203 indica anche delle Croci il C. ponderosus, Brocc. Ma questa specie è alquanto equivoca, e fa nascere dei dubbi sulla esattezza del La Via.
Fam. Pleurotomidae.
* PLEUROTOMA ROTATA, Brocc. Non è rara a Pietracucca, ma gli esemplari sono diffi- cili a trovarsi completi.
* SURCULA DIMIDIATA, Brocc. ‘ Individui scarsi e non molto sviluppati a Pietracucca e a Babbaurra.
* GENOTA CRAVERI, Bell. Un esemplare mutilato a Babbaurra.
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* DRrILLIA BeLLARDI, Desm.
Quello, che ho trovato a Pietracucca, è uguale agli esem- plari di questa specie ricevuti dal Bellardi, e provenienti da S. Agata nel Piemonte (mioc. super.).
* DRILLIA SEJUNCTA, Bell., et Var. oPIMA, m. (Tav.I, Fig. 5).
Così il tipo che la varietà si trovano, benchè raramente, a Babbaurra. Le note differenziali della varietà sono: Con- chiglia più tumida, più solida; anfratti appiattiti, conti- nui, con suture superficiali; coste longitudinali più corte, più ottuse, nodiformi; strie trasverse più sottili.
* DRILLIA SIGMOIDEA, Bronn. Pochi esemplari nel pliocene inferiore di S. Giuliano.
* BELA BUCCINIFORMIS, Bell.
Meno rara a Babbaurra di quel che al Giannettello. Gli esemplari Nisseni concordano con quei pochi, che ho di Monte Mario. Esiste anche questa specie ad Altavilla. Or col confronto degli esemplari di tutte queste località ho os- servato, che le strie finissime, che cingono gli anfratti, son molto variabili; e che in certi individui alcune più elevate delle altre e piatte sono di un color rosso oscuro. Un esem- plare del Giannettello è quasi al doppio più grande degli ordinari.
LACHESIS BRUNNEA, Donov., et Var. SUBMAMILLATA. Così la specie che la varietà a Babbaurra in pochi esem- plari.
* LACHESIS RETIFERA, m. (Tav. I, Fig. 6). Fondo questa specie sopra un esemplare d’ una rara scul- tura e conservatissimo, che ho trovato al Giannettello, e che
— 112 — presenta i caratteri: Conchiglia minuta, ovato-turrita, con apice ottuso e levigato, lunga mm. 6'/,, larga mm. 2 ‘/,: anfratti 7, leggermente convessi, separati da suture poco profonde, sottilmente reticolati: reticolo formato da linee poco elevate o costicine longitudinali e spirali, le une e le altre uguali tra loro ed ai loro intervalli, perlate nel loro incrociamento e formanti tante piccole areole inca- vate e quadrate come le maglie d’ una rete; linee longi- tudinali rette, esistenti dalla seconda metà del primo giro, 24 nell’ ultimo, quasi mancanti nella coda; linee spirali 0 trasverse protratte dal secondo giro sino a tutta la coda, 15 nell’ ultimo giro, 5 nel penultimo, 3 negli altri: aper- tura rotondata, coda cortissima, columella contorta; lab- bro destro acuto, internamente munito di 5 pieghe gros- sette, che cominciano sopra il canaletto ma non arrivano in alto; labbro sinistro tenue, distinto e continuo col destro.
CLATHURELLA EMARGINATA, Donov. = Murex oblongus, (Rén.) Brocc. (La Via, senza precisa località, pag. 202).
Rara al Giannettello ma non così rara a Babbaurra. Il Murex oblongus, che il La Via cita senza nome di autore, son sicuro, che non è la specie del Brocchi figurata (T. VIIL
fi. 5). = Drillia Brocchi, Bon., e nemmeno la corrispon-
dente descritta dallo stesso Brocchi = Drillia Allionii, Bell., ma bensì il Murex oblongus, Var., (Rén.) Brocc. (T. IX, fig. 19), che corrisponde alla Clathurella di sopra.
HOMOTOMA RETICULATA, (Rén.) Brocc. Tre esemplari a Babbaurra.
HoMoTOMA LINEARIS, Mont. Esemplari discretamente custoditi, rari alle Croci, non rari a Babbaurra.
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Homoroma CoRrDIERI, Payr., Var. = PLEUROTOMA ECHI- NATA, Calcara.
Un buono specimen di Babbaurra è similissimo ai recenti di questa varietà, che il Monterosato chiama minor va- riegata.
MANGELIA BERTRANDI, Payr., Var. = PLEUROTOMA CAE- RULANS, Phil.
A Babbaurra un solo esemplare in buono stato della var. caerulans. I signori De Stefani e Pantanelli l han trovata pure nel Senese, ed il Cocconi la riporta ancora di Ca- stell’ Arquato.
MANGELIA COSTATA, Donov., Var. COARCTATA, Forb.
Alquanti esemplari al Giannettello e a Babbaurra. La forma fossile presente è uguale alla Mediterranea, non rara nel pliocene di Sicilia, e comunemente ben conservata per la sua solidità.
MANGELIA RUGULOSA, Phil., et * Var. SUBLAEVIS, m. (Tav. I, Fig. 7).
Tanto il tipo che la varietà sono di Babbaurra. La va- rietà discorda dal tipo pe’ segni: Conchiglia più ristretta e più svelta; anfratti non angolati al di sopra e perciò quasi piani; suture superficiali; coste longitudinali roton- date; strie e lineette elevate trasversali quasi obliterate.
MANGELIA CLATHRATA, De Serr. Tre esemplari a Babbaurra.
* MANGELIA SCABRIUSCULA, Brugn. Due esemplaretti anche a Babbaurra.
* MANGELIA ANGUSTA, Jan, Var. PUMILA, m. Rarissimo fossile pure di Babbaurra, con dimensioni sen- Bull. della Soc. Mal. It. Vol. VI, 8
— 114 — sibilmente più piccole di quelle degli individui ordinari di questa specie.
* MANGELIA AGILIS, m. (Tav. I, Fig. 8).
È un solo l'esemplare trovato alle Croci, su cui ho sta- bilito questa specie, ma esso è così distinto, che mi parve valerne la pena di qui segnalarlo co’ seguenti caratteri principali: Conchiglia fusiforme-turrita, snella, lunga MM. 6, larga mm. 2: anfratti $ convessi, regolarmente cre- scenti: costicine longitudinali sottili, 11 nell’ ultimo giro: strie spirali finissime, numerosissime in tutta la superficie: apertura allungata, più corta della spira; labbro destro tenue; labbro sinistro tenvissimo: coda poco distinta. La
figura farà conoscere questa forma meglio delle parole.
RAPHITOMA BRACHYSTOMA, Phil., Var. 1 = PLEUROTOMA GRANULIFERA, Brugn., Var. 2 = PLEUROTOMA MINIMA, Brugn.
S. Giuliano (plioc. infer.), Croci, Capodarso, Giannettello, Babbaurra. Il tipo della specie sì recente che fossile, come lo presenta il Philippi, è rarissimo, e non mi è stato offerto da nessuno di questi strati. Al contrario vi è comune la var. granulifera, e di preferenza al Giannettello e a Bab- baurra. Della var. minima, che è ancora rara, ho trovato un solo esemplaretto tra gli altri della varietà anzidetta.
* RAPHITOMA NODULOSA, m. (Tav. I, Fio. 9).
A Babbaurra tre esemplari. — Conchiglia fusiforme-tur= rita, lunga nell’ esemplare figurato mm. 6 '/, larga mm. 3; anfratti 9, convessi, i primi 3 embrionali lisci, gli altri marginati superiormente, costati per lungo, striati per traverso; coste nodiformi, uguali ai loro intervalli, evane- scenti al di sopra, 8-9 nell’ ultimo giro; strie e lineette elevate trasverse, apertura, labbro e coda a un dipresso come nella var. granulifera della specie antecedente. La
— lib — forma in discorso sebbene sia alquanto affine alla R. bra- chystoma, Phil., ne differisce non poco, per gli anfratti ro- tondati, per le coste crasse, ottuse, quasi nodose, ecc.
RAPHITOMA TURGIDA, Forb.
Croci, Giannettello, Babbaurra; ovunque un discreto nu- mero di esemplari per lo più attenuati e gracili. Qualcuno di essi ha le coste rare, oblique, continue; e qualche altro le ha non solo oblique, ma sottili, e protratte alla sutura inferiore; ha di più una costa vicinissima al labbro, da si- mulare una Mangelia.
RAPHITOMA ATTENUATA, Mont.
Un esemplare allo Scopatore ed un altro a Babbaurra. Io son d’ avviso, che una buona parte degli esemplari fos- sili, che diversi autori han voluto ascrivere alla specie pre- sente, appartengano piuttosto alla susseguente o a qualche altra forma affine.
* RAPHITOMA PAYRAUDEAUI, Desh.
Pochi esemplari lesi a S. Giuliano (plioc. infer.) e a Bab- baurra. Principalmente per seguir l’uso comune, adotto per questa specie la denominazione del Deshayes, e non l’ante- riore del Bronn (Fusus pentagonus).
* RAPHITOMA TENUICOSTA, Brugn., Var. TUMIDULA, m. Un solo specimen di Babbaurra differisce dai tipici dei Ficarazzi per la forma un po’ rigonfia.
* RAPHITOMA HARPULOIDES, Brugn., et Var. ROTUNDI- GYRA, mM.
Un mediocre numero di esemplari del tipo a S. Giuliano (plioc. infer.), Giannettello e Babbaurra. La varietà è sola- mente del Giannettello e di Babbaurra, e trovasi pure, ma più sviluppata, ad Altavilla. Essa differisce unicamente dal
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tipo per le coste e pe’ giri punto o appena angolati supe- riormente, il che fa svanire o diminuisce la forma gradata della specie.
* RAPHITOMA MEGASTOMA, Brugn. Rara a S. Giuliano (plioc. infer.).
Fam. Volutidae.
MirRrA EBENUS Lamk., Var. 1 = VoLur: PelcATuES Brocc. (La Via, Croci, pag. 203), Var. 2, DENSECOSTATA, M.
Tre esemplari della prima varietà ed alquanti della se- conda, tutti di Babbaurra. La seconda varietà è di una pic- cola taglia, di quella presso a poco della M. tricolor, Gm., ed ha tutte le evoluzioni guarnite di numerose coste.
Non voglio omettere di far noto, che un dilettante di conchiglie nativo di Caltanisetta mi disse ivi una volta, di aver trovato egli a Pietracucca una specie grande di Mitra, che gli fu definita dal Prof. Gemmellaro f. per la M. zonata, Marryat.
MARGINELLA (GIBBERULA) MILIARIA, L., Var. INFLATA, m.
Questa varietà è della sola Babbaurra, non molto rara, e diversa dalla forma recente comune pei caratteri: Con- chiglia alquanto più piccola, obovata non allungata; ulti- mo anfratto superiormente più rigonfio in proporzione; spira non appiattita e non appena distinta, come nella specie, ma un tantino rilevata e ben pronunziata. Non so, se questa varietà sia estinta.
MARGINELLA (GRANULA) CLANDESTINA, Brocc. Specie rara alle Croci.
Fam. Gypraeidae.
TrIvIA EuroPEA, Mont. Molto rara allo Scopatore.
Li
* TRIVIA AFFINIS, Duj. Due buoni esemplari e diversi frammenti a Babbaurra.
Fam. Naticidae.
NATICA MILLEPUNCTATA, Lamk. Specie non abbondante nelle località: S. Giuliano, Pie- tracucca, Tondo, Polveriera, S. Margherita.
* NATICA TIGRINA, Defr.
S. Giuliano (amendue i piani), Croci, S. Anna, Scopatore, Capodarso, S. Elmo, Strammella, Pantano, Dammusi, Bab- baurra (frequente). — Gli autori han riguardato questa forma fossile ora come una buona specie, ed ora come una varietà dell’ antecedente N. millepunctata, Lamk. Io sono dell’ opinione dei primi; giacchè, oltre il bel carattere delle macchie caratteristiche, che si scorgono chiaramente negli esemplari perfetti, mi fan non poco peso gli altri seguenti, che metto in confronto con quelli della specie del Lamarck: apertura più dilatata; margine del labbro sinistro meno fiessuoso e quasi retto; ombelico più aperto, con callo più ristretto; opercolo (Tav. I, Fig. 10) più allungato, non al- quanto concavo esternamente, come l' altro, ma piano o ir- regolarmente protuberante, cinto nella stessa faccia lungo il margine convesso da due sole lamine robuste, non tra- mezzate nè seguite da tante altre laminette minori, come nell'altro (Tav. I, Fig. 11).
NATICA (LUNATIA) FUSCA, De BI. Capodarso, Tondo, Pietracucca; non frequente.
* NATICA (LUNATIA) TECTULA, Bon.
Croci, Capodarso, Giannettello e Babbaurra; a preferenza nelle due ultime località, e spesso in giovani individui. Gli adulti sono uguali a quei d’ Altavilla, e a quei della colle-
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zione Doderlein segnati coll’ anzidetta denominazione. Ho riferito questa specie al sottogenere (Lunatia), per la forma analoga, che ha colle altre, che vi appartengono.
NATICA (NEVERITA) JOSEPHINIA, Risso, et Var. ELATA m.
Il tipo alle Croci e a Babbaurra in pochi esemplari, e la varietà anche a Babbaurra in un solo specimen molto sviluppato, rotondato ed alto.
N. B. Non so, a quale specie di Natica si possa riferire la Nerita fulminea, La Via (non L., Gm.) (Croci, pag. 203).
Fam. Pyramidellidae.
OBELISCUS PLICOSUS, (Pyramidella) Bronn. Un mediocre numero d’ individui a S. Giuliano (plioc. infer.), al Giannettello e a Babbaurra.
ODOSTOMIA CONOIDEA, Brocc., et Var. = OVATELLA P0- TIRA Bivuipi
Gli esemplari della specie a S. Giuliano (plioc. infer.), Capodarso, Giannettello e Babbaurra; quei della varietà alle Croci, Giannettello e Babbaurra. La specie fossile è sempre più rara della varietà, la vivente è rarissima.
ODOSTOMIA PALLIDA, Mont. A Babbaurra molto rara.
* ODOSTOMIA BASISTRIATA, m. (Tav. I, Fig. 12).
Questo rarissimo fossiletto delle Croci nella forma ge- nerale si avvicina ad una piccola Od. conoîdea, Broce., ma ne va distinta per le note: Conchiglia in proporzione più stretta e più acuta; base non angolata e cinta da 4 strie impresse, che cominciano all’ angolo superiore dell’ aper- tura; ombelico distinto.
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ODOSTOMIA (PYRGULINA) EXCAVATA, Phil. Due buoni esemplari al Giannettello.
ODOSTOMIA (PYRGULINA) TEREBELLUM, Phil. Ne ho tre esemplari di Babbaurra, simili ai tipici del Palermitano.
ODOSTOMIA (TURBONILLA) ELEGANTISSIMA, Mont. = Turbo plicatulus, La Via (non Broce.) (Croci, pag. 203).
Croci, Scopatore, Giannettello, Babbaurra; sempre. scarsi e mutilati esemplari.
ODOSTOMIA (TURBONILLA) RUFA, Phil., et Var. = CHEMNI- TZIA DENSECOSTATA, Phil.
La specie alle Croci e a Babbaurra; della varietà due esemplari allo Scopatore ed uno a Babbaurra.
OpostOMIA (EULIMELLA) SCILLA, Scacc. Non rara al Giannettello e a Babbaurra.
OposTOMIA (EULIMELLA) ACICULA, Phil. Piuttosto rara a Babbaurra.
EULIMA POLITA, L.
Croci, Capodarso, Babbaurra. In quest’ ultima ho trovato esemplari più sviluppati e meno rari di quel che nelle altre località.
KEuLima PHILIPPI, Rayn., V. den Eck. et Pon. = £. di- storta, auct.
Rarissima specie del solo Giannettello, sparsa abbondan- temente nei nostri mari.
EULIMA (LEIOSTRACA) SUBULATA, Donov. S. Giuliano (plioc. infer.), Croci, Giannettello, Babbaurra; non rara.
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EULIMA (LEIOSTRACA) BILINEATA, Ald.
Tre esemplari a S. Giuliano (plioc. infer.) Le due lineette rufe dell’ ultimo giro non si osservano che raramente nei fossili di questa specie; però la conformazione speciale del- l'apertura e la leggerissima convessità degli anfratti la fan distinguere dalle altre simili.
* EuLIMoPSsIs CARMELAE, (Eulima) Brugn. (Miscell. ma- Jac pas: ioN6)ì
Un discreto numero di esemplari al Giannettello e a Bab- baurra. Essi hanno tutta la superficie levigata, tranne la base, e sono un po’ più piccoli di quei di Altavilla, sui quali fu fondata la specie. Un solo esemplare -di Orciano, che ho acquistato non ha guari, ha tutti gli anfratti striati; e que- sto potrebbe dar luogo ad una varietà undiquestriata. In- tanto se prima io riferiva con esitazione la specie presente al genere Eulima, ora mi son determinato a cambiarlo, in grazia della forma della conchiglia, delle suture distinte, delle strie della base e di tutte le evoluzioni nella varietà, ecc. Però non conoscendo nessun genere, che vi si possa in qualche modo adattare, ho formato io stesso almeno provvisoriamente quel di Eulimopsis, di cui ecco la frase: Testa parva, fusiformi-turrita, subacuta, basi striata; an- fractibus parum convexis, ultimo spira longiore, suturis superficialibus; apertura ovato-rhombea, labro dextero sinuoso, peristomate continuo, columella contorta.
NISO EBURNEA, Risso.
In parecchi punti: S. Giuliano, Croci, Pietracucca, Gian- nettello, Babbaurra; sempre in scarso numero di esemplari, e di piccole dimensioni.
= — Fam. CGerithiadae.
CERITHIUM vuLGcATUM, Brug. = Murex aluco, La Via (non L.) (Croci, pag. 203) = Murea alucoides, Olivi (La Via, pag. 203).
L’ ho trovato alle Croci, a S. Anna, allo Scopatore e a Babbaurra.
CERITHIOLUM ScaBRUM, (Murex) Olivi (La Via, Croci, pag. 203). Capodarso, Giannettello, Babbaurra (comune).
CERITHIOLUM PUSILLUM, Jeffr. Specie copiosa ovunque esista; Croci, Giannettello, Bab- baurra.
TRIFORIS PERVERSA, L, = Cerithium radula, (Murex) Olivi (non L.) (La Via, Croci, pag. 203).
Al Giannettello e di preferenza a Babbaurra. — I signori De Stefani e Pantanelli adottano per questa specie il nome generico Monophorus del sig. Granata Grillo (1877). Ma costui con tal voce volea significare soltanto un sottogenere di Triforis per la presente specie, e non già sostituirlo al nome stesso Triforis, usato sinora generalmente.
CERITHIOPSIS TUBERCULARIS, Mont. Alle Croci e al Giannettello rara, a Babbaurra comune.
Fam. Chenopidae.
CHENOPUS PES-PELECANI, (Strombus) L. (La Via, Croci, pag. 204).
— 122 —
Croci, Pietracucca, Giannettello, Babbaurra; esemplari di vario sviluppo, in nessun luogo frequenti, e raramente completi.
* CHENOPUS UTTINGERIANUS Risso (1826) = Ch. pes-gra- culi, Bronn (1827).
Capodarso, Pietracucca, Dammusi, Babbaurra; esemplari più scarsi degli antecedenti e sempre mutilati.
Fam. Turritellidae.
TURRITELLA TRICARINATA, Brocc. = Turbo terebra, La Via (non Brocc. nec L.) (Croci, pag. 203).
Specie comune in molti punti: Croci, Capodarso, Staz- zone, S. Margherita, Giannettello e Babbaurra a preferenza.
TURRITELLA BREVIATA, m. = 7. triplicata, Phil: et nonnull. auct. (non Brocc.). '
Un buono esemplare alle Croci uguale a quelli del Pa- lermitano, e tutti uguali ai viventi di questa forma. — La specie recente e fossile, che il Philippi descrisse come T. triplicata, Brocc. (Enumer. etc., I, pag. 190, et II, pag. 160), non è certamente la Brocchiana, ma un’ altra ben distinta, che ho chiamato per ora T. breviata. Essa relativamente alla specie del Brocchi è più tenue, con le suture meno profonde, con gli anfratti meno convessi, diversamente scolpiti e crescenti rapidamente, perciò d'una statura assai più corta sopra una base un tantino più stretta. Se la deno- minazione di 7. tricostalis, Mac Andr. risponde alla specie presente, convien preferirla, come anteriore, alla nostra di T. breviata. Non son d'accordo però coi signori De Stefani e Pantanelli, che vogliono riferire gli esemplari, di cui si parla, alla 7. vermicularis, Brocc.
* TURRITELLA TORNATA, Brocc. S. Giuliano, Croci, Pietracucca, Giannettello, Babbaurra; ovunque esemplari non scarsi, ma sempre guasti.
— 123 —
* TURRITELLA VERMICULARIS, Brocc. Croci, Sabbucina, Giannettello, Babbaurra; esemplari co- me gli antecedenti.
TURRITELLA SUBANGULATA, Brocc.
Capodarso, S. Elmo, Pietracucca, Giannettello, Babbaurra; gli esemplari più frequenti a Pietracucca, ma ovunque quei di sufficiente conservazione son rari. Con molta probabilità questa specie è tuttora vivente nel Mediterraneo.
Fam. Gaecidae.
CAECUM TRACHEA, Mont.
Ho trovato questa sola specie di Caecum alle Croci, al Giannettello e a Babbaurra e in un numero discreto d’ indi- vidui ben conservati.
Fam. Vermetidae.
VERMETUS ARENARIUS, (L.) auct. = Serpula arenacea, La Via, (Croci, pag. 203), et Var. DENTIFERA, Doder.
La specie alle Croci e alla Polveriera, un frammento della varietà a Babbaurra.
VERMETUS SEMISURRECTUS, Biv. p.
Ho riferito a questa specie due esemplari monchi di Bab- baurra, perchè simili ai viventi della medesima e a quelli di Monte Pellegrino.
* VERMETUS INTORTUS, Lamk. = Serpula glomerata, La Via (non L.? Brocc.) (Croci, pag. 203).
S. Giuliano, Croci, S. Elmo, e con qualche frequenza a Pietracucca.
Fam. Scalaridae.
SCALARIA COMMUNIS, Lamk. A Babbaurra rara.
— 124 —
SCALARIA TURTONAE, Turt., Var. = S. teNUICOSTA, Mich. Croci, Giannettello, Babbaurra; la sola varietà uguale alla vivente comune, e in esemplari di poco sviluppo.
SCALARIA PSEUDOSCALARIS, Brocc. Specie rarissima a Babbaurra.
SCALARIA PULCHELLA, Biv. p. Un grazioso esemplare giovane del Giannettello è molto analogo ai recenti dello stesso sviluppo dei mari di Sicilia.
* SCALARIA SUBTREVELIANA, m. (Tav. I, Fig. 13).
Un esemplare a S. Giuliano (plioc. infer.) ed un altro al Giannettello. Ne ho pure due di Orciano e non pochi di Altavilla. Questa forma si diparte dalla S. Treveliana, Leach, per avere: un guscio più solido, anfratti più convessi, su- ture più profonde, coste più rare cioè 11-12 nell'ultimo giro, avendone l altra da 14-16. Non farei contesa, a chi volesse considerarla come una varietà della specie di Leach, e allora meriterebbe di portare il nome di var. paucicostata.
* SCALARIA FRONDICULAEFORMIS, m. (Tav. I, Fig. 14).
Rara al Giannettello e a Babbaurra. Esiste pure a Monte Mario, e i suoi caratteri sono: Conchiglia turrita, acuta, levigata, imperforata, lunga nell’ esemplare disegnato mm. 10, larga mm. 4; anfratti 11 circa, rotondati, co- stati; coste 10 nell’ ultimo anfratto, superiormente ango- late e mucronate; apertura rotonda. Differisce dalla S. fron- dicula, S. Wood per la statura più piccola, per la forma meno dilatata in proporzione, e per le coste più rette e poco elevate.
* SCALARIA ALATA, m. (Tav. I, Fig. 15). Bella e distinta forma del Giannettello, che in unico e piccolo esemplare presenta le note: Conchiglia minuta,
— 125 —
conico-turrita, levigata, carenata distintamente alla base, lunga mm. 5 °/,, larga mm. 2 '/x; anfratti 9 circa, roton- dati, disgiunti da profonde suture, costellati; Costicine 0 laminette 8 nell’ ultimo giro, tenui, dilatate, non sempre continue, non oblique, superiormente sinuate ed ottusa- mente mucronate, inflesse lievemente a destra anche nel seno; apertura ovato-rotondata, obliqua a sinistra, supe- riormente angolata, inferiormente quasi retta; labbro co- lumellare poco arcuato.
* SCALARIA CARINULATA, m. (Tav. I, Fig. 16).
Non rara a Babbaurra, rarissima a Capodarso, ma quasi sempre in cattivi esemplari. I suoi caratteri principali sono: Conchiglia turrita, allungata, tenue, levigata, imperfo- rata, leggermente carenata alla base con carena filiforme, lunga nell’ esemplare figurato mm. 9, larga mm. 3 */; anfratti 11 circa, rotondati, superiormente subangolati, costolati; costole sottili, lamelliformi, piegate a destra, angolate come gli anfratti, non sempre continue, alquanto oblique, 13 circa nell’ ultimo giro.
Fam. Littorinidae. FossARUS (PHASIANEMA) cosTATUS, Brocc. Rari e piccoli individui al Giannettello (uno), e a Bab- baurra (tre). Fam. Solaridae. SOLARIUM (TORINIA) FALLACIOSUM, Tib.
Rarissima specie del Giannettello e di Babbaurra.
* XENOPHORA COMMUTATA, Fischer. Alquanti esemplari giovani a Babbaurra. — Il sig. Fi-
= lio — scher (Journ. Conchyl. 1879, pag. 211) abolì ragionevolmente la X. crispa (K6nig) auct.; e diede il nome di sopra alla specie, che non è rara nel pliocene; e quello di X. Tri nacria all’ altra, che è comune nel postpliocene di Palermo.
ADEORBIS SUBCARINATUS, Mont. Un solo specimen conservatissimo a Babbaurra.
Fam. Rissoidae.
RISssoA AURISCALPIÙUM, Mont. Tre esemplari a Babbaurra.
RISSOA MEMBRANACEA, Adams, et Var. 1 = R. ELATA, Phil VarN2*=#R/C0BLONGASMIDE smi
La specie alle Croci; la Var. elata alle Croci, allo Scopa- tore, e di preferenza a Babbaurra; e la Var. oblonga a Bab- baurra in unico esemplare.
RISSOA MONODONTA, Biv. p. Scarsa al Giannettello e a Babbaurra.
RISSOA RADIATA, Phil., et Var. = R. SIMPLEX, Phil. Non è rara la specie a Babbaurra in esemplari di vario sviluppo, ma lo è la varietà allo Scopatore.
RISsoA INCONSPICUA, Alder. Piuttosto infrequente al Giannettello e a Babbaurra.
RISSOA PULCHELLA, Phil. Croci, Scopatore, Babbaurra; più rara dell’ antecedente.
RISSOA SIMILIS, Scacc. Quattro buoni individui a Babbaurra.
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RISSOA VARIABILIS, v. Mulhf. Unico esemplare ma intatto anche a Babbaurra.
RIssoAa (ALVANIA) CANCELLATA, M. Da Costa. Giannettello, Babbaurra; rara in amendue.
RissoA (ALVANIA) SUBCRENULATA, Schw. Quattro esemplari a Babbaurra.
Rissor (ALVANIA) cIimex L., * Var. CLATHRATO-GRA- NOSA, m.
Di qualche frequenza a Babbaurra. — In questa varietà sono più rare e più lontane tra loro, di quel che nella specie, le linee elevate longitudinali, le quali intersecan- dosi con le spirali formano i granuli; da ciò tutti i giri divengono non solo granulosi, ma decisamente clatrati. In tutto il resto la varietà conviene colla specie. Credo, che questa varietà sia estinta.
RissoA (ALVANIA) RETICULATA, Mont., Var. = R. MARIAE, D'Orb. = Turbo cimex, Brocc. (non L.) (La Via, Croci, pag. 203).
Croci, Capodarso, Giannettello, e copiosamente a Bab- baurra; ma ovunque trovasi l’ anzidetta varietà.
RissoA (ALVANIA) cImIicoIDES, Forb. Due individui al Giannettello con le coste longitudinali assai sottili.
* Rissor (ALVANIA) ASPERULA, m. (Tav. I, Fig. 17).
Frequente a Babbaurra, molto rara allo Scopatore. — Conchiglia ovata, ventricosa, alquanto acuta, lunga nel- l esemplare disegnato mm. 4, larga mm. 2 '/,: anfratti 7-8, convessi, divisi da suture profonde e larghe, è primi tre embrionali lisci, gli altri longitudinalmente costati e
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trasversalmente cingolati; coste 12 circa, rette, sottili nel quarto giro, indi gradatamente più 0 meno ingros- sate, e mancanti bruscamente nella base; cingoli o linee elevate spirali 8-10 nell’ ultimo giro, 3-4 nel penultimo, attraversanti le coste ed ivi granulosi: apertura ovato- rotondata, obliqua, un po’ acuta superiormente; labbro destro esternamente ingrossato, internamente solcato; lab- bro sinistro tenue.
Rissoa (ALVANIA) cosTATA, Adams. Cinque bei esemplaretti a Babbaurra.
RissoAa (HYALA) vITREA, Mont. Non rara a Babbaurra, avendone raccolto nove esem- plari e in buono stato.
RissoiNna DECUSSATA, Mont. Un mediocre numero d’ individui di vario sviluppo a Bab- baurra.
Fam. Turbinidae.
TURBO RUGOSUS, L. Rari e giovani esemplari alle Croci e a Babbaurra, an- che qualche opercolo a Pietracucca e a Babbaurra.
PHASIANELLA PULLA, L. Troppo rara alle Croci, non troppo a Babbaurra. PHASIANELLA TENUIS, Mich.
Unico specimen fornitomi da Babbaurra.
TRocHus (GIBBULA) FERMONI, Payr. Un solo esemplare a Capodarso.
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— 129 —
TRrocHUS (ZIzyPHINUS) MonTAGUI, W. Wood.
Due individui intatti al Giannettello, uguali a quei, che conservo di questa specie, tanto fossili del Palermitano, che viventi d’ Inghilterra e dei mari di Sicilia.
TRocHUS (ZIizyPHINUS) TUMIDULUS, Arad. Tre esemplari alle Croci e cinque a Babbaurra, tutti in buona conservazione.
TROCHUS (ZIZYPHINUS) EXASPERATUS, Penn., et Var. = T. TRrIcIincTUus, De Stef.
Alle Croci un esemplare di grandi dimensioni. Al Gian- nettello la specie in esemplari d’ ogni sviluppo e la varietà, a Babbaurra molti esemplari piccoli.
TROCHUS (ZIzyPHINUS) STRIATOS, L.
Pochi individui giovani a Babbaurra, ed uno segnalata- mente molto sviluppato, intatto e punteggiato in rosso.
N. B. Due giovanissimi esemplari o meglio apici, tro- vati a Babbaurra, forse appartengono al Trochus Brocchi, Mayer = 7. obliquatus, Brocc. (non L.)
CLANCULUS CORALLINUS, Gm. Raro a Babbaurra. Questa specie fossile suol conservare le tracce della sua antica- colorazione in rosso corallo.
CLancuLUS JUSSIEUI, Payr. Anche a Babbaurra un magnifico esemplare, tuttora suf- ficientemente colorato.
Fam. Fissurellidae.
FissuRELLA ITALICA, Defr., et Var. = F. porsaTA, Monts. La specie e la varietà si trovano scarsamente a Bab- Bull. della Soc. Mal. It. Vol. VI, 9
— 130 — baurra. — Non di rado la specie si chiama da pregiatissimi autori Y. costaria Bast. (1825); ma la F. Italica, Defr. (1820), se è sinonima di essa, merita la preferenza, perchè ante- riore. — Il Monterosato riguardava prima la varietà anzi-
detta, sia vivente che fossile di Monte Pellegrino, come .
dipendente dalla F. Gibba, Phil., e in ciò seguiva 1 opi- nione dello stesso Philippi. Ultimamente però la considera come una specie distinta. Io sono di diverso avviso. Giacchè questa varietà dorsata di Monte Pellegrino fa frequenti passaggi ad un’ altra ivi comunissima della F. Italica, che io per la sua scultura increspata nomino sin d'ora var. tomentosa.
FISSURELLA GRAECA, L.
Capodarso, S. Margherita, e non rara a Babbaurra. Gli esemplari di tutte queste località sono alquanto convessi, per la scultura però si allontanano dalla specie antecedente e sì avvicinano alla presente.
Fam. Galyptraeidae. CALYPTRAEA CHINENSIS, L.
Non frequente alle Croci, frequentissima a Babbaurra, ove ho raccolto individui di ogni età.
CREPIDULA UNGUIFORMIS, Lamk. Specie non comune a Babbaurra.
* CREPIDULA (CREPIPATELLA) SCABRESTRIATA, m. (Tav. I,
Fig. 18).
Rara a Babbawrra. — È questa la forma più bella e più interessante fra tutte quelle, che ho raccolto nelle strati= ficazioni Nissene. E invero il sottogenere Crepipatella di Lesson (V. Chenu, Manuel etc., 1859, I, fig. 2355) mi par
SR, SETE e
SM a
proprio nuovo pei terreni pliocenici. La specie poi è diversa di quelle riportate dallo stesso Chenu, e molto probabil- mente inedita. Eccone dunque i principali caratteri: Con- chiglia ovato-auriforme, alquanto obliqua, molto convessa superiormente, con cortissima spira laterale a nucleo un po’ elevato, longitudinalmente striata, internamente liscia: strie densissime, ondulate, poco regolari, scabre, alcune maggiori e fornite talvolta di minutissime squamette for- nicate, che si osservano meglio negli esemplari giovani: lamina interna obliqua occupante un mezzo della concavità: diametro maggiore nell’ esemplare figurato mm. 22, dia- metro minore mm. 18.
CapuLus HungaARICUS, (Patella) L. (La Via, Croci, pag. 203). Alle Croci due giovani esemplari.
Fam. Patellidae.
TECTURA VIRGINEA, Mill. Pochi e piccoli individui al Giannettello.
Fam. Dentalidae.
DENTALIUM DENTALIS, Gm. = D. entalis, La Via (non L.) (Croci, pag. 203, e Pantano, pag. 212).
S. Giuliano, Croci, Capodarso, Strammella, e particolar- mente Giannettello e Babbaurra; esemplari abbondanti, ma più o meno frantumati, come quei dei dentali seguenti. Fra essi se ne incontra qualcuno, che sembra appartenere al D. novemcostatum, Lamk., e diversi altri con le strie tra- sverse molto rilevate.
* DENTALIUM FOSSILE, Gm. Raro alle Croci e al Giannettello, non tanto raro a Bab-
— 132 — baurra. Alcuni esemplari hanno qualche costa minore in- terposta alle altre.
* DENTALIUM SEXANGULARE, Lamk. = ? D. serangulum, (Gm.) Brocc. (La Via, Croci, pag. 203).
Gli esemplari di questa specie, che ho raccolto a S. Giu- liano, alle Croci, a Capodarso e copiosamente a Pietracucca, concordano con quei, che conservo di Altavilla. Vi si os- servano 6 coste acute verso l’ apice o apertura posteriore, poi tra esse altre 6 minori, indi successivamente, come si va ingrossando il tubo, diverse altre, talchè negli individui sviluppati la base o apertura anteriore finisce col divenir quasi rotonda. — La porzione inferiore di qualcuno di tali esemplari adulti probabilmente sarà stata scambiata dal La Via pel D. elephantinum, L. (Croci, pag. 203). Io non ho incontrato mai questo dentale nei nostri depositi. — Fo anche osservare, che la forma esposta propria di Caltani- setta e di Altavilla non conviene in tutto, con quanto hanno scritto sul D. sexangulare lo stesso Lamarck ed altri au- tori. In ogni modo essa potrà ritenersi come una varietà, che chiamo Stciliensis, della specie Lamarckiana.
* DENTALIUM INAEQUALE, Bronn.
Due buoni pezzi a S. Elmo. Questa specie, trovata da me in un piano pliocenico inferiore, farebbe un’ eccezione a quanto ne dice il Cocconi, cioè che essa sia essenzial- mente miocenica.
Fam. Chitonidae.
Cuiton (ACANTHOCHITES) DISCREPANS, Bronn. Poche valvoline intermedie a Babbaurra.
— 133 — Ordine Opistobranchiata.
Fam. Tornatellidae.
* ACTARON SEMISTRIATUS, Fér. Raro al Giannettello.
Fam. Bullidae.
CYLICHNA CYLINDRACEA, Penn. Infrequente alle Croci e a Babbaurra, ovviissima al Gian- nettello.
CYLICHNA UMBILICATA, Mont. Rarissima alle Croci e a Babbaurra.
CYLICHNA NITIDULA, Loven. Due esemplari al Giannettello simili a quei dei Fica- razzi di questa specie.
=——PlP»@*re€. rIgquIgI{ [911
* UTRICULUS SPIRATUS, Brocc.
Non comune alle Croci e a Babbaurra. — Questa spe- cie del Brocchi, non rara nel pliocene Italiano, è affatto diversa dalla Bulla mamillata, Phil., e fra i nomi generici, coniati per essa e per altre forme affini, quello di Utricu- lus mi è parso il più conveniente.
N. B. Non so, a che cosa si possa rapportare la Bulla ampulla (non L.), che il La Via allega delle Croci a pag. 203.
Classe Brachiopoda.
Fam. Terebratulidae.
* TEREBRATULA AMPULLA, (Anomia) Brocc. (La Via, Cro- ci, pag. 204).
— 134 —
Un esemplare benchè cattivo di questa specie, trovato da me alle Croci, conferma l’ asserzione del La Via.
* TEREBRATULA SINUOSA, Brocec. Specie rarissima a Pietracucca.
Classe Conchifera,
Fam. Ostreidae.
OSTREA LAMELLOSA, Brocc. = 0. edulis, La Via (non .
L.) (Croci, pag. 204; Pantano, pag. 212).
Ovvia così in tutti i nostri depositi conchigliacei, e in singolar modo verso le sommità di S. Giuliano e delle Croci, che essi potrebbero denominarsi ferreni ad Ostriche. — Il Philippi (Enumer. etc., IL pag. 256) indica soltanto di Gal- tanisetta l’ O. cristata, (Born) auct., forse perchè osservò qualche individuo dell’ O. lamellosa con le lamine della valva inferiore alquanto rialzate. — Nelle valve superiori degli esemplari giovani e pulli di questa specie, dei quali ho un buon numero da tante parti, le linee palliari laterali all’ area cardinale sono non di rado dentellate o crenulate. Questo carattere, che svanisce col progresso dell’età, avrà indotto il La Via a scambiar queste valve per 1° 0. denti culata, (Chemn.) Broce. (Croci, pag. 203).
OSTREA STENTINA, Payr.
Due valve inferiori a Portella dell’ arena ed una pure inferiore a Babbaurra (plioc. super.). Esse convengono con quelle degli esemplari viventi di questa specie; quindi per maggior sicurezza mi son servito della denominazione del Payraudeau, anzichè delle dubbie 0. plicata, Chemn. e O. plicatula, Gm., che ottimi autori hanno usato per una forma fossile diversa dalla vivente.
— 135 —
* OsTREA SABBUCINAE, m. (Tav. I, Fig. 19).
Si raccoglie in gran copia a Sabbucina, e precisamente nel punto indicato nella prefazione (pag. 89). Gli esemplari di tale località sono sempre in valve dispaiate, talvolta aderenti tra loro, e rare a trovarsi mezzanamente conser- vate, specialmente le inferiori. I caratteri di questa specie sono: Conchiglia ovato-allungata, solida, lunga nell’ esem- plare figurato mm. 45, larga mm. 31: valva inferiore con- vessa, assai scabra ed ineguale, munita di poche lamine trasverse, e talvolta di rari solchi vicino i margini la- terali; rostro inflesso a sinistra; area cardinale e fossetta del legamento lunghe, molto sviluppate e sinistrorse; im- pressione muscolare ovale, vicina al margine sinistro e più vicina al cardine di quel che al margine inferiore: valva superiore un po minore dell’ altra, concava, concentrica- mente rugosa, ed ornata di molte laminette addossate strettamente le une alle altre, denticolata nella linea pal- liare vicino il cardine quando in un solo quando in amen- due i lati; impressione muscolare come nell’ altra valva. Riferisco con probabilità a questa specie pochi esemplari giovani trovati al Giannettello.
Fam. Anomiadae.
ANOMIA EPHIPPIUM, L., et Var. 1 = À. POLYMORPHA, Phil., Var.2 = A. ASPERA, Phil., Jun. = A. SQUAMULA, auct.
La forma principale fu trovata da me al Pantano, e dal Philippi, non si sa in qual punto preciso. La Var. polymorpha è di Babbaurra (rara), la Var. aspera dei Dammusi (tre valve), e la forma giovanile di varie località, come: S. Giu- liano (plioc. infer.), Croci, Capodarso, Scopatore, Giannet- telio, Portella dell’ arena e Babbaurra. — Nelle varie specie di Anomia la valva superiore è più solida dell’inferiore, perciò nel caso di anomie fossili si trova comunemente la sola prima.
— 136 —
ANOMIA PATELLIFORMIS, L. Due valve a Babbaurra.
ANOMIA STRIATA, Brocc. Al Giannettello alquante valve.
Fam. Pectinidae.
PECTEN vARIUS, L. = ? P. pusîo, La Via (non L.) (Pan- tano, pag. 212).
Specie ovvia da pertutto; valve intere ed esemplari com- pleti rarissimi; ne raccolsi due belli allo Scopatore. — I gio- vani sono simili nella forma bislunga a quei del P. pusio, quindi non sarà stato difficile, che il La Via abbia preso i primi per questi ultimi. Io non ho trovato mai in nessun deposito il P. pusio.
PECTEN OPERCULARIS, L.
S. Giuliano (plioc. infer.), Croci, Giannettello, Portella dell’ arena, Babbaurra; ovunque non così comune come in altri terreni.
PECTEN INFLEXUS, Poli. Rarissimo a Portella dell’ arena.
PECTEN FLExUOSUS, Poli.
Diverse forme, con pochi esemplari, in varie località, come: Typus, Poli; Croci — Var. 1 = Ostrea plica, (L.?) Poli, con una o due pieghe trasverse; S. Giuliano, Croci, Giannettello, Portella dell’ arena — Var. 2 = 0. coarctata, (Born) Brocc.; Giannettello — Var. 3 = 0. discors, Brocc., variabile nei raggi; Portella dell’ arena.
* PECTEN SCABRELLUS, Lamk. Rarissimo al Giannettello.
— 157 — * PECTEN (AmussIum) cristatus, Bronn. Esemplari monchi e neri, ma per lo più frantumi; Ca- podarso, S. Elmo, Babbaurra.
* PecTEN (Amussium) Alessiz, Phil.
Ne trovai nel 1867 a S. Giuliano (plioc. infer.) parecchi frammenti ed una valva ben conservata, uguale a quelle di Altavilla della stessa specie.
PECTEN (PSEUDAMUSSIUM) sImILIS, Laskey. Diverse valve al Giannettello e a Babbaurra.
PECTEN (VoLaA) JAcoBAREUS, (Ostrea) L. (La Via, Croci, pag. 204). Non raro a S. Giuliano, Croci e Capodarso.
* PECTEN (JANIRA) FLABELLIFORMIS, Brocc. - Un frammento d’ un grosso individuo alle Croci.
SPONDYLUS GAEDEROPUS, L. (fide La Viae, Croci, pag. 204).
Io non l'ho trovato nè alle Croci nè altrove; ma la spe- cie è assai caratteristica, per non potersi rigettare l’ auto- rità del La Via.
N. B. Lo stesso La Via indica pur delle Croci (pag. 204), ma senza nome d’ autore, lo Spondylus plicatus, che non so, a qual cosa possa rispondere.
* PLICATULA MYTILINA, Phil. Scarsa e unicamente ai Dammusi. Fam. Aviculidae.
PINNA TRUNCATA, Phil. = P. nobilis, La Via (non L.) (Croci, pag. 204).
— 158 —
Croci, Scopatore, Tondo, S. Margherita, Pantano, Dam- musi, Babbaurra. — Un esemplare completo, grande e di rara conservazione è stato trovato da me dentro la grotta delle Croci. Esso ha le dimensioni a un dipresso uguali a quelle dei miei esemplari recenti più sviluppati, cioè è lungo cm. 20, alto cm. 10 #7, e crasso cm. 6. Quasi sempre però questa specie s’ incontra in frammenti madreperlacei o in piccoli esemplari mutilati, che di solito si sfogliettano e si fanno in cento pezzi, volendosi estrarre dalle marne, ove giacciono. Il volgo in Sicilia li chiama balordamente pesci impietriti, e squame le loro piccole sfoglie.
Fam. Mytilidae.
MyTrILUS EDULIS, L., et Var. — M. GALLOPROVINCIALIS, Lamk.
Croci, Tondo, Giannettello, Babbaurra. Non raro, mas- sime al Giannettello, ma a trovarsi completo o in buone valve, rarissimo. Ordinariamente non si rinvengono che le porzioni superiori insieme col cardine, perchè più solide. La varietà è più comune della specie.
MoDIOLA MODIOLUS, L., Var. RETUSA, m.
Esemplari piuttosto frequenti al Giannettello e a Bab- baurra, della stessa conservazione degli antecedenti, ed uno di Babbaurra alquanto compresso e molto striato posterior- mente. Tutti questi esemplari hanno il lato anteriore cor- tissimo, e non sporgente al di là dell’ apice, come l'hanno comunemente quelli di questa specie; meritano quindi for- mare Il’ anzidetta varietà. La Modiola modiolus è tuttora vivente nei mari del nord, e col trovarsi fossile nell'Italia specialmente meridionale e in Sicilia, depone in favore dei sostenitori dell’ antica epoca glaciale nel sud d’ Europa.
_6-;ÈkKi.e 'Teoe.rzr Pronte e To erro. —’—oco’o_c'’——— re
-— 139 —
MODIOLA AGGLUTINANS, Cantr. Un esemplare intero e sufficientemente conservato al Giannettello,
LITHODOMUS LITHOPHAGUS, L.
Specie non troppo rara delle Croci.
N. B. Il Philippi (Enumer. ete., in fine Vol. II, pag. 257) cita di Caltanisetta la sua Modiola incurvata, ma nel corpo dei due volumi l’attribuisce soltanto a Piazza. Egli fondò la sua specie sopra un esemplare mal conservato e acci- — dentalmente contorto: io ne ho due regolari, che meglio dir sì possono nuclei, ma non so di qual habitat. Il sig. Jeffreys, non ha guari, ne studiò uno, e giudicollo, essere da una parte la Modiola incurvata, Phi., e dall’ altra la Modiola Martorelli, Hidalgo, vivente nelle coste di Spagna.
Fam. Arcadae.
ARcA Noa, L. (La Via, Croci, pag. 204). S. Giuliano, Croci, Strammella, Pantano, Babbaurra; rara in ciascuno di questi luoghi.
ARCA (BARBATIA) BARBATA, L. (La Via, Croci, pag. 204). Ne ho trovato un solo esemplare giovane anche alle Croci.
ARCA (BARBATIA) LACTEA, L. A Babbaurra cinque buone valve.
* ARCA (BARBATIA) PEREGRINA, Libassi.
Una valva ed un frammento a Babbaurra, con una scul- tura identica a quella della valva tipica di Monte Pelle- grino, sulla quale fu eretta la specie. Essa è stata confusa da taluno coll’ A. clathrata, Defr., ma ne è diversa special- mente per la maggior lunghezza della conchiglia, e per la
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scultura più aspra, formata da tanti ordini trasversali e poco regolari di granuli allungati.
ARCA (ANOMALOCARDIA) DILUVII, (Lamk) Desh., * Var. OBLONGA, Brugn. = A. antiquata, auct. (non L.) (La Via, Croci, pag. 204).
5. Giuliano (entrambi i piani), Croci, S. Elmo, Pietra- cucca (assai comune), Dammusi, Babbaurra. — Gli esem- plari son frequenti ma raramente completi, e somigliano a quei dei Ficarazzi, che io (Bullett. Soc. Malac. Ital., Vol. III, pag. 21) denominava A. diluvii, Lam&k. Var. oblonga. Essi talvolta (ad es. quei dei Dammusi) raggiungono gran- dissime dimensioni, ed hanno rispetto ai viventi una forma più allungata e coste più numerose e più appiattite. Se con siffatti esemplari si volesse istituire una specie a parte, pro- porrei per essa la denominazione di A. controversa.
* ARCA (ANOMALOCARDIA) DARWINI, Mayer.
Un esemplare a Babbaurra simile ad un altro, che con- servo di Monte Castello nella Toscana. Questa specie fu de- scritta dal Mayer (Catal. system. ete., pag. 71), ed illustrata dal Cocconi (Enumer. ecc., T. VIII, fig. 11-13). La forma di Babbaurra vi risponde nei caratteri principali, ha però le coste non piatte decisamente come quelle della specie di Mayer, e l’ angolo superiore del lato anale più acuminato.
* ARCA (ANOMALOCARDIA) PECTINATA, Brocc., Jun. = A. Breiîslaki, Phil. (non Bast.)
Croci, Scopatore, Pantano, Giannettello, Dammusi, Bab- baurra (frequente). Ovunque le valve sviluppate son difficili ad ottenersi intere, non così le giovani e piccole. Il Philippi trovò di quest ultime una sola a Caltanisetta, io ne ho qualche numero del Giannettello, ed una gran copia di Babbaurra insieme con qualche buona valva adulta. Per via degli esemplari di quest’ ultima località ho avuto il pia
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e
cere di formare una serie gradatamente crescente dai più giovani agli adulti, e tra questi ne ho incontrato qualcuno identico a quello figurato e descritto dal Philippi come A. Breislaki, Bast. Di tal modo mi son convinto, che quest’arca del Philippi non è che lo stato giovanile dell’ A. pectinata, come per altro lo stesso autore era inclinato a ritenerla.
ARCA (SOLDANIA) MYTILOIDES, Brocc. = ? A. arenaria, Lamk. (La Via, Croci, pag. 204).
S. Giuliano, Croci, Scopatore, S. Elmo, S. Margherita, Dammusi, Babbaurra. Gli esemplari adulti son mal conser- vati per lo più, come gli antecedenti, i giovani sono raris- simi — L’A. arenaria, Lamk,non esiste, quella, citata dal La Via come tale, sarebbe o la specie antecedente o l’ at- tuale, perchè entrambe si trovano alle Croci, e nessuna di esse è riportata dal La Via con giusta o intelligibile deno- minazione.
PECTUNCULUS GLYCIMERIS, (Arca) L. = Arca pilosa, L. (La Via, Croci, pag. 204).
Croci, Scopatore, Polveriera, Babbaurra; ovunque raro, e di quella forma, che S. Wood chiama Var. elongata. Fu- ron date dal Linneo le due denominazioni suddette alla stessa specie, che è variabilissima; e nell’ edizione XII e XHI (Gmelin) del Systema Naturae V Arca glycimeris è posta avanti dell’ Arca pilosa. Gli autori inglesi moderni sogliono servirsi della prima, ed io li ho imitati.
PECTUNCULUS VIOLACESCENS, Lamk., Jun. = ARCA NUM- MARIA, (Lamk) auct. (La Via, Croci, pag. 204).
S. Giuliano, Croci, Capodarso (comune), S. Margherita, Giannettello, Babbaurra. Specie meno rara dell’antecedente, e gli esemplari giovani (Arca nummaria) si trovano più custoditi degli adulti.
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LIMOPSIS AURITA, Broce. A Pietracucca ovvia, a S. Elmo rara.
* LIMOPSIS ANOMALA, Eichw. Poche valve a Capodarso e al Giannettello.
NUCULA NUCLEUS, L. Non molto rara a Capodarso, al Giannettello e a Bab- baurra.
NucuLA NITIDA, G. B. Sower.
Croci, Giannettello, Babbaurra; ovunque valve non trop- po rare, talune delle quali sono per traverso fasciate in bruno.
* NUCULA TRIGONULA, S. Wood.
Non poche valve delle Croci, del Giannettello e di Bab- baurra, simili ad alcune del Palermitano, offrono i caratteri di questa specie, ma per lo più sono giovani, e talvolta ni- tide. Qualche valva più sviluppata è analoga anche nelle rughe o strie d’ accrescimento a quella figurata nell’ opera del Wood (Monograph etc., Part II, T. X, fig. 7, a-b). Non si confondano però le altre valve più piccole colle giovani dell’ antecedente N. nitida, perchè quest’ ultime sono più trasverse, più compresse, e col lato posteriore angolato in- feriormente. Il Sig. Jeffreys identifica questa specie del Wood con la N. proxima, Say, che non so, se sia vivente o fossile.
* NUCULA PLACENTINA, Lamk. Piuttosto rara a Capodarso, S. Elmo, e Giannettello.
NUCcULA sULCATA, Bronn. Anche rara a Capodarso e a Babbaurra.
— 143 — * NucuLa JEFFREYSI, Bell. Frequentissima al Giannettello e a Babbaurra.
LEDA (LEMBULUS) COMMUTATA, Phil. 5. Giuliano (plioc. infer.), Capodarso, Giannettello, Bab- baurra; comune nei due ultimi strati.
Fam. Chamidae.
CHAMA GRYPHOIDES, L.
S. Giuliano, Croci, Pietracucca, S. Margherita, Giannet- tello, Babbaurra; valve simili alle viventi, or l’inferiore or la superiore in questa o in quella località; al Giannettello un individuo grande e completo.
CHAMA GRYPHINA, Lamk.
Croci, S. Anna, Scopatore, Dammusi, Babbaurra; valve grandi e disparate come le antecedenti; un esemplare intero e sviluppatissimo è delle Croci.
* CHAMA DISSIMILIS, Bronn. Una valva inferiore ed un’ altra superiore alle -Croci.
Fam. Cardiadae.
CARDIUM HIANS, Brocc.
S. Giuliano, Scopatore, Tondo, Pantano, Giannettello, Dammusi, Babbaurra; giammai intero, ma o in modelli o in frammenti.
CaRDIUM ACULEATUM, L. (file La Viae, Croci, pag. 204).
Il La Via indica delle Croci questo cardio e il susse- guente. La sua citazione dunque esclude il dubbio di qual- che equivoco tra essi due. Io non ho mai veduto da noi il C. aculeatum.
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CARDIUM ECHINATUM, L. (La Via, Croci, pag. 204).
S. Giuliano, Croci, S. Elmo, Pietracucca, Stazzone, Stram- mella, Pantano, Giannettello, Dammusi, Babbaurra; ovunque valve non molto rare, qualche volta sviluppatissime, raris- simamente intere. Gli esemplari assai giovani, come son quei pochi, che ho trovato a Babbaurra, hanno una scultura si- mile a quella degli adulti del C. paucicostatum, Sow. = C. ciliare, auct. (non L.); ma ne differiscono, per essere più obliqui, e per avere il margine interno più decisamente dentato. Il Philippi, non già nel corpo dei due volumi del- l Enumeratio ete., ma in fine del II, pag. 257, cita di Cal- tanisetta il C. ciliare. Se la sua citazione è esatta, si deve credere con molta probabilità, che egli abbia scambiato pel C. ciliare qualche valva pulla del C. echinatum.
CARDIUM TUBERCULATUM, L. (La Via, Croci, pag. 204). Anch’ io ne ho trovata una valva alle Croci, ed il Phi- lippi I accenna in generale di Caltanisetta.
CARDIUM PAPILLOSUM, Poli. Croci, Giannettello, Babbaurra; abbondante nelle due. ultime località.
CARDIUM RosEUM, Lamk. Poche valve al Giannettello.
CARDIUM MINIMUM, Phil. Croci, raro; Giannettello e Babbaurra, abbondante.
CARDIUM EDULE, L., et Var. = C. rRustIcuM, (Chemn.) auct. (La Via, sp. e var., Croci, pag. 204; sp. sola, Pantano, pag. 212).
Due valve della specie al Tondo, ed una della varietà a Sabbucina. Anche il Philippi trovò presso Caltanisetta il C. rusticum.
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* CARDIUM MULTICOSTATUM, Brocc. Specie rara del Giannettello e di Babbaurra.
CARDIUM (LAEVICARDIUM) osLonGum, Chemn. = Cl. laevi- gatum, La Via (non L. nec auct.) (Croci, pag. 204). Io l’ ho incontrato raramente a Babbaurra.
Fam. Lucinidae.
LUCINA BOREALIS, L. Croci e Babbaurra; rara.
LUCINA SPINIFERA, Mont.
S. Giuliano (plioc. infer.) e Giannettello; meno rara del- l’ antecedente.
LORIPES LACTEUS, (L.) Poli = Tellina lactea (La Via, Croci, pag. 204; Pantano, pag. 212).
Una valva alle Croci ed un buono esemplare completo al Giannettello.
LORIPES FRAGILIS, Phil. Un individuo intero e sviluppato alle Croci.
LORIPES DIVARICATUS, (L.) auct.
Rarissimo alle Croci, non raro allo Scopatore e a Bab- baurra.
WOODIA DIGITARIA, L. Giannettello, comune; Babbaurra, non frequente.
MysIA ROTUNDATA, Mont.
Esemplari interi e piuttosto ben conservati alle Croci e al Giannettello, una valva giovane a Babbaurra.
Bull. della Soc. Mal. It. Vol. VI. 10
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* MEGAXINUS ROSTRATUS, (Lucina) Pecchioli.
Pietracucca e S. Margherita; valve e nuclei. — Questa specie fu riferita al genere Lucina dal Pecchioli, a somi- glianza della forma un po’ vicina, che il Bronn avea deno- minata Lucîna transversa. Però il genere di queste due specie non è quel di Lucina, come è riportato comunemente dagli autori, e tampoco quello di Loripes, come opina il Monterosato per la specie di Bronn. Esso invece è molto somigliante a quello di Axinus, dal quale non differisce che pei caratteri: grandezza molto eccedente (') e maggiore so- lidità, lati assai disuguali, apici acuti ed incurvi, impres- sioni muscolari caratteristiche. Propongo dunque di chia- mare il genere (o se si vuol sottogenere di Axinus) di queste due specie col nome di Megaxinus, ed eccone la diagnosi un po’ dettagliata: Testa axiniformi, aequivalvi, clausa, plus minus crassa, convexiuscula, concentrice ru- gosa, inaequilatera: lateribus utrisque in angulum desi- nentibus, antico breviore; margine ventrali convero-an- gulato: lunula lanceolata: fovea ligamenti lineari, pro- funda: apicibus parvis, acutis, incurvis, conniventibus: cardine edentulo: impressione musculari postica ovali; an- tica elongata, intrante, subtransversa; palliari simplici.
LEPTON SUBTRIGONUM, Jeffr. Una valva destra al Giannettello, ed una sinistra a Bab- baurra.
LEPTON NITIDUM, Turt. Poche valvoline a Babbaurra.
* LEPTON ELONGATUM, m. (Tav. I, Fig. 20). Ne ho trovato una sola valva destra a Babbaurra, che
(4) Ho della specie del Bronn esemplari sviluppatissimi provenienti da M. Mario e dai Ficarazzi; dei quali ultimi il maggiore misura in lar- ghezza mm. 30, ed in altezza mm. 28 e 172.
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offre queste note: Conchiglia minuta, lunga mm. 3, alta mm. 1 */, poco depressa, tenue, trasversalmente ovato- allungata, assai inequilatera ed obliqua; ornata esterna- mente di strie concentriche, elevate, rare ed esili: mar- gine dorsale corto, quasi retto; margine ventrale lungo convesso; amendue i lati rotondati, l’ anteriore assai obli- quo, attenuato, tre volte circa più lungo del posteriore: cardine edentulo; fossetta legamentare trigona, profonda; un sol dente laminare, laterale, vicino il margine dorsale anteriore e vicino la fossetta: impressioni muscolari e palliare indistinte. — Ho veduto presso il Monterosato una valva recente del suo Neolepton obliquatum (di semplice catalogo), che nella forma somiglia a quello, che ho de- scritto, ma ne differisce per tutti altri caratteri.
Fam. Kellidae.
KELLIA SUBORBICULARIS, Mont. Babbaurra; un esemplare completo e due valve.
FAM. Cyprinidae.
ISOCARDIA cor, (Chama) L. (La Via, Croci, pag. 204). S. Giuliano, S. Elmo, Babbaurra; ho incontrato le por-
zioni superiori di poche valve, perchè più solide delle in- feriori.
ASTARTE FUSCA, Poli. Belle valve alle Croci e a S. Margherita.
ASTARTE SULCATA, M. Da Costa. Giannettello; poche valve giovani.
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ASTARTE BIPARTITA, Phil.
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Croci, rara; Giannettello, comunissima; Babbaurra, non rara.
CARDITA ANTIQUATA, L. = C. sulcata, Brug. (La Via, 5. Elmo, pag. 202), et Var. 1, TRANSVERSA, Var. 2, TUMIDA.
5. Giuliano, Croci, Capodarso, S. Elmo, S. Margherita, Dammusi, Babbaurra; non rara alle Croci, frequentissima a Babbaurra, scarsa nelle altre località. La var. transversa è delle Croci, la var. tumida delle Croci e di Babbaurra. Gli esemplari di questa specie sono spesso ben custoditi per la loro doppiezza.
CARDITA CALYCULATA, L. Tre valve di grandi dimensioni alle Croci, piccole e rare al Giannettello e a Babbaurra.
CARDITA CORBIS, Phil. Croci, Giannettello, Babbaurra; nel solo Giannettello non molto rara.
* CARDITA SUBTRIGONA, m. (Tav. I, Fig. 21).
A S. Margherita una valva sinistra, a Babbaurra una valva destra. Non ho potuto avvicinare questa forma a nes- suna di quelle, che conosco. I suoi caratteri più rilevanti sono: Conchiglia ovato-triangolare, alta nell’ esemplare figurato mm. 10 */,, larga mm. 10; margine laterale ante- riore quasi retto, posteriore convesso; coste rare (14 circa), larghe, alquanto nodose e striate trasversalmente, sepa- rate da solchi superficiali; cardine come nella C. anti- quata, L. Non ho potuto osservare le impressioni muscolari per le incrostazioni. fi
* CARDITA PECTINATA, Broce. Un esemplare conservatissimo e molto sviluppato alle Croci.
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CIRCE MINIMA, Mont. Frequente al Giannettello e a Babbaurra.
Fam. Veneridae.
VENUS VERRUCOSA, L. (La Via, località incerte, pag. 202).
Croci, S. Elmo, S. Margherita, Strammella, Dammusi, Babbaurra. È difficile ogni dove il poterne trovare qualche valva intera.
VENUS MULTILAMELLA, Lamk. = V. rugosa,